La recensione di 1Q84 trova significato nelle profondità dell'incerto - il Chaos

La recensione di 1Q84 trova significato nelle profondità dell’incerto

1Q84 di Haruki Murakami

“1Q84” di Murakami Haruki -sua opera maestra- è stato pubblicato in tre volumi tra il 2009 e il 2010. Come affermato nella quarta di copertina dell’edizione Einaudi, con “1Q84” Murakami «ha mostrato ai lettori di tutto il mondo cosa significa scrivere un classico nel ventunesimo secolo». La sapiente costruzione di un universo del tutto originale ha concorso a rendere questo romanzo il suo vero masterpiece.

“1Q84” di Murakami Haruki: la pazienza è la virtù dei forti

Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti, e mai come nel corso della lettura del romanzo questo proverbio risulta essere più vero. Innanzitutto, lo spessore dell’opera: al di là della mera quantità di pagine in cui è racchiusa la storia, qui si parla per lo più del peso specifico di tutti i fattori che compongono un romanzo.

Dal punto di vista della trama, questa è ricca, articolata, densa di dettagli da dover tenere bene a mente anche se, sul finale, non serviranno tutti. Sì, perché com’è da tradizione in Murakami la realtà è troppo sfaccettata per poter tenere conto del senso logico di ogni singolo accadimento. Insomma, come l’autore tiene a sottolineare, il famoso detto di Cechov – «se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari»-. In “1Q84” non trova terreno fertile.

L’attrazione per il disturbante

Non tutto ha la propria controprova o una rispondenza scientifica, matematica. E di matematica è proprio il caso che si parli, qui, dal momento che il protagonista Tengo è la sintesi perfetta di quanto appena asserito: professore di matematica, prodigio dei numeri e talento logico, sceglie di abbandonarsi – è proprio il caso di dirlo – al mondo fantastico e alternativo della narrativa in qualità di ghostwriter.

Molla il mondo certo dei numeri e sceglie l’incertezza, il bivio, lo stupore della letteratura e dei mondi che essa crea. La sostanza dell’universo 1Q84 sta proprio nel mostrare una visione alternativa di un mondo parallelo a quello noto, con il quale condivide incertezze e disagi sociali e personali. Ma con un’unica, enorme, differenza:

«In questo mondo non esiste nulla che resti chiuso ermeticamente nel cuore di una persona.»  

Con l’amore Murakami propone una via di fuga dalle difficoltà

Risiede in questa breve frase del libro la vera chiave di volta del romanzo. Nel mondo capovolto dell’anno “1Q84” – inevitabile il richiamo ad Orwell e al suo “1984” la realtà è rarefatta e sogni, pensieri, azioni passate e presenti si intrecciano pericolosamente. Tuttavia, sin dall’inizio Murakami offre ai protagonisti Tengo e Aomame la via d’uscita, la soluzione per poter far fronte alle traversie che attanagliano questo universo come gli infiniti altri in cui capitiamo nel corso della nostra esistenza: l’amore. Solo la fiducia e la fedeltà a questa forza primordiale e istintiva possono far fronte alle variabili oniriche e incomprensibili del mondo.

Si parlava di pazienza, dunque. Di molta ne dispongono i due personaggi principali che si rincorrono da vent’anni senza riuscire ad incrociare i propri sguardi, e di altrettanta ne ha bisogno il lettore per riuscire ad inquadrare alcuni passaggi dell’opera. In special modo, è con il terzo libro che Murakami dipana alcuni dubbi, ma pur sempre attenendosi ad una delle regole base della letteratura: non cercare di spiegare tutto con parole chiare. Perciò, mantiene alcuni punti nell’oscurità, mentre ne rischiara altri ed offre tematiche preziose e nodali.

Come si legge “1Q84″? Con un mano nel fascino e un’altra nell’ignoto

Non solo la storia d’amore tiene incollato il lettore alle pagine di “1Q84”, ma anche quella dose massiccia di incertezza che Murakami sparge a mani piene, sia con il doppio sia con il tempo. Il tema del doppio, espresso nei concetti di mother and daughter, con la presenza delle due lune e con la seconda vita di un personaggio secondario, che si reincarna in seguito ad una metempsicosi, è di certo il più disturbante, in pieno stile Murakami.

Anche con la tematica del tempo l’autore infrange tutte le certezze. Le convenzioni vogliono che sia lineare, senza tener conto che vi siano forme e dimensioni alternative. Il lettore di “1Q84”, però, si appassiona proprio a quanto di più manipolabile ci sia nelle convenzioni e nella comodità. Proprio come Tengo volta le spalle al mondo scientifico, così anche chi legge è attratto dai misteri, dai sogni e dalle ossessioni dei mondi paralleli di questo classico contemporaneo.

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Per sempre studentessa di latino e greco, lettrice da una vita. Pessima autobiografa.

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