“Accade” di Eugenio Montale

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Accade di Eugenio Montale

Accade 
che le affinità d’anima non giungano 
ai gesti e alle parole ma rimangano 
effuse come un magnetismo. Ѐ raro 
ma accade. 
Può darsi 
che sia vera soltanto la lontananza, 
vero l’oblio, vera la foglia secca 
più del fresco germoglio. Tanto e altro 
può darsi o dirsi. 
Comprendo 
la tua caparbia volontà di essere sempre assente 
perché solo così si manifesta 
la tua magia. Innumeri le astuzie 
che intendo. 
Insisto 
nel ricercarti nel fuscello e mai 
nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre 
nel vuoto: in quello che anche al trapano 
resiste. 
Era o non era 
la volontà dei numi che presidiano 
il tuo lontano focolare, strani 
multiformi multanimi animali domestici; 
fors’era così come mi pareva 
o non era. 
Ignoro 
se la mia inesistenza appaga il tuo destino, 
se la tua colma il mio che ne trabocca, 
se l’innocenza è una colpa oppure 
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me, 
di te tutto conosco, tutto 
ignoro. 

– “Accade” di Eugenio Montale

Poesia tratta dalla raccolta “Satura”, 1962-1970

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