Andrea Camilleri, la linea politica di un comunista impenitente

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Linea politica di Andrea Camilleri

Proprio quando abbiamo sempre più bisogno di grandi maestri, questi se ne vanno lasciandoci sempre più soli, sperduti e senza guida. Il 18 luglio 2019 veniva a mancare Andrea Camilleri. Si trovava a Roma in ospedale già da un mese a causa di un infarto. In moltissimi hanno sperato fino all’ultimo che si riprendesse, che andasse avanti affrontando anche quest’avversità come ha sempre fatto. Si ascoltavano carichi di aspettative e di speranze i bollettini medici ma, alla fine, purtroppo non ce l’ha fatta.

Andrea Camilleri in lotta prima con Berlusconi, poi con Matteo Salvini

Andrea Camilleri non si è mai risparmiato nella lotta politica, anzi, ha dato tutto se stesso sempre. In ogni intervista, intervento, conferenza, dibattito pubblico, non mancava mai di esprimere il suo parere sulla politica italiana e l’affrontava con coraggio a viso aperto. Da uomo d’altri tempi, cresciuto durante il fascismo – del quale subì una prima fascinazione che lasciò poi il posto a un profondo e avverso odio – ha sempre espresso i propri personali timori nel veder riaffiorare quel genere di violenza prima nel berlusconesmo poi con Matteo Salvini. Lo si è visto in una delle ultime apparizioni televisive, faccia a faccia col Ministro dell’Interno, affermava così la sua preoccupazione:

«Non voglio fare paragoni, ma intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo steso consenso che nel 1937 sentivo intorno a Mussolini.»

Comunista tesserato dal 1945, non ha mai abiurato alla sua militanza. È rimasto fedele ai propri ideali di gioventù fino all’ultimo, nonostante il crollo del Muro di Berlino, il tracollo dell’Unione Sovietica e la fine del P.C.I., tanto da essere sepolto a pochi metri dal co-fondatore del Partito Comunista Antonio Gramsci nel cimitero acattolico di Roma.

Una vita dedicata alla lotta

Aveva paura Camilleri, paura che l’ignoranza e la memoria corta – tipicamente italiane – facessero rinascere mostri finiti durante il secondo conflitto mondiale. Non a caso ha firmato lo scorso maggio il Manifesto per la salvaguardia degli studi storici nell’Italia smemorata di Salvini. Il Maestro da intellettuale e scrittore è sempre stato libero e autentico, come si legge in uno dei suoi celebri romanzi del Commissario Montalbano.

«Le parole che dicono la verità hanno una vibrazione diversa da tutte le altre.»

Questa sua sincerità è encomiabile perché ormai rara nell’intellighenzia italiana. Da Roma, nella quale si era trasferito per lavoro, non ha mai mancato di esporre il suo parere sferzante, partecipando a tutte le battaglie civili in corso contro i vari governi che si sono avvicendati nel tempo. Da antiberlusconiano partecipò al “NO CAV DAY”, poi contro Renzi e i grillini avvertiva di non credergli perché sono, a suo dire, «già cadaveri». Intervistato da un gruppo di studenti del suo vecchio liceo di Porto Empedocle, disse loro

«Voglio darvi un consiglio: rifate la politica che è diventata quasi sinonimo di disonestà. Ricordatevi Pericle. Il discorso che fa sulla democrazia. Applicatelo. Voi giovani siete in condizioni di farlo.»

Marco Travaglio nell’editoriale seguito alla scomparsa dello scrittore, ha citato tutte le molteplici campagne di impegno civile del “Fatto Quotidiano” alle quali lo scrittore ha sempre partecipato.

«Da quelle contro il berlusconismo a quelle contro le interferenze del Quirinale nell’inchiesta sulla Trattativa Stato – mafia e in difesa dei PM di Palermo»

Andrea Camilleri era contrario anche al secondo mandato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

«Il secondo mandato non è proibito, ma non è un caso che non sia mai successo. L’alternativa c’era, era Rodotà. Cosa costava a Rodotà?»

Nell’ultima intervista di Travaglio al Maestro, gli confidò di rimpiangere di non essersi mai impegnato direttamente in politica con una sua candidatura come parlamentare. Prima il P.C.I. di Natta gli propose un posto al Senato, poi il Presidente Ciampi voleva farlo Senatore a vita, ma rifiutò entrambe le proposte. Questo in fondo è stato Andrea Camilleri, Maestro di scrittura e instancabile combattente.

Grazie Maestro.

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