Antonio Terminio da Contursi, poeta dimenticato dell’Umanesimo

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Antonio Terminio da Contursi, poeta dimenticato dell'Umanesimo

Quando si parla di letteratura si è soliti pensare ai grandi pilastri che hanno contribuito alla sua progressione o quantomeno, a quelli che sono i più conosciuti in assoluto: da Petrarca a Leopardi, fino ad arrivare a Montale. Tuttavia, risulta abbastanza curioso scoprire nel dettaglio l’esistenza di autori campani. Sulla scia del XVI secolo hanno rappresentato un pezzo oltremodo necessario per completare il complesso puzzle della letteratura italiana: uno tra tutti è il poeta umanista Antonio Terminio da Contursi. In “Antonio Terminio da Contursi”, Tobia R. Toscano – docente universitario e autore del libro – ripercorre la parabola umana e artistica dell’umanista di Contursi, cercando di rischiarare tutte le zone d’ombra relative alla sua produzione letteraria.

Biografia e rapporto con il classicismo

I risultati documentari, filologici e critici che la ricerca ha partorito, tracciano un profilo quasi impeccabile di Antonio Terminio.

«Giovane d’absoluta bontà, di soavissima conversatione, di dolcissimi costumi, et di più che mediocri lettere et atto con quelle ad applicarsi ad ogni disciplina, il quale discorrendo un dì meco che la poesia, tanto latina quanto italiana, di ambedue le quali ei si dilettava»

Dalla dedica che accompagna l’“Apologia” – opera erroneamente attribuita ad Antonio Terminio e successivamente riconosciuta ad Angelo di Costanzo – si delinea un profilo culturale abbastanza preciso dell’umanista di Contursi. Difatti, tra le svariate prospettive che apre, la prima riguarda proprio il rapporto persistente nella tradizione classicistica tra la scrittura di testo poetico in volgare e di testo poetico in latino. Ai nostri occhi risulta che ogni scrittura in latino sia automaticamente marchiata come “antica”, fuori dai processi di modernità. Invece Antonio Terminio ci dimostra che per tante generazioni di letterati, la competenza reale alla scrittura trovasse la sua piena realizzazione in un interscambio continuo, funzionale e produttivo di due generi linguistici: latino e volgare.

Nel quadro descrittivo di Antonio Terminio spiccano dunque le sue notevoli qualità: giovane di notevole cultura che intraprende una carriera di relazioni e servizi presso famiglie nobiliari.

Antonio Terminio da Contursi. Tematiche nei Carmina e nelle Rime

Gli studi del professore Tobia R. Toscano hanno riportato alla luce un elenco notevole di capolavori letterari scritti dal giovane Contursano. Tra tutti ricordiamo i “Carmina”, che furono stampati nel 1554, quando il poeta era arrivato al venticinquesimo anno di vita. Particolare interesse ha suscitato la pubblicazione de le “Rime di diversi signori napolitani e d’altri nuovamente raccolte et impresse”. Il libro di rime presenta due edizioni: la prima risalente al 1556, si compone di settantatre componimenti. La seconda, del 1563, conosce un aumento smodato di testi, fino ad arrivare a centotrentadue componimenti.

L’aspetto più rilevante dell’attività poetica di Terminio è proprio il suo essere concentrata in un decennio (1553-1563), coincidente con gli anni di una fervida creatività giovanile. La bipartizione delle sue “Rime”, oltretutto, è strettamente correlata alle due fasi di vita dell’autore: napoletana e genovese. Nella prima Terminio si limita a parlare di un amore infelice, cui fa da sfondo Napoli con il suo mare e il suo paesaggio. La raccolta più ampia, invece, si presenta come una biografia sentimentale bipartita tra l’infelice esperienza del primo amore e l’approdo a un legame più tranquillo durante gli anni di soggiorno genovese.

Terminio è dunque un poeta capace e versatile che affronta tematiche amorose. Le alterna ad invocazioni della Liguria lontana, sentita ormai come nuova patria nel sonetto 98, oppure ala narrazione di veri e propri episodi di guerra, in cui Terminio sembrava trovarsi impegnato nei sonetti 95 e 96. L’excursus su Antonio Terminio da Contursi ci fa comprendere, anche se in poche parole, l’importanza della scoperta di un autore che è anche uomo di spessore e cultura conosciuto da pochi. Allargare i propri orizzonti culturali non è facile, ma con impegno studio assiduo ci si può riuscire.

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