L’arte di Arthur Drummond: la dolcezza femminile della pittura vittoriana nella Londra contemporanea

Arthur Drummond è un pittore britannico (1871-1951) particolarmente interessante per la sua rappresentazione dell’universo femminile. L’impronta e la leggerezza del tratto come delle ambientazione rende la sua pittura chiaramente vittoriana. Le opere sono popolate e illuminate da donne sensuali ed eleganti, dalla nudità preraffaellita e sguardi sognanti.

Lo stile d’arte di Arthur Drummond

I dipinti di Arthur Drummond raccontano la sensualità in un’atmosfera onirica e luminosa. Le donne sono spesso rappresentate sole o in composizione con altre donne, in una sorta di sorellanza perfetta e ideale dove la dolcezza di una enfatizza quella delle altre. I corpi possono essere svelati o sottolineati da morbide vesti, l’incarnato è delicato come i visi e i gesti delle donne. Nonostante la tendenza generale, ci sono opere in cui il tratto dei corpi sembra essere più intenso, dovuto probabilmente all’influsso dell’arte accademica che ebbe una parte importante nella formazione artistica di Arthur Drummond, ma nella maggior parte dei casi le figure sono longilinee e delicate.

Si nota la forte influenza della pittura vittoriana nella ricerca di una bellezza ideale e da esteta, riprendendo i tratti del neoclassicismo (specialmente per quanto riguarda la resa dei corpi e della morbidezza femminile) all’interno delle atmosfere oniriche e fatate vittoriane. In alcuni dipinti si notano i primi accenni ad un simbolismo di stampo preraffaelita che non colloca più le donne in contesti naturali fuori dal tempo, ma in ambientazioni concrete e reali della Londra contemporanea. Tuttavia, pur riprendendo situazioni e abbigliamenti d’epoca, le donne non perdono la purezza e la dolcezza dell’animo. Arthur Drummond riesce così a trasporre l’intera scena come in un presente alternativo, contaminato dai valori neoclassici e dallo stile preraffaelita.

“The garland” di Arthur Drummond

“The garland” di Arthur Drummond apre lo sguardo su di in un terrazzo soleggiato. Una ragazzina è intenta a sistemare una corona di fiori sul capo di una piccola scultura raffigurante a prima vista un Cupido. La luce del sole e la candida veste bianca rendono il quadro brillante. L’atmosfera sembra incantata e statica, sospesa nel tempo. Una seconda ragazzina dallo sguardo trasognato guarda verso l’alto persa tra i suoi pensieri, la morbidezza del corpo ne ricalca la dolcezza liberandola da qualsiasi accezione volgare e “terrena”.

La veste bianca della ragazza in piedi si adatta delicatamente al corpo, senza aderirvi e trasmettendo comodità e leggerezza. In questo caso Arthur riprende il panneggio tipico dello stile preraffaelita che, concependo il corpo femminile come qualcosa di bello e prezioso, prediligeva ambiti ampi, abolendo accessori e vestiti che stringevano il corpo, senza lascialo libero di muoversi. Una scelta di abbigliamento che il pittore seguirà anche nei dipinti ambientati nella Londra contemporanea, scegliendo di vestire le donne evitando corsetti ed altri elementi costringenti.

“Victorian Fantasy”

“Victoruan Fantasy” è il trionfo della pittura vittoriana nell’arte di Arthur Drummond. La donna in questo dipinto guarda direttamente lo spettatore con sicurezza e quasi sfrontatezza. L’alternativa di una vita condotta a contatto con la natura, seguendone i tempi, la pace e la bellezza bucolica sembra guardare con sguardo consapevole chi ha perso il contatto con le origini, e corre in una metropoli all’inizio della sua industrializzazione. La donna non esprime aggressività e l’intera scena si svolge in un ambiente quasi paradisiaco.

La ragazzina seduta sul prato dà da mangiare ad un fenicottero, che si piega fiducioso verso la mano della ragazza. Il corpo della donna centrale si esprime in tutta la sua naturale e spontanea bellezza, coperto con un sottile e ampio velo che non ne nasconde nè costringe le fattezze. Piccole gocce d’acqua cadono da una grande foglia sulla sinistra e sembra quasi di riuscire a sentire i rumori dell’acqua e il cinguettio degli uccellini.

“The Pink Flamingo”

Proprio l’acqua è uno degli elementi che Drummond ama dipingere insieme alle donne quando sceglie ambientazioni naturali. Il richiamo è alle origini, alla rinascita ma è anche simbolo di purezza. Le figure che toccano l’acqua con la punta dei piedi o immergendosi completamente, entrano totalmente in contatto con il cuore della natura.

Si pensa ad esempio a “The Pink Flamingo” di Arthur Drummond di ascendenza totalmente neoclassica. Una ragazzina, coperta da una leggera vesta che ne lascia scoperto il seno acerbo, siede su ampi gradini ai piedi di quello che sembra la parte posteriore di un Tempio a contatto diretto con un laghetto. La ragazza dialoga con la natura in ogni sua forma: a un passo dall’acqua, regge un ventaglio di piume per rinfrescarsi, un gatto la segue mentre lei si sporge verso un grande fenicottero rosa che sembra in cerca di una carezza. Questo dolce uccello, pur alludendo solitamente ad atteggiamenti di vanità e vulnerabilità, ricorre spesso nelle opere di Drummond come simbolo della sensibilità, del sogno e dell’eleganza.

Andare verso la natura con onestà di cuore. – John Ruskin

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Arthur Drummond e l’arte preraffaelita a Londra

Arthur Drummond (1871-1951) era originario di Bristol, in Inghilterra. Anche il padre era un artista per cui Arthur si appassionò presto alla pittura ricevendo numerosi incoraggiamenti da parte della famiglia e studiando sia a Londra sia a Parigi. Nella capitale francese si dedicò allo studio dei principi dell’arte accademica grazie anche alle collaborazioni con importanti artisti come Jean-Paul Laurens. Invece a Londra ebbe la possibilità di apprendere da Lawrence Alma-Tadema, importante artista neoclassico da cui Drummond trasse le principali influenze della sua arte.

La corrente preraffaellita nacque proprio a Londra nel 1848 a seguito del sodalizio di un gruppo di pittori che frequentavano la Royal Academy tra cui Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt, John Everett Millais e Edward Burne-Jones.

Questa corrente artistica, considerata tardo-romantica, rifiutava l’arte convenzionale e accademica di cui Raffaello era il maggiore esponente. Secondo il loro parere le opere del Sanzio, pur perfette nella resa, apparivano vuote e senz’anima. Per i preraffaelliti, quindi, l’arte doveva scaturire dal cuore guardando con nostalgia all’arte dei primitivi cioè alle correnti del Quattrocento, del primo Rinascimento e del Medioevo. Con il loro carattere mistico questi artisti miravano a protestare anche contro il materialismo della società industriale e le ambiguità della società vittoriana. Per tutte queste motivazioni questo movimento artistico viene ritenuto in prevalenza inglese.

Le opere preraffaellite si muovono tra presente e passato, tra semplicità ed eleganza, tra condizionale ideale e realtà oggettiva. Spesso vi sono effetti di incorporeità che sembrano aver anticipato l’amore per le decorazioni sviluppatosi verso fine Ottocento da cui scaturirà l’Art Nouveau, inoltre la corrente preraffaellita influenzerà molto anche il movimento simbolista.

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