L’Ophelia di John Everett Millais, un dipinto tra realtà e letteratura

In un continuo rimbalzo tra realtà e finzione nasce “Ophelia”, il celebre dipinto di John Everett Millais che, nel trasformare in pittura un’indimenticabile scena dell’“Amleto” shakespeariano, diviene testimonianza e triste ricordo della travagliata vita di Elizabeth Siddal.

Ophelia di John Everett Millais: descrizione e analisi del dipinto

Una ragazza, cullata dalla placida corrente di un ruscello campestre, fissa lo sguardo sul paesaggio che davanti a sé lentamente muta, senza in realtà vedere nulla, né il lento movimento delle nuvole né il leggiadro volo degli uccelli. Schiudendo flebilmente le labbra intona dolci melodie mentre lascia correre via dalle sue mani i fiori che fino a poco tempo prima stava intrecciando in una ghirlanda. Il freddo inizia a farsi sentire e il suo incarnato si fa sempre più pallido. In quella tranquilla apatia si cela il dramma di chi ha perso ogni cosa e rassegnato si abbandona alla morte. Ecco come William Shakespeare racconta gli ultimi attimi di vita di Ophelia; ecco come Millais li interpreta.

Ophelia è una giovane donna tormentata dalle vicende oscure che circondano la corte reale di Danimarca. Il rifiuto ricevuto dal suo amato Amleto, la morte del padre Polonio e il generale caos che avvolge la corte, infieriscono come coltelli affilati sulla debole psiche della ragazza, fino a condurla alla pazzia.

La perdita della ragione di Ophelia è un momento emblematico all’interno della tragedia di Shakespeare, il quale riesce magistralmente a creare un’immagine memorabile dell’avvenimento senza neanche metterlo mai in scena. È Gertrude infatti a raccontare a Laerte la morte della sorella, e Millais riproducendo verso dopo verso le parole di Gertrude realizza il suo capolavoro.

La Natura come seconda protagonista

John Millais aveva 22 anni quando dipinse Ophelia“. Aveva trascorso cinque mesi sulle rive del fiume Hogsmill a disegnare ogni fiore e foglia della vegetazione fluviale per imparare a catturarne la bellezza e l’unicità. Nell’opera infatti, quasi come in un compendio di botanica, la Natura fa da coprotagonista alla narrazione.

La bellezza della giovane fanciulla si rispecchia e si amplifica nella Natura: entrambe pure, innocenti e fragili al contempo. Il pallore che aumenta sul viso della ragazza si avvicina sempre di più al candore dei fiorellini che sbucano dai cespugli; il rosso che abbandona gradualmente le labbra della giovane appare sempre più vivido nei petali dei papaveri che galleggiano sull’acqua; lo stesso castano rossastro dei capelli di Ophelia colora la corteccia dell’albero spezzato lungo la riva. La cura e la precisione con cui è riprodotta la natura che fa da cornice alla morte di Ophelia, non è per Millais un semplice esercizio di stile.

L’attenzione ai dettagli, anche più insignificanti, attraverso una resa estremamente realistica dell’immagine è tra le caratteristiche più facilmente riconducibili allo stile dei pittori Preraffaelliti perché questa peculiarità aveva per loro uno scopo programmatico. I confratelli preraffaelliti con la loro pittura infatti cercavano di prendere il più possibile le distanze dall’arte accademica, dalla sua purezza formale e dalle loro linee perfette, ma sostanzialmente stereotipate.

L’influenza dei Preraffaelliti nell’arte

I preraffaelliti, artisti ribelli nel panorama artistico del XIX secolo, costituirono un movimento eterogeneo e visionario che aveva come obiettivo quello di sfidare gli ideali accademici dominanti. Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais e William Holman Hunt, furono le figure più prospere di questa confraternita, impegnandosi in una rivoluzione estetica intrisa di raffinata complessità.

Caratterizzati dalla loro riscoperta dell’estetica pre-rinascimentale, i Preraffaelliti trascesero il convenzionale per abbracciare una pittura di dettaglio, respingendo la semplificazione idealizzata in favore di una verità visiva più autentica. Il loro impegno si tradusse anche nella volontà di creare un rinnovato rapporto tra arte e letteratura.

I preraffaelliti intessero un legame intimo con le opere letterarie – spesso attingendo a Shakespeare, Dante e alla poesia romantica – integrando parole e colori in una fusione di espressioni artistiche che illuminò le tensioni e le contraddizioni della condizione umana.

L’amore per la natura fu per loro una costante tematica, un ritorno alla terra non adulterata e ai suoi dettagli più sfumati. Fiori, paesaggi selvaggi e ambientazioni naturali si trasformarono in elementi centrali delle loro composizioni, contribuendo a creare un universo pittorico che esaltava la bellezza intricata del mondo naturale.

Un altro soggetto ricorrente nelle opere dei confratelli fu Elizabeth Siddal, musa, modella e artista che emerse dalla nebbia della Londra vittoriana per divenire una figura cardine nella confraternita, trasformando la sua presenza fisica in pura ispirazione artistica. L’Ophelia dipinta da Millais altro non è che Elizabeth Siddal.

Il personaggio di Ophelia come Elizabeth Siddal: dove la realtà si mescola alla letteratura

Nell’inverno del 1892 Millais dipinse la parte centrale dell’”Ophelia” ritraendo Elizabeth immersa nella vasca da bagno del suo studio. L’artista e la modella trascorsero ore ed ore insieme: John ad osservare il fluttuare dei capelli di Elizabeth e il luccichio del suo abito da sposa argenteo, costato 4 pounds, Elizabeth a posare immobile, al freddo della vasca da bagno di John. La ragazza prevedibilmente si ammalò di raffreddore prima che la tela fosse ultimata.

Gli amanti dell’arte hanno voluto trovare numerosi parallelismi tra la storia Ophelia e il vissuto di Elizabeth. Elizabeth all’epoca del dipinto aveva 19 anni, studiava in una scuola d’arte e lavorava come sarta. Non era bella per i canoni dell’epoca vittoriana, ma il suo aspetto un po’ androgino e la sua fluente chioma ramata aveva attirato l’attenzione dei Preraffaelliti. Molti artisti del gruppo le chiesero di posare come modella per le proprie creazioni. Fu così che si avvicinò sempre di più al mondo dell’arte tanto che il suo talento fu notato e celebrato dal grande critico John Ruskin, il quale arrivò a comprare tutte le sue opere.

Nella società vittoriana non era visto di buon occhio il lavoro femminile, ancor meno il lavoro di modelle e artiste. In molte rappresentazioni dell’epoca spesso questa “tipologia di donna”, al margine della società da bene, veniva rappresentata sul punto di morte, spesso per annegamento. Millais conosceva bene questo tipo di rappresentazioni e l’Ophelia di Shakespeare, rifiutata da Amleto e disprezzata dalla società dopo essere stata marchiata dall’accusa di essere impura, era un soggetto che si sovrapponeva perfettamente a quell’iconografia.

Opera simbolo di amore disatteso e fragilità del cuore

Trasformò il fiume inquinato di Londra in un ruscello di campagna. Riprodusse i fiori presenti nel testo di Shakespeare, pieni di significati allegorici e vi aggiunse il papavero rosso a simboleggiare la morte di Ophelia, creando un collegamento inconsapevole con la futura morte di Siddal.

Otto mesi dopo lo fine del dipinto Siddal e Rossetti si sposarono. Le donne sposate all’epoca non potevano mantenere la propria libertà economica quindi Elizabeth dovette rinunciare alla sua carriera di artista. Un aborto qualche anno dopo segnò irrimediabilmente la sua salute mentale e fisica e, a 32 anni, morì per overdose di laudano.

Nei decenni successivi l’immaginario pubblico associò sempre di più “Ophelia” e Siddal, e nel tempo è diventata consuetudine ricordarle insieme come vittime di un amore disatteso, mentalmente fragili e inclini al suicidio. Mentre la sua fragilità e la morte di Siddal sono da sempre ricordati, le sue poesie i suoi disegni e acquerelli caddero nel dimenticatoio. Così oggi il ricordo di Siddal è incorniciato per sempre da questo gelido bagno.

John Everett Millais dipinge Ofelia adagiata nell'acqua di un ruscello, vicino un papero rosso, con il volto pallino in una natura fiorente

Titolo: Ophelia
Creatore: Sir John Everett Millais
Luogo di nascita dell’autore: Southampton, United Kingdom
Luogo di morte dell’autore: London, United Kingdom
Data di creazione: Around 1851
Provenienza: Presented by Sir Henry Tate 1894
Titolo Originale: Ophelia
Dimensioni reali: w1118 x h762 mm
Tipo: Painting
Materiale: Oil on Canvas

Ti è piaciuto questo articolo?

Clicca sulla stella per votare!

Media / 5. Voti:

Nessuna valutazione per il momento. Vota per primo!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.