La Pace Preventiva di Pistoletto in un labirinto fisico e metaforico

Nella rappresentativa Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano, l’installazione site specific di Michelangelo Pistoletto propone un viaggio alla scoperta della “Pace Preventiva”. Un labirinto, sia fisico che metaforico, regala non solo un’esperienza dall’alta valenza estetica ma soprattutto offre un importante spunto di crescita personale, culturale e sociale. La Pace Preventiva secondo il maestro dell’Arte Povera, infatti non è un obiettivo semplice da raggiungere, ma un percorso tortuoso che si può sciogliere solo mettendo in discussione se stessi.

Il labirinto di Michelangelo Pistoletto metafora di crescita

La mostra, patrocinata dal Comune di Milano, Palazzo Reale e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e curata da Fortunato D’Amico, si inserisce nell’articolato programma della Milano Art Week e prolunga la sua esperienza fruitiva coinvolgendo altri tre musei milanesi: il Museo Civico di Storia Naturale, il Planetario e l’Acquario Civico. Una vera rete connettiva che invita il fruitore a compiere un complesso itinerario maieutico.

L’esposizione nella Sala delle Cariatidi, sala che emotivamente rievoca le ferite causate dalla guerra, è stata concepita dallo stesso Pistoletto come un grande labirinto. Metafora di un lavoro introspettivo di crescita, il labirinto ha da sempre interpretato lo scenario di epici racconti sulla ricerca del sapere o sul riscatto personale. Ogni visitatore, al pari di Teseo, Dedalo, Orlando, Guglielmo da Baskerville e i molti altri eroi letterari, è chiamato ad affrontare il labirinto in cui è consapevolmente o inconsapevolmente intrappolato.

Pace, Universo e Natura: passi verso una nuova società

Ad accogliere i visitatori e introdurli al percorso espositivo è la Colomba della Pace, che ad ali spiegate porta in volo il simbolo della creazione. Un infinito scisso e ampliato da un terzo cerchio è il simbolo dell’Universo che si crea dal confronto tra le forze generatici Spazio-tempo e Massa-energia

Questo simbolo, quasi una formula matematica, è stato studiato da Pistoletto per illustrare il senso della sua ricerca artistica ed è lo stesso autore, nel corso della mostra, a spiegarne l’origine. Nell’Universo ogni elemento si connette e confronta con il suo opposto creando un terzo elemento. Oggi, secondo l’artista, si manifesta in maniera impellente la necessità di utilizzare la formula della creazione per dare vita ad un nuovo modello di società basato sull’equilibrio pacifico e armonico tra il mondo naturale e il mondo artificiale. Non è un caso che la “Mela reintegrata”, simbolo per eccellenza della ricucitura tra artificio e natura, sia stata sistemata come prima opera della mostra, ad indicare il percorso da seguire per raggiungere la tanto agognata “Pace Preventiva”.

Un sentiero che si imbatte in scelte ed opere riflessive

Metri e metri di cartone ondulato ripiegato sinuosamente su se stesso impongono al visitatore un percorso labirintico che lo mette davanti alla condizione di dover scegliere quale direzione seguire. Addentrandosi tra le numeroso insenature di cartone, il “pellegrino” in rotta verso la Pace Preventiva si imbatte di volta in volta in una nuova opera del maestro che, come una chimera, gli pone un dubbio da sciogliere prima di poter continuare il proprio viaggio.

Sono le opere più rappresentative corpus di Pistoletto ad imporre i numerosi punti di riflessione. Lungo le pareti della sala, ad intervallare le cariatidi – segnate irrimediabilmente dal crollo del soffitto dell’edificio a causa dei bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale – e gli antichi specchi dell’arredo, i “Quadri specchianti” dell’autore, coinvolgono il visitatore in un’esperienza artistica intrinsecamente unica ed irripetibile. Mescolando la contingenza dello Spazio e del Tempo alla Fissità dell’opera d’arte, intesa secondo i termini convenzionali dell’arte figurativa, tutti quegli specchi diventano varchi che mettono in contatto arte e vita.

Love Difference – Mar Mediterraneo

Sistemato proprio in corrispondenza del centro di “Terzo Paradiso – Ragno tessitore”, un gigantesco simbolo della creazione sospeso a diversi metri da terra, che come un “baldacchino” crea uno spazio aulico dedicato alla contemplazione: si trova “Love Difference – Mar Mediterraneo”.

Un’enorme superficie specchiante sagomata in maniera da riprodurre il bacino del Mar Mediterraneo è circondata da sedie che rappresentano tutti i paesi che si affacciano sul mare. È un manifesto programmatico che attraverso l’universalità dell’arte inneggia alla convivenza pacifica tra popoli, etnie e religioni differenti. L’opera, presentata per la prima alla Biennale di Venezia nel 2003, è valsa all’artista il Leone d’oro alla carriera.

La Venere degli stracci

In una posizione privilegiata, al centro della parete di fondo della sala, spicca la famosa “Venere degli Stracci”. La Venere, perfetto emblema della bellezza e dell’ordine dell’arte classica, diviene grazie a Pistoletto il simbolo di una realtà molto più complessa. Per mezzo dell’accostamento per contrapposizione tra la compostezza e l’eleganza del mondo antico e il caos del mondo contemporaneo, rappresentato dall’enorme pila di stracci, Pistoletto non vuole esprimere un semplice giudizio di gusto sulla differenza tra le due civiltà.

Osservando infatti la scultura si percepisce immediatamente che questa non è altro che una scarsa imitazione dell’arte in stile classico. L’artista realizza la scultura facendo una copia in cemento della bellissima “Venere con mela” di Thorvaldsen e la vernicia in modo da conferirgli un effetto lucido, volutamente finto e dozzinale. La vera critica che l’artista vuole sollevare quindi è contro la società del consumismo che svilisce i veri valori.

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Secondo l’etica alla base della Cittàdellarte – Fondazione Pistoletto, l’intera mostra cerca di ispirare e innescare un cambiamento consapevole e responsabile nell’individuo affinché si rifletta in maniera positiva su tutta la società. Alla fine del labirinto di cartone creato dall’istallazione, il visitatore è posto di nuovo davanti la condizione di dover scegliere come continuare il suo percorso, questa volta di fronte all’incerto e labirintico percorso dell’esistenza.

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