“Benvenuta, donna mia, benvenuta” di Nazim Hikmet

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"Benvenuta, donna mia, benvenuta" di Nazim Hikmet

Benvenuta, donna mia, benvenuta! 

certo sei stanca 
come potrò lavarti i piedi 
non ho acqua di rose né catino d’argento 

certo avrai sete 
non ho una bevanda fresca da offrirti 

certo avrai fame 
e io non posso apparecchiare 
una tavola con lino candido 

la mia stanza è povera e prigioniera 
come il nostro paese. 

Benvenuta, donna mia, benvenuta! 

hai posato il piede nella mia cella 
e il cemento è divenuto prato 
hai riso 
e rose hanno fiorito le sbarre 

hai pianto 
e le perle sono rotolate sulle mie palme 

ricca come il mio cuore 
cara come la libertà 
è adesso questa prigione. 

Benvenuta, donna mia, benvenuta! 

– “Benvenuta, donna mia, benvenuta” di Nazim Hikmet

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