"Benvenuta, donna mia, benvenuta" di Nazim Hikmet - il Chaos

“Benvenuta, donna mia, benvenuta” di Nazim Hikmet

"Benvenuta, donna mia, benvenuta" di Nazim Hikmet
"Benvenuta, donna mia, benvenuta" di Nazim Hikmet

Benvenuta, donna mia, benvenuta! 

certo sei stanca 
come potrò lavarti i piedi 
non ho acqua di rose né catino d’argento 

certo avrai sete 
non ho una bevanda fresca da offrirti 

certo avrai fame 
e io non posso apparecchiare 
una tavola con lino candido 

la mia stanza è povera e prigioniera 
come il nostro paese. 

Benvenuta, donna mia, benvenuta! 

hai posato il piede nella mia cella 
e il cemento è divenuto prato 
hai riso 
e rose hanno fiorito le sbarre 

hai pianto 
e le perle sono rotolate sulle mie palme 

ricca come il mio cuore 
cara come la libertà 
è adesso questa prigione. 

Benvenuta, donna mia, benvenuta! 

– “Benvenuta, donna mia, benvenuta” di Nazim Hikmet

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E se il nostro destino si fosse nascosto dietro una stella? Basterebbe farle il solletico… la stella, intenta a ridere, potrebbe per sbaglio lasciar cadere un pezzo di cielo e mostrarci uno scorcio del nostro futuro.

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