“Buonanotte, signor Tom” di Michelle Magorian. Pura autenticità

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"Buonanotte, signor Tom" di Michelle Magorian.

Ci sono legami affettivi spontanei e profondi che non hanno bisogno di essere suggellati dallo stesso sangue. Questo è quanto accade al piccolo Willie Beech e al signor Tom Oakley, protagonisti di “Buonanotte, signor Tom” di Michelle Magorian. Il libro destinato ai bambini e pubblicato nella patria inglese nel 1981, finalmente approda anche in Italia. Un romanzo dall’atmosfera dickensiana in cui dolore, degrado, speranza e tenacia si intrecciano in maniera armonica in un testo meraviglioso.

«“Scusa, papà”, disse. “Non pensavo che ti preoccupassi, ecco. Vedi, avevo bisogno di star solo”. “Adesso sei a casa”, rispose Tom. […] “Mi ha chiamato papà”, sussurrò rauco nel buio. “Mi ha chiamato papà”. E, al culmine della gioia, lasciò che le lacrime gli solcassero il viso.»

“Buonanotte, signor Tom” di Michelle Magorian

Il romanzo, diviso in 23 capitoli, prende avvio all’inizio del settembre 1939, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. La guerra fa quindi da sfondo alla vicenda, seppur non in maniera preponderante. Non è presente soltanto la sofferenza comune a tutti scaturita dal conflitto, ma soprattutto quella privata che può assumere diverse forme: la nostalgia di un grande amore, il maltrattamento subito da chi dovrebbe dare solo affetto, la solitudine del non riuscire a reinserirsi nella società.

Il dolore personale si mescola alla tragedia della guerra. Allo stesso tempo questo permette di stringere legami indissolubili, affetti destinati a rivoluzionare l’esistenza di ognuno. I cambiamenti spaventano, soprattutto quando si è rassegnati all’idea che tutto può solo peggiorare, ma non è questo il messaggio di questa storia, perchè dalla difficoltà può nascere un “fatale” incontro con le persone giuste. “Buonanotte, signor Tom” è un romanzo che procede in maniera fluida e arriva dritto al cuore del lettore.

Sebbene il romanzo sia ambientato nel Novecento, riecheggiano spesso le atmosfere ottocentesche tipiche dei libri di Charles Dickens soprattutto quando l’ambientazione si sposta in città. Di Londra non vengono descritti né i monumenti maestosi, né i quartieri migliori, ma viene presentata come una zona di periferia abbastanza deteriorata. Allo sfacelo fisico corrisponde quello morale ed emotivo: in questa Londra domina la violenza domestica, soprattutto a danno dei bambini, protagonisti prediletti della penna dickensiana. Michelle Magorian cita anche direttamente le opere dello scrittore vittoriano, arrivando anche a riportare alcuni estratti del suo celebre “Canto di Natale”.

Da Willie a Will. Il potere salvifico della campagna

Il degrado di Londra spinge a riflettere sulla diversità tra campagna e città. In genere la campagna viene percepita come un luogo arretrato, privo di svaghi e divertimenti, un posto noioso in cui ognuno conosce i fatti degli altri. In “Buonanotte, signor Tom” accade l’opposto. La città è il luogo della sofferenza in cui regnano il timore per i bombardamenti, la perversione e la paura costante di finire in manicomio. Il piccolo villaggio in campagna, Little Weirwold, è un luogo di serenità e rassicurazione, dove si vive circondati dall’affetto dell’intera comunità. Nel caso di Willie, il protagonista, è significativa persino la modifica del diminutivo del proprio nome: Willie in città, Will in campagna.

«Gli sembrava che ci fosse una persona diversa stesa lì per terra al buio. Willie non c’era più. Quella parte di lui era scomparsa per sempre […] Era Will sia dentro che fuori»

La letteratura è piena di esempi in cui la campagna viene celebrata in maniera positiva. Si ricorda già Orazio che nella Satira II 6 celebrava la semplicità della vita di campagna contrapposta alla frenesia ipocrita della città. Anche nel libro di Michelle Magorian non mancano momenti in cui gli abitanti di Little Weirwold vengono derisi per il loro accento marcato o per il loro modo di fare grossolano e impacciato, ma la loro vita è molto più appagata di chi vive in città.

Il libro sull’amicizia: tra i 50 più amati!

“Buonanotte, signor Tom” di Michelle Magorian descrive tanti momenti di assoluta normalità che contribuiscono a riempire la vita dei protagonisti, consuetudini banali che hanno il potere di rafforzare i legami tra le persone e di dare un senso alla vita di ognuno. Un rilievo speciale è assunto dal disegno: la forza sgargiante di colori e pennelli accende la fantasia di Will, contribuisce alla sua rinascita e a delineare il suo futuro.

Fondamentale è poi l’amicizia. Nel romanzo si consolidano amicizie sincere e prive di invidia, anzi, l’ammirazione verso l’altro è predominante. È davvero speciale il modo in cui la Magorian rende sulle pagine del romanzo l’amicizia tra Will e Zach.

«Non aveva mai pensato di poter piacere a qualcuno. Aveva sempre dato per scontato di non piacere a nessuno»

“Buonanotte, signor Tom” è considerato un classico moderno e rientra tra i 50 libri più amati dagli inglesi. All’epoca della pubblicazione ha vinto diversi premi, tra cui il Guardian Children’s Fiction. Ne sono state realizzate diverse trasposizioni teatrali e una cinematografica. È un libro da leggere assolutamente, qualche volta può commuovere, ma vale la pena per scoprire la bellezza in esso contenuta.

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