“Call of Salveenee”, la satira su Salvini diventa un videogioco

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Call of Salveenee, il videogioco satira

La satira ha sempre avuto lo scopo di mettere alla berlina i potenti nei modi più disparati, con le classiche imitazioni o le vignette più dissacranti. Sempre in continuo aggiornamento, è al passo con le ultime tendenze della politica ed ora si può fare satire anche attraverso un videogioco.

Ideato dal giovane pisano Marco Alfieri nel 2015, “Call of Salveenee”  è un videogioco tecnicamente ispirato a “Call of Duty” e “Grand Theft Auto”, ma  con uno scopo ben diverso.

Il videogioco satirico della politica italiana

In “Call of Salveenee – Alla ricerca dei Marò” il leader della Lega Matteo Salvini deve salvare i due Marò rinchiusi in un castello, ma per farlo deve affrontare i suoi acerrimi nemici, gli immigrati.  cd-ROM, Aziz, Zingarello e Terrone vengono uccisi a colpi di ruspa, il macchinario per lavori agricoli richiesto solitamente a gran voce da Salvini per spazzar via dai campi rom e baracche di migranti. Nel gioco il leader leghista caccia ruspe dalle mani per atterrare i suoi nemici e mediante proclami politici aumenta “like” su Facebook per salire di livello.

Ma Salvini non è il solo politico chiamato in causa, infatti nella versione multiplayer a più giocatori, si può scegliere tra vari esponenti della politica italiana: Renzi, Grillo, Sgarbi, Berlusconi, ognuno dei quali ha la sua arma da giocare contro i nemici. Il gioco vuole ridicolizzare il “populismo”, si prende beffa dei grandi discorsi politici pensati per arrivare direttamente alla pancia dell’ascoltatore. Isola le singole strategie comunicative messe in atto e le rende evidenti: dagli slogan politici alle eccessive semplificazioni e alle esclamazioni più evocative, che diventano vera e propria arma.

Questo gioco colpisce tutti quei movimenti politici definiti come “populisti” che si sono sviluppati in Italia. Si comincia con il “berlusconismo”, che può rientrare perfettamente nella definizione di “populismo di destra”, per idee conservatrici e tratti marcatamente autoritari. Ma anche il movimento “grillino” rientra perfettamente nel termine, passato da forza di contrasto e critica alle élite a vera e propria forza di governo.

Matteo Salvini e gli immigrati, Berlusconi e Renzi, Grillo e Sgarbi

“Call of Salveenee” rende chiari quali non solo i personaggi, semplificandoli e impersonando il loro pensiero nel nocciolo più profondo, ma anche i loro nemici e le “armi” che usano in politica per “convincere” il cittadino. Per vincere bisogna mettersi nei panni del personaggio scelto, uccidere i suoi nemici e fare discorsi populisti di fronte alle telecamere. Così Salvini lancia ruspe agli immigrati, mentre Renzi usa 80 euro come arma, Grillo i suoi “Vaffa”, Sgarbi lancia capre e Berlusconi grida “Comunisti!”. Tutto ruota intorno alle parole-chiave dei personaggi nate per colpire gli elettori e il loro grado di “populismo”.

Non solo, all’interno del gioco compaiono anche altri personaggi del panorama politico italiano. Ad esempio, per ricaricare la vita bisogna avvicinarsi ad Alessandra Mussolini, che prontamente aiuterà il personaggio twerkando. Però, “Call of Salveenee” è contrario all’incesto, quindi chi sceglierà di giocare come Benito Mussolini, anche se per vincere gli basterà riuscire nell’attacco populista della dichiarazione di guerra, non potrà essere curato da Alessandra!

L’incorrotta satira di Marco Alfieri sulla politica italiana in ‘Call of Salveenee’

Call of Salveenee” ha fatto molto parlare di sé per la satira svolta al suo interno contro Matteo Salvini e le sue posizioni intransigenti assunte verso le minoranze etniche. Non solo, ha attirato su di sé ulteriore attenzione mediatica la denuncia fatta dal leghista Gianluca Buonanno a discapito dell’autore del videogioco Marco Guzzo aka Marco Alfieri. Il deputato padano ha chiesto un risarcimento per danni all’immagine pubblica pari a 500.000 euro, promettendo di devolvere i soldi in beneficenza. Ciò non è accaduto, avendo perso la causa perché “Call of Salveenee” è stato dichiarato satira e la libertà di espressione non può essere in alcun modo fermata. Le polemiche non sono finite qui, infatti molti sono stati anche i dibattiti in televisione tra Marco Alfieri e Alessandra Mussolini. Intanto i vari aggiornamenti del gioco, paralleli alle vicende politiche, continuano a far parlare.

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