Carmen Consoli. La cantantessa del reale oltre l’ipocrisia

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Carmen Consoli

«Ha più idee originali lei in una manciata di pezzi piuttosto che alcune celebrate band inglesi o americane in un intero concerto». Questa citazione di Elvis Costello racchiude in sé l’essenza della cantautrice siciliana Carmen Consoli.

Carmen Consoli. La semplicità di chi ama la musica

Ma non è così semplice. Carmen Consoli è tutto tranne che semplicità. Ha cercato e trovato la sua strada in un mondo artistico sempre più affollato e zeppo di cliché sull’amore e il romanticismo in musica. Lei ha trovato la sua voce e la sua identità musicale non solo nel modo particolare e subito riconoscibile di modulare la voce, ma anche negli stessi testi delle sue produzioni. In una costante ricerca e crescita, Carmen Consoli quando parla d’amore lo fa restando fedele alla sua personalità. Talvolta ne parla con ironia (“Sintonia Imperfetta”) altre con condanna (“La signora del quinto piano”): giusto per citare un paio di canzoni con due visioni opposte.

In realtà, nel corso della sua carriera, la “cantantessa” ha toccato temi di vario genere. Lo stupro, la morte, la disoccupazione, il femminicidio, l’amore lesbo, la situazione politica, i barconi, la prostituzione, ecc. Nonostante la gravità dei temi – e per questo non sempre di immediata comprensione – riesce a veicolari importanti spunti di riflessione attraverso musicalità immediate. Le pennellate con cui racconta a “suon di musica e poesia” (cit. “Esercito silente”) un fatto, vero o presunto, stampano nitidamente per chi ascolta un quadro indelebile e indimenticabile.

Non c’è nessuna semplicità in tutto questo. Non c’è semplicità nei temi e nelle parole. Spesso la ricercatezza dei versi rende, a modo suo, del tutto canticchiabili frasi altrimenti poco utilizzabili e di certo ancor meno immaginabili. Parole desuete risultano perfettamente calzanti, termini in dialetto siciliano diventano stranamente comprensibili in tutta la penisola.

Testi e musica. Imprevedibilità e bravura

Degno di nota è anche l’aspetto musicale. Carmen Consoli incarna a 360° il ruolo della cantautrice, occupandosi nella maggioranza dei casi anche della composizione musicale. E se nei concerti la si vede suonare la chitarra (elettrica o acustica che sia), in realtà gli arrangiamenti possono tranquillamente prevedere l’impiego di archi o fiati con partiture studiate dall’artista stessa.

L’ascolto dei brani non è pertanto di facile approccio. Raramente la musica è banale o prevedibile e ancor più raramente i testi risultano essere immediati. La troppa schiettezza e nitidezza delle parole possono spiazzare l’orecchio di chi ascolta e l’impatto nel pubblico è dei più svariati. Una cosa è certa: la forte personalità musicale ed artistica di Carmen Consoli non desta indifferenza, la si ama o la si odia. Il successo anche nel mercato estero l’ha fatta conoscere in tutto il mondo e le ha fatto ottenere non solo premi e riconoscimenti (italiani ed esteri), ma anche onorificenze particolari, come la nomina a Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana e  Maestro Concertatore del Festival di musica popolare salentina “La notte della Taranta” (prima donna scelta in questo ruolo).

Le origini

Persino il termine che la caratterizza è unico nel suo genere: la cantantessa. In un’intervista la cantautrice riferisce l’origine del termine.

«Fu un errore di un ingegnere del suono sudafricano che voleva dire di stare zitti perché la cantante doveva cantare, ma sembrandogli di rivolgersi a un uomo disse “la cantantessa”. Mi piace perché non è un termine serio e non vale come dire “la cantante”, quella che sa cantare. Io invece voglio passare come una che canta, una cantantessa appunto, che sta un gradino più sotto.»

Paolo d’Achille dell’Accademia della Crusca ipotizza che l’artista abbia accettato questa definizione perché rappresenta l’unione dei termini cantant(e) e (po)etessa, considerando l’importanza che nelle sue canzoni assume il testo.

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