“Cats”, il musical felino racchiuso tra le note di Memory

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Il musical "Cats" di Webber con "Memory" sull'inclusione sociale

Impossibile non conoscerlo, l’iconico musical “Cats” è famoso in tutto il mondo. La magia per la prima volta ha preso vita grazie all’originale e prima produzione britannica al New London Theatre nel West End di Londra l’11 maggio 1981. “Cats” è un musical inglese composto da Andrew Lloyd Webber con i testi di T. S. Eliot e aggiunte di Trevor Nunn e Richard Stilgoe.

Nasce da una raccolta di poesie basata sui gatti, “Il libro dei gatti tuttofare” di Thomas Stearns Eliot (Old Possum’s Book of Practical Cats). Si trattava in realtà di lettere scritte dall’autore ai suoi nipotini in forma poetica. Proprio dall’adattamento in musica di questi componimenti ha origine “Cats” di Webber – per “Memory” Trevor Nunn si ispirò alla poesia “Rapsodia” -. La scenografia di “Cats” è curata da John Napier e la coreografia da Gillian Lynne.

Dopo il grande successo al New London Theatre, “Cats” ha cavalcato trionfalmente i pachi del mondo in 250 città e tradotto in 10 lingue differenti. È stato uno dei musical con maggiori rappresentazioni nella storia di Broadway e del West End di Londra, non è solo uno dei musical più famosi di Broadway, ma è quello andato in scena più a lungo – per 18 anni con ben 7485 repliche -.

Il musical “Cats” non è solo tecnica. Interpretazione, ironia e presenza scenica del mondo felino

La luna brillante esalta su una scena buia e misteriosa. Il silenzio viene interrotto dai protagonisti della storia che interrogando il pubblico presentano il proprio personaggio. Gambe e braccia che diventano zampe, mani graffianti come fossero artigli, un trucco scenico studiato per alterare i tratti del viso e renderli felini. I movimenti sono ora rigidi e scattanti ora fluidi, morbidi, sinuosi e raffinati. Le linee del corpo lunghe che rappresentano l’eleganza felina.

L’ espressione, la mimica facciale e l’interpretazione di fondamentale importanza sono studiati nei minimi dettagli. Una scenografia strepitosa diventa parte integrante della storia, permettendo al cast di usarla per dare vita ad incantevoli acrobazie ed evoluzioni e al tempo stesso nasconde personaggi principali che entrano in scena solo in un secondo momento.

Danzatori, acrobati, cantanti e attori inondano il palco con tecnica, forza, prestazione fisica, energia, interpretazione e talento tanto da divenire ipnotici. Riempiono la scena e raccontano la storia alternandosi con pezzi di gruppo, assoli, trio e passi a due, prese aeree. Piccoli gruppi diventano un unico grande gruppo di lavoro, tutto questo utilizzando dei disegni coreografici e un utilizzo della spazio ben preciso e curato.

Il corpo di ballo esegue movimenti all’unisono, alterna e abbina a movenze esplosive una voce energica, e a gesti rallentati e sospesi una voce sussurrata che trasmette calma e curiosità. L’utilizzo di una voce assolutamente non monocorde e il cambio veloce dei vari livelli del corpo – impegnati a rotolare e compiere salti, giri e acrobazie varie – rendono il musical accattivante e mantiene l’attenzione visiva del pubblico sempre alta.

Tutto il significato di “Cats” in “Memory”. Di cosa parla il musical?

Tra i vari personaggi di “Cats”, Grisabella merita un’attenzione particolare per la forte carica simbolica che porta con sè. Il musical in effetti rispecchia la realtà sociale e lascia qualche piccolo suggerimento (più che insegnamento) a chi osserva attentamente i personaggi da vicino. Grisabella ha alle spalle una vita che non viene svelata, una gatta orgogliosa ed emancipata, bella e affiscinante, aperta alla vita.

Secondo una delle tante interpretazioni, era stata parte della Jellicle Cats in passato, ma aveva deciso ad un certo punto di andare via per esplorare il grande mondo. Sfida se stessa, esplora realtà prima sconosciute, consapevole che il prezzo da pagare è allontanarsi dai suoi amici. Seguendo questa visione di “Cats”, Grisabella cerca di ritornare alla Jellicle Cats, spinta probabilmente dalla mancaza e dalla nostalgia. Un’altra interpretazione invece la vede semplicemente gatta abbandonata, sola e impaurita nel mondo esterno, che scopre poi il gruppo dei Jellicle Cats e prova a farne parte. In quest’ottica si assiste all’esclusione e all’emarginazione sociale che si riserva ai diversi, al giudizio impietoso e freddo.

Come capita nella società umana, anche in questa felina i cuccioli sono attratti dalla sua diversità, ma vengono subito allontanati dai gatti adulti che non la accettano. “Memory” qui riveste la sua importanza centrale all’interno del musical. Sulle note di questa canzone, Grisabella dà libero sfogo al suo dolore e al suo desiderio. Un pianto e un canto impossibile da ignorare e che viene finalmente ascoltato con empatia dagli altri gatti della Jellicle Cats, tanto da abbracciare la sua richiesta e comprendere la sua solitudine includendola. Un tema quello della diversità e dell’esclusione da sempre presente nella storia dell’uomo e a cui “Cats” presta attenzione, suggerendo l’ascolto e l’empatia come unica medicina per abbattere questo muro.

La dinamica coreografa Gillian Lynne

Gillian Lynne è stata una grande danzatrice e coreografa geniale divenuta famosa per il suo lavoro in musical e spettacoli come “Cats” e “Il fantasma dell’Opera”. La sua storia da bambina testimonia come la danza sia un modo di essere, un’energia, un impulso che appartiene fin da piccoli e che esce fuori in ogni luogo.

Lo scrittore Ken Robinson, uno dei massimi esperti di educazione al mondo, ha raccontato che Gillian a scuola da bambina non riusciva mai a stare ferma, non ascoltava e si distraeva. Gli insegnanti convinti che fosse un problema di apprendimento la mandarono da uno specialista ma l’esito della visita fu inatteso. Lasciata la bimba da sola in una stanza in compagnia solo di uno stereo acceso, fu chiaro al medico che in realtà Gillian non aveva nessun problema medico.

«La guardi, Gillian non è malata, è una danzatrice. La porti in una scuola di danza.» – disse alla madre

Gillian Lynne è poi divenuta famosa in tutto il mondo. Ha creato coreografie per più di cinquanta produzioni nel West End e a Broadway e ha ricevuto due premi Olivier. È stata nominata Dame dalla regina Elisabetta II per i servizi resi alla danza e al teatro musicale nel 2014. Al New London Theatre è stato dato il suo nome: si tratta del primo teatro del West End a essere dedicato ad una donna.

“Cats”. Trama del musical più amato a Broadway

La trama del musical narra la storia della Jellicle Cats, una tribù di gatti che ogni anno si dà appuntamento ad una festa di notte. In quest’occasione il gatto più anziano (Deuteronomio) sceglie chi di loro passerà nel Dolce Aldilà per rinascere in una nuova vita. L’eletto viene poi rapito dal malvagio Macavity che vuole prendere il suo posto fingendo di essere appunto Deuteronomio, ma poi viene fortunatamente smascherato e cacciato dagli altri gatti.

I Jellicle riescono a ritrovare Deuteronomio grazie all’aiuto di un mago che attraverso una magia lo fece riapparire. Tra i personaggi principali – e forse tra quelli più emozionanti – c’è la bella e affascinante Grisabella, che, ormai malconcia, è messa in disparte dagli altri. Il musical si conclude con lei che, ormai stanca e malinconica, al chiaro di luna rievoca i suoi ricordi e i bei tempi ormai trascorsi. È proprio in questa occasione che Grisabella canta “Memory”, il brano forse più noto di “Cats”. Deuteronomio sceglie poi lei per cominciare una nuova vita. La si vede quindi avvicinarsi e scomparire dalla magica scenografia, dalla porta per il Dolce Aldilà.

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