Calcutta in cima Evergreen, il tour del tutto esaurito

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Evergreen tour di Calcutta, tutto esaurito

Quando in metro verde a Milano si vedono i sorrisi di persone con biglietti colorati alla mano e il cuore palpitante, si preannuncia sempre l’atmosfera di un concerto coi fiocchi. Ad Assago gli spalti sono pieni per la tappa dell’Evergreen tour, il parterre dall’alto è un ammasso di capelli, di teste, di sudore. Le luci si spengono, la tensione sale, si comincia ad urlare e la voce inizia a scaldarsi.

Ed eccolo lì Calcutta, che entra sul palco del Forum di Assago un po’ timidamente, ma con grande classe. Il suo ultimo album in studio, “Evergreen”, è uscito a maggio 2018 ed è stato il trampolino di lancio del cantautore latinense: i singoli “Paracetamolo”, “Pesto”, “Kiwi” e “Orgasmo” sono diventati tormentoni che ci hanno accompagnato in macchina nelle calde stagioni. I due live pre-tour, l’Arena di Verona prima e lo stadio di Latina poi, sono andati sold out in pochi minuti, determinando così l’inizio del  successo e il conseguente balzo verso i palazzetti. Si è finalmente arrivati al grande pubblico, e quindi su questo Edoardo D’Erme può avere poche esitazioni: anche in questa occasione, in questione di ore, si registrano nove date col tutto esaurito su dieci.

Il concerto dell’Evergreen tour comincia tra luci, video e musica

I colori dei Led iniziano a diffondersi, e con il suo look casual Calcutta non cede al fascino della passerella: l’impressione generale è un po’ genuinamente anni ‘80. Un live che ad occhi meno esperti può sembrare una assoluta improvvisata, si rivela in realtà curatissimo nella produzione e nei dettagli. La band ricca e numerosa, con pezzi di eccellenza come Giovanni Imparato (in arte Colombre ndr.), il coro composto da quattro cantanti con simpatiche magliette che formano la stessa scritta, gli attimi raccolti nelle videate che non lasciano mai il pubblico, mostrando spesso gli stessi frammenti del concerto in diretta tra le cornici, ravvivano il momento e te lo fanno sentire per davvero. La tappa dell‘Evergreen tour si apre con un “Benvenuti” iniziale e la scritta “Tutti in piedi” per coinvolgere il pubblico in un qualcosa di grande, e prevedere un intervento di Francesca Michielin come guest star.

Un altro riferimento non per tutti è il visual, con richiami chiari ai pixel degli anni ‘90, insieme a Dodò de L’Albero Azzurro, alle immagini del televideo e di trasmissioni Rai del passato.

Calcutta resta Edoardo D’Erme nonostante il successo

Calcutta resta l’Edoardo D’Erme a cui ci siamo abituati: l’accento laziale, le parole troncate, la semplicità – «Spero che questo inizio vi sia piaciuto. Vi è piaciuto? Siete tantissimi!» -, l’atteggiamento da anti-divo, rendono la musica l’unico mezzo di comunicazione. Raccontando poi di un commento arrivatogli sui social da parte di una ragazza, il cantautore coinvolge nuovamente il pubblico, chiedendogli un parere.

«Va bene se smetto di cantare e cantate voi oppure vi dà fastidio? Oggi eravamo nel furgone e abbiamo letto il commento di questa ragazza, che si lamentava del fatto che smettessi di cantare perché non ricordavo il testo. Volevo dirle che veramente è fatto apposta, però se per tutti va bene io lo faccio ogni tanto, ok?»

Il vero spettacolo arriva con il sempre atteso Momento acustico, momento intimo in ogni tappa dell’Evergreen tour: chitarra imbracciata, gli accordi di “Amarena” riecheggiano al Mediolanum, e la voce caratteristica, insieme all’unico accompagnamento delle coriste, è la sola protagonista. “Pomezia”, «un pezzo che non suono live da tantissimo tempo. Dall’altro ieri mi pare», seconda canzone di questo spezzone, fa ritornare l’Edoardo che, solamente con il suo strumento, strimpellava i suoi accordi quando ai suoi live c’erano 15 persone. Calcutta sa come fare un live ai palazzetti: lo sa talmente bene che si permette pure di ironizzare e scherzarci su.

“Milano” viene dedicata ovviamente al pubblico, che apprezza alzandosi in piedi e urlando a squarciagola, tutti in coro, le parole di quella «canzone che parla di voi, voi che mi rincuorate da sempre», poi dopo qualche pezzo esclama «Notavo proprio ora che dedico tantissime canzoni a Milano, ma non ci vivo e mica ci ho mai vissuto», rinnegando a modo suo l’omaggio precedente.

L’arrivo e il duetto con guest star Francesca Michielin durante il concerto

Questa tappa dell’Evergreen tour sta per finire quando sul palco sale la special guest: Francesca Michielin. Introdotta da un filmato in cui Fiorello e Paolo Fox annunciano “Oroscopo”, “Fra” arriva come un uragano a cantare la canzone di solito interpretata dagli ospiti. Successivamente Edoardo D’Erme si unisce cantando con lei “Io non abito al mare” – di Francesca Michielin ma scritta da lui ndr – e “Del verde”. Diviene tutto magico, tanto quanto il Momento Intimo di cui Calcutta si è fatto un po’ beffa. Gli arrangiamenti eccezionali della numerosa band si sentono su brani come “Natalios” o nelle quasi distopiche appendici musicali. “Hübner”, grazie alle chitarre e alle soliste, diventa il brano probabilmente più riuscito di tutto il live, ma anche il duetto con Francesca Michielin riesce perfettamente.

Eppure c’è da dire che Calcutta, nella sua versione più semplice, appare straordinariamente a fuoco durante il concerto, straordinariamente pronto a entusiasmare ben 12000 persone, pur non cambiando assolutamente una virgola del suo Dna. Anche se gli adepti che cantano ogni suo verso quasi a perdere la voce sono aumentati negli anni, il cantautore finisce per mostrare, in un modo goffo tutto suo, tantissimo affetto a tutti, a chi c’è da sempre e a chi c’è da poco. Ed è questo che rende il rapporto Calcutta – o meglio Edoardo D’Erme – e fan uno dei più genuini del panorama musicale odierno.

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