Corochinato degli Ex-Otago, disco aperitivo al gusto di nostalgia

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Corochinato nuovo album degli Ex-Otago

“Corochinato” è il sesto album in studio degli Ex-Otago. Uscito l’8 febbraio per INRI & Garrincha Dischi, prende il nome da un aperitivo tipico di Coronata, storico quartiere di Genova. Un vino bianco con infuse più di 15 erbe, tradizionale nel capoluogo ligure, ma che però è sempre più raro da trovare, poiché dalle origini antiche e quasi dimenticate. Il Corochinato è un aperitivo un po’ desueto, parecchio nostalgico. E il rischio vero è che, più che il sapore reale che sprigiona sul palato, ciò che piace sia in realtà il sapore dolciastro dei ricordi che richiama, un sapore familiare e rassicurante, lontano dai rischi.

“Corochinato” degli Ex-Otago e l’aperitivo nostalgico

L’ultimo lavoro della band capitanata da Maurizio Carucci ripercorre in maniera un po’ reazionaria suoni già usati e spremuti all’osso anche nell’LP immediatamente precedente a questo, “Marassi”, in un revival che pare un po’ forzato, quasi meccanico, e che non aggiunge niente di nuovo a quanto già cantato e raccontato dal quintetto Zenoexe così come dalla scena contemporanea italiana. Quasi come mettersi in fila accodandosi al trend del momento, un inno alla mai così contemporanea nostalgia di non si sa poi neanche bene cosa.

Nostalgia che salta subito fuori già in “Questa notte“. Il secondo singolo estratto da “Corochinato”, uscito il 26 ottobre scorso, racconta dell’ «Amore disperato» che «Prende a pugni e lascia senza fiato» in un susseguirsi a volte retorico di rime baciate, immagini e ricordi omologati, con un classico arrangiamento ballad di sottofondo e dalla vibe autunnale ottobrina. Retorica didascalica che nella traccia d’apertura “Forse è vero il contrario“, ritorna di prepotenza su un ostinato dei soliti quattro accordi, zeppo di tappeti sintetici anni ’80. Più che mai evidentemente sulla falsa riga dei “The Giornalisti” in un loop di pop, quasi a voler mixare il sound della band di Tommaso Paradiso con una vena scanzonata e polemica ad “Una vita in vacanza”. Senza però, ad esser sinceri, riuscire a coglierne le sfumature sarcastiche e pungenti de “Lo Stato Sociale”.

Il passo indietro degli Ex-Otago

Ed è per questa sensazione, purtroppo non limitata alla traccia d’apertura, che non ce la si sente affatto di dire a Carucci e soci che va “Tutto bene“, assecondando paradossalmente la richiesta del primo singolo estratto da Corochinato. Perché nella quasi provocatoria descrizione dell’ipotetico “tu” normotipico e un po’ stereotipato cui è diretto il brano «Balli l’elettronica | Leggi Erri De Luca | Moriresti in una spiaggia», l’errore da radical chic di salviniana invettiva è di non notare assonanze tra il calderone tratteggiato e il proprio nuovo pubblico mainstream. Pubblico che per ovvi motivi non è più quello dei tempi di capolavori dell’indie italiano come “La Nostra pelle” o “Stai Tranquillo”, che hanno non più di tre anni, ma sembrano distanti anni luce per temi e per cura nella produzione dal Corochinato.

Le aspettative di un promettente Sanremo per gli Ex-Otago

Eppure l’album era stato anticipato in una maniera decisamente diversa con il brano presentato lo scorso febbraio all’ultima edizione, la sessantanovesima, del Festival di Sanremo. Parliamo di “Solo una Canzone“, classificatosi al 13º posto nella classifica della kermesse, che abbracciava un punto di vista ben più interessante e strutturato, nuovo, sul tema dei temi, il più abusato e maltrattato di tutti. E “Solo una Canzone” andava a puntare con forza il dito proprio contro la noiosa banalità – più che comprensibile, a dirla tutta – della lirica imperante della musica leggera, non solo italiana «Tutti cantano l’amore | quando nasce quando prende bene | quando tremano le gambe | quando non c’è niente che lo può fermare» spostando dunque l’attenzione verso questioni assolutamente più realistiche, più complesse, più interessanti ed attuali

«Non è semplice | restare complici | un amante credibile | Quando l’amore non è giovane | non è semplice | scoprire nuove tenebre | tra le tue cosce dietro alle orecchie | quando l’amore non è giovane».

Argomenti che purtroppo non riusciamo quasi a rintracciare in nessun’altro brano dei 10 presenti in Corochinato. Un disco che segna – ahinoi – un passo indietro rispetto alla crescita graduale ed inesorabile dall’esordio del 2003 con “The Chestnuts Time” e che, speriamo, non sia stata completamente spazzata via dall’ingresso ufficiale nel grande calderone della popolarità radiofonica.

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