La delicatezza espressiva del Gotico internazionale

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Il gotico internazionale

“Annunciazione” di Simone Martini e Lippo Memmi

Il Gotico internazionale, o tardogotico, è una corrente artistica che si estende dalla fine del 1200 fino al XV/XVI sec. a seconda delle zone di diffusione. Come spesso succede, sono stati i posteri a dare tale definizione a questo stile. Nel ‘500 il Gotico aveva un’accezione dispregiativa, delineava l’arte dei Goti o generalmente dei “barbari”. Sono stati proprio loro a creare una rottura con la grande tradizione classica romana e ad innovarla inserendo tratti della propria cultura espressa nelle arti minori, come l’oreficeria e i codici minati.

Questo momento storico è stato anche definito “autunno del Medioevo” dallo storico Huizinga individuando alcune caratteristiche peculiari che mostrano originali cambiamenti nello stile e nel gusto estetico del tempo. Il modo in cui il Gotico internazionale si sviluppa cambia leggermente a seconda delle zone geografiche. In Italia, specialmente nelle regioni settentrionali, si sente soprattutto l’influenza del Nord Europa, ma anche nel resto della penisola è possibile ritrovare diverse evoluzioni di questo stile.

È molto difficile delineare delle precise caratteristiche nel Gotico internazionale che rimangano invariate e racchiuderlo in un periodo ben definito, infatti ha risentito delle diverse tendenze tipiche delle varie regioni. Un elemento d’unione stilistico risiede nella grazia dei dettagli e lo si nota in tutta la produzione di piccolo taglio. La diffusione capillare del Gotico internazionale è stata facilitata dalle opere facilmente trasportabili, come le miniature e le tavolette di piccolo formato, ma anche dall’intraprendenza degli artisti che si spostavano da una corte all’altra.

Il Gotico internazionale

L’amore per la delicatezza espressiva la si ritrova nei codici miniati, specie in Inghilterra dove si effettua una distinzione tra “Gotico primitivo inglese” e “Gotico fiorito” in relazione ad un mutamento di gusto e all’abilità tecnica nell’uso dell’ornato. Proprio la grande scultura gotica in Francia ricorre spesso e soprattutto nel primo periodo all’uso dell’ornato nella facciate delle immense architetture.

Ma se il ‘200 mostra la ricchezza delle sue cattedrali, il ‘300 vede impiegare un maggiore l’impegno nella creazione scultorea. Come centro di raccolta della vita religiosa e contadina si passa dal monastero alla grande cattedrale, che diventa motivo di orgoglio civico per gli abati spostatisi a vivere nei centri cittadini e non più in isolamento. La bellezza delle architetture si fonda sulla scultura di facciata e il passaggio nei grandi centri cittadini rende la Chiesa altro centro di potere e ricchezzaEsempio di gotico fiorito è la cattedrale di Exeter (1350-1400 ca), chiesa principale della diocesi anglicana di Exeter, nel Devo, Inghilterra.

Tra Italia ed Europa

In Italia si verifica il superamento dell’arte severa bizantina. Avviene un vero scambio tra l’arte naturalista giottesca e la delicatezza degli artisti europei. Se Giotto a Firenze rompe totalmente con la tradizione bizantina, Siena la accoglie e la rielabora: l’Annunciazione di Simone Martini e Lippo Memmi esprime il mix di influenze. I volti iniziano a mostrare espressività e il vaso centrale è chiaramente poggiato su un pavimento che ha prospettiva. Forti della tradizione miniaturista, i grandi artisti riescono ad elaborare simboli impressi in spazi che iniziano ad aprirsi al reale.

A Milano, la Signoria Visconti con Gian Galeazzo Visconti attira nuove presenze europee dal 1378. Da queste influenze e dalla volontà di avvicinarsi alle tendenze francesi deriva la miniatura lombarda. Nel Sud della Francia, il gotico è espresso nelle facciate e nei portali della Cattedrale dedicata all’Assunta, nelle chiese di Sant’Eligio Maggiore, San Lorenzo e molte altre ancora. Tutti questi influssi saranno la svolta che porterà lo stile gotico nel grande Rinascimento italiano. Gli storici hanno denominato questa corrente artistica “Gotico internazionale” proprio per sottolineare il grande scambio tra i centri europei. La Francia come l’Italia era il grande centro della cultura europea.

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