“Donna seduta con un ginocchio piegato”. Schiele in amore

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"Donna seduta con un ginocchio piegato" di Schiele

“Donna seduta con un ginocchio piegato” di Schiele (1917) è oggi conservata nel museo di Národní Galerie a Praga. È stata realizzata con guazzo, acquerello e matita nera su carta e le dimensioni corrispondono a 46 x 30 cm.

La donna è stata ritratta seduta in una posizione informale con una forte carica espressiva. Il suo sguardo è rivolto frontalmente, e, consapevole di essere ritratta, la modella prende possesso della scena per comunicare un atteggiamento disinvolto e carico di intenso erotismo. I colori sono accesi e si alternano tra varie tonalità, i contorni definiti e le sfumature ricorrenti contribuiscono a rendere il dipinto reale e spontaneo.

«L’arte non può essere moderna. L’arte è primordialmente eterna.» – Egon Schiele

Ripercorrendo la vita dell’artista austriaco sappiamo che la donna riprodotta è la protagonista di numerosi altri dipinti. Conosciuta grazie a Gustav Klimt che gliela presentò in un momento di stallo creativo, si tratta di Valerie Neuzil, meglio conosciuta come Wally. L’artista la incontrò per la prima volta nel 1911 all’età di 21 anni, quando lei era appena una diciassettenne, per poi trasformarsi nella sua amante e modella per diversi anni.

“Donna seduta con un ginocchio piegato” di Schiele. Storia di un amore travagliato

Con il passare del tempo la giovane coppia si innamorò e coronare questo sogno significava fuggire dai pregiudizi della gente, puritana e contadina, per ritirarsi lontano da tutti, nella bucolica vita di campagna. Dopo una serie di difficoltà i due amati si separano, ma l’amore per lei ritornò incessantemente nei suoi dipinti, rendendola parte di lui. 

Wally aveva sofferto molto per la separazione, si era rifiutata di essere soltanto un’amante e quando Schiele le aveva proposto di pianificare una vacanza all’anno per poter trascorrere maggiore tempo insieme, lei infuriata era scappata via per diventare un’infermiera per la Croce Rossa.

Il ritratto rappresenta un misto di immaginazione e speranza. Il pittore la immagina lì ad aspettarlo, in una posa contorta ma fortemente erotica. Lo sguardo determinato e ammaliante; appare sveglia e decisa. Il loro amore passionale rivive tramite questo quadro ancora nella sua memoria, diventa reale solo nei suoi disegni, unicamente frutto del desiderio amoroso dell’artista.   

Psicologia ed erotismo

«I corpi possiedono una luce propria che consumano per vivere: essi bruciano, non sono illuminati dall’esterno»

L’opera vuole essere la sintesi dei sentimenti umani sperimentati e raccontati da Schiele sulla tela. Il tratto nervoso, “crudo”, la posizione della donna, non hanno niente di lineare, di armonico, ma trasmettono una forte sensualità nonostante l’assenza di quel fascino leggero e ammaliante di tante “donne fatali”. L’influenza delle teorie sull’inconscio di Freud hanno portato Schiele a dare una forma, un’immagine tangibile alle proprie paure e ansiose insicurezze.

La figura si presenta come una giovane donna dalla bellezza disarmante e con una pelle di porcellana. La sua chioma rossa avvolgente e gli occhi verdi invitano lo spettatore ad entrare nel vivo dell’opera d’arte. I lineamenti scabri, le mani angosciosamente contratte e il collo contorto contribuiscono ad accentuare l’attenzione verso la sua identità e l’introspezione psicologica.

L’opera d’arte trasmette una passione coinvolgente e ricorda il senso della vita che scorre inesorabilmente. Questa tela suggerisce l’idea della forza e del vigore. Nonostante i conflitti interiori e le difficoltà della vita, la presenza di Wally e la condivisione delle controversie alleggerisce il peso insormontabile della vita. Il quadro è stato un successo non solo in quegli anni, ma ancora oggi. Nel 2008 il fotografo di moda Peter Lindberght ha realizzato un servizio fotografico per il megazine Harpers’s Bazaar scegliendo come soggetti sette dipinti di artisti famosi, tra cui il seguente. Dall’incontro tra moda, fotografia, cinema e storia dell’arte nasce un servizio fotografico che vede coinvolta l’attrice Julianne Moore nell’interpretare differenti donne protagoniste di quadri famosi, tra cui “Donna seduta con un ginocchio piegato” di Schiele. 

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