"Edipo e l'enigma" di Jorge Luis Borges - il Chaos

“Edipo e l’enigma” di Jorge Luis Borges

"Edipo e l'enigma" di Jorge Luis Borges

Quadrupede all’alba, alto nel giorno 
e con tre piedi errante nel vano 
ambito della sera, così vedeva 
l’eterna sfinge il suo incostante fratello, 

l’uomo, e con la sera un uomo venne 
che decifrò atterrito nello specchio 
della mostruosa immagine, il riflesso 
del suo declino e del suo destino. 

Noi siamo Edipo e in un eterno modo 
la lunga e triplice bestia siamo, tutto 
ciò che saremo e ciò che siamo stati. 

Ci annienterebbe scorgere l’ingente 
forma del nostro essere; pietosamente 
Dio ci concede successione e oblio. 

– “Edipo e l’enigma” di Jorge Luis Borges

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E se il nostro destino si fosse nascosto dietro una stella? Basterebbe farle il solletico… la stella, intenta a ridere, potrebbe per sbaglio lasciar cadere un pezzo di cielo e mostrarci uno scorcio del nostro futuro.

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