“American History X” di Tony Kaye. Il prezzo dell’odio

American History X di Tony Kaye

“American History X” è un thriller drammatico del 1998, il cui soggetto si basa su alcuni ricordi dello sceneggiatore statunitense David McKenna e sulla storia di Frank Meeink. Una storia di violenza e ricerca di redenzione che è stata affidata alla regia d’esordio di Tony Kaye. Tuttavia, il giovane regista aveva previsto una versione del film differente da quella che si conosce oggi. I produttori e l’attore protagonista, Edward Norton, hanno voluto dei cambiamenti nella sceneggiatura, eliminando diverse scene e modificando il finale. Kaye non era d’accordo con tali variazioni tanto da rinnegare pubblicamente il prodotto finale. Dal 2020, lo stesso Kaye ha iniziato a lavorare a un seguito dal titolo “African History Y”, nonostante la sua versione di “American History X” rimanga tuttora inedita.

«Come ha imparato tutte queste stupidaggini, può disimpararle. Non voglio ancora arrendermi, voglio salvarlo.

preside Sweeney

In bianco e nero

“American History X” è un lungometraggio dalle tematiche rilevanti che vengono espresse sia attraverso la trama che attraverso il suo carattere simbolico. La fotografia, a cura dello stesso regista, divide il film in due parti. La prima riguarda il passato del protagonista, Derek Vinyard, e la violenza da cui è caratterizzato. Queste sequenze sono rappresentate in bianco e nero, evidenziando l’ideologia neonazista e razzista che vede il mondo nettamente diviso in due, in bianco e nero, in potere e sottomissione. La seconda parte è, invece, a colori e riguarda il presente delineato da una moltitudine di colori, quelli della realtà, quelli dell’apertura e del superamento di un’ideologia che porta all’odio, ai pregiudizi, alla discriminazione e quindi a una chiusura. Il passato e il presente non sono mostrati secondo il loro ordine cronologico, ma si uniscono e si legano attraverso un montaggio alternato che rende la storia più intrigante.

È lui che muove i fili […] Alexander ha trovato in Derek il suo cavaliere ideale […] per reclutare un gruppo di ragazzi insicuri, frustrati e facilmente impressionabili.

preside Sweeney

La storia di Derek riesce a ricostruire la frustrazione e lo smarrimento di un ragazzo che si affida a un ideale sbagliato. La scelta di essere uno skinhead e di entrare a far parte di un gruppo neonazista non fa altro che incrementare i suoi problemi. Come la fotografia mostra l’idea di una realtà separata tra bianco e nero, ci sono dei dettagli che sottolineano le credenze a cui fa capo il protagonista. L’elemento più evidente è il tatuaggio che il protagonista porta sul petto, la svastica. Lo mostra fieramente durante il momento più violento del film, l’assassinio per cui viene condannato. In quella sequenza, Derek indossa soltanto le mutande e un paio di stivaletti alti. Gli stivali erano un indumento molto comune tra i soldati nazisti e fascisti, per cui diventano un ulteriore fattore che rimarca il credo del maggiore dei Vinyard.

I temi e il finale

Stavo sbagliando e non capivo che lo sbaglio mi stava divorando, mi stava uccidendo.

Derek

I temi affrontati in “American History X” non riguardano soltanto le discriminazioni, il razzismo e la violenza, ma anche ciò che spinge e porta il protagonista a questo. Non si tratta di una giustificazione, ma di un modo per analizzare la sorgente delle sue concezioni. Prendendo in considerazione il passato del protagonista, il pensiero del padre sulle minoranze etniche e poi la sua morte, si arriva al momento in cui il dolore e le insicurezze di Derek sfociano nella frustrazione e nella cattiveria. È la sua insoddisfazione personale, nonché la sua insicurezza, che lo spingono a proiettare in qualcun altro l’avvilimento che prova. L’odio e il razzismo partono dall’interno, dal proprio sé, e non dall’esterno. 

La mia conclusione è che l’odio è una palla al piede. La vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati, non ne vale la pena.

Danny

Il percorso di Derek verso la redenzione pare abbia due finali diversi. Secondo quello definitivo, quello della versione finale, si intende che Derek prosegue il suo cammino di consapevolezza e non cade nuovamente nell’odio. Tuttavia, la conclusione originale prevedeva un’altra sequenza. Dopo l’omicidio del fratello, la scena finale vedeva Derek rasarsi la testa e quindi fare ritorno a quell’ideologia malata da cui si era allontanato durante il periodo in carcere. Il montaggio è stato decisivo nella realizzazione del prodotto come lo si conosce adesso. “American History X” è diventato un cult proprio per la storia che racconta e per il suo epilogo, tanto da diventare un punto di partenza per numerosi dibattiti. 

American History X

Regista: Tony Kaye

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