“Chaos Walking”, il YA distopico che mostra quanto la società resti ferma

Chaos Walking

“Chaos Walking” è un film distopico diretto da Doug Liman, regista di “The Bourne Identity”, “Mr. & Mrs. Smith”, “Jumper – Senza confini” e “Fair Game – Caccia alla spia”. Si tratta di un racconto distopico tratto dal primo romanzo della trilogia omonima di Patrick Ness, composta da “The Knife of Never Letting Go”, “The Ask and the Answer” e “Monsters of Men” che in italiano sono stati tradotti rispettivamente come “Chaos – La fuga”, “Chaos – Il nemico”, “Chaos – La guerra”. Il film ha avuto un lungo sviluppo. Nel 2011 la Lionsgate ne acquista i diritti per poi affidare la regia a Liman nel 2016. Le riprese sono iniziate nel 2017 ma nel 2018, dopo i risultati negativi dei primi test screening, vengono affidate nuove riprese a Fede Álvarez che ha debuttato alla regia di un lungometraggio nel 2013 con l’horror “La casa”. “Chaos Walking” è stato poi distribuito soltanto nel 2021. 

Non puoi fuggire dal rumore.

Stereotipi

Nuovo Mondo, 2257 DC. Colonie di essere umani occupano un nuovo pianeta, ma la colonia in cui vive il protagonista Todd Hewitt (Tom Holland) è di soli uomini. Tutti loro sono caratterizzati dal “rumore”, ossia una condizione che rende evidenti i propri pensieri permettendo agli altri di vedere e ascoltare ciò che a ogni uomo passa per la testa, a meno che non si è in grado di controllarlo. Infatti, intorno alla loro testa producono una sorta di fumo colorato che prende forma in base ai pensieri. Può essere così forte tanto da creare delle vere e proprie proiezioni realistiche. Soltanto le donne sono esenti dal “rumore”, lì dove ci sono ancora. Prentisstown, il cui sindaco è David Prentiss (Mads Mikkelsen), è una colonia che somiglia molto al vecchio West. Gli uomini si spostano a cavallo, hanno delle armi, combattono e allontanano i nativi.

Se si parte da questi presupposti, è chiaro che il young adult distopico “Chaos Walking” tocca diversi stereotipi e anche tematiche attuali. Prendendo in considerazione il rapporto tra gli esseri umani e gli “altri”, si possono fare alcuni parallelismi. Gli umani hanno colonizzato un nuovo pianeta, spingendo le popolazioni locali a spostarsi altrove. Il luogo non era inabitato. Quindi l’essere umano mette, anche in questo caso, al primo posto se stesso a discapito di qualsiasi altra forma vivente presente sul posto. Costruisce e modifica l’ambiente a proprio favore. Ma questo non basta. All’arrivo di una giovane donna da un’astronave che si abbatte proprio sul Nuovo Mondo, l’essere umano dimostra di essere intollerante anche verso la sua stessa specie. Viola (Daisy Ridley) non deve essere lasciata sola, viene inseguita, per il sindaco è come se fosse una minaccia: un evidente riferimento al razzismo.

Tematiche

Solo il rumore può fare luce nell’oscurità.

“Chaos Walking” è attraversato da diversi temi. L’avventura e gli elementi di azione che caratterizzano il film infatti lasciano spazio a vari argomenti. È chiaro che non viene soltanto affrontata l’intolleranza verso lo straniero, ma anche il maschilismo e la misoginia. Questo è particolarmente evidente sia nella colonia di Prentisstown che nel comportamento dello stesso giovane protagonista. Todd ha sempre vissuto con e conosciuto soltanto gli uomini e ha dovuto fare i conti con il loro atteggiamento. Il suo apprendimento si è basato sulle figure che ha sempre avuto davanti a sé, figure che a quanto pare non hanno mai dimostrato emozioni, sentimenti o un qualsiasi tipo di ciò che viene cosiderato una debolezza. Todd crede che bisogna essere sempre duri e forti, evitando di esprimere persino il dolore per una perdita. Senza però sapere che la forza di una persona risiede anche nella capacità di esprimere le proprie emozioni.

Inoltre, nel Nuovo Mondo vengono ricreati esattamente gli stessi problemi che c’erano già sulla Terra. Le donne non possono produrre il rumore e per questo vengono ritenute inferiori, o forse una minaccia. Ben presto si intende che nella colonia di Prentisstown sono state uccise dagli stessi uomini. Numerosi femminicidi di cui sono stati accusati i nativi del posto. Ecco che quindi, ancora una volta, l’odio nei confronti della donna viene scaricato sull’altro che ne diventa il capro espiatorio.

Razzismo, maschilismo e misoginia sopravvivono ai cambiamenti, allo sviluppo tecnologico, all’arrivo di nuove società. Nonostante le continue lotte per fermare l’avversione e il disprezzo, le società restano ferme. Anche se si tratta di un film alquanto semplice, e non così avvincente quanto ne era l’intenzione iniziale, “Chaos Walking” riesce comunque a intrattenere e lo fa mostrando una verità ancora presente e, purtroppo, difficile da superare.

Chaos Walking

Regista: Doug Liman

Valutazione dell'editor
3

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Valutazione dell'editor
4

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