“Indagine su un cittadino” di Elio Petri nel dualistico voyerismo tra eros e potere

“Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” è un film del 1970 scritto e diretto da Elio Petri. Rientra tra i lungometraggi che occupano una posizione di rilievo nel cinema italiano infatti molti, pur non conoscendone la storia, conoscono la colonna sonora a cura di Ennio Morricone. Il film, che vede come protagonista un commissario interpretato da Gian Maria Volonté, affronta numerose tematiche, molte delle quali sono trattate anche nel libro “Elio Petri. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Claudio Bisoni e che verranno prese qui in considerazione.  

Qui dentro l’unico colpevole sono io. – Commissario 

“Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”: il voyerismo specchio della repressione sociale

A noi il dovere di reprimere […] repressione è civiltà. – Commissario  

Come si evince nel libro di Claudio Bisoni, il commissario controlla la realtà in modo repressivo, eccetto che nella sfera della sessualità. Nel sesso si libera delle maschere ed è proprio lì che viene colpito dalla sua amante. Il protagonista recita per tutta la sua vita, ma nel momendo di maggiore intimità fisica si spoglia non solo dei vestiti, ma anche di tutti i volti che la società e se stesso si impongono di indossare. Mostra ciò che è realmente nel sesso, ma in realtà chi è? La sua identità sembra confondersi con le maschere, in particolare laddove evidenziano il potere smisurato: non ne è solo il detentore, ma è anche vittima della stessa istituzione che rappresenta.

Altre maschere invece nascondono le sue fragilità, ed è qui che entra in gioco il forte ruolo dello sguardo. Il commissario vuole controllare la situazione anche attraverso gli occhi. La sua volontà di tenere tutto sotto controllo e di sapere ciò che avviene intorno a lui, anche nei riguardi di Augusta, si rivela nel suo voyerismo: guardare sì, ma non essere guardati. Lui si sottrae agli sguardi altrui e in particolare a quello di Pace. Se venisse guardato a fondo, si potrebbe rivelare la sua natura. Eppure non vuole essere messo a nudo, soprattutto dopo che lo ha fatto (non solo metaforicamente) con Augusta e ne è stato rivelato il suo infantilismo.  

Elio Petri nell’indagine tra eros e potere

Finiamo per somigliarci noi poliziotti coi delinquenti. – Commissario  

Indagine su un cittadino” si apre sull’incontro tra il commissario e Augusta Terzi mostrando con immediatezza un parallelismo tra eros e potere, nonché tra eros e politica. Durante l’amplesso, quella che sembra essere la petite mort di Augusta si delinea come morte effettiva della donna. Così l’omicidio diventa non soltanto una dimostrazione che evidenzia il binomio tematico, una prevaricazione sulla sua amante, ma anche il punto di partenza per evidenziare la facoltà del commissario di agire a suo piacimento.

Delitto, prove, chiamata e indagine. Sono tutti elementi che caratterizzano un unico personaggio, il protagonista. Il commissario è al di sopra di ogni sospetto e può manovrare la situazione. Ma non è tutto. Mostra una particolare nevrosi che si concretizza in una dissociazione del suo essere. Compie il delitto, ma lascia prove. Lascia prove, ma ne elimina le tracce che possano ricondurre a lui. 

«Stavolta come mi ammazzerai?» – Augusta 
«Ti taglierò la gola.» – Commissario 

È come se lui stesso non riesca a connettersi con la sua reale volontà, con la sua interiorità, che è stata pervasa dalla malattia dell’uso prolungato del potere, di chi ha le redini. Il potere e il suo esercizio danno vigore e valorizzano così anche la pratica sessuale con Augusta, da cui si sente infantilizzato e che lo ritiene incompetente.

Nonostante lo spettatore sappia sin dall’inizio chi è il colpevole, il montaggio si intreccia alternando il presente a dei flashback. In questo modo si è comunque davanti a un’indagine che porterà a scoprire le motivazioni per cui il commissario ha agito in quel modo. È proprio grazie a questo espediente che ci si avvicina alla sua psiche e vengono svelati i motivi per cui si è spinto fino all’omicidio

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