“Killers of the Flower Moon” di Martin Scorsese. Un film su e per gli Osage

Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese

“Killers of the Flower Moon” è un lungometraggio di ben 206 minuti scritto e diretto da Martin Scorsese. La sceneggiatura – anche a cura di Eric Roth – nasce dal libro di saggistica “Killers of the Flower Moon: the Osage Murders and the Birth of the FBI” del giornalista David Grann e racconta ciò che avvenne agli Osage, una famiglia di nativi americani, che si arricchirono con il petrolio ma i cui membri furono assassinati uno ad uno. Si tratta di una storia vera che fonde il crime al dramma e il western al thriller. Con l’immancabile Leonardo DiCaprio, insieme a Robert De Niro nei panni di William Hale e a Lily Gladstone in quelli di Mollie Kyle, Scorsese mette in scena una vicenda reale e ne mostra tutte le sfumature.

La fotografia

“Killers of the Flower Moon” è un film storico la cui narrazione viene accompagnata da diversi elementi. La musica di Robbie Robertson – che già lavorò per la colonna sonora di alcuni film di Scorsese come “Toro scatenato”, “Il colore dei soldi”, “Casinò” e “Gangs of New York” – si fa strada tra le varie sequenze senza farsi notare troppo, ma regalando alla pellicola una maggiore profondità emotiva. La fotografia a cura di Rodrigo Prieto diventa centrale. Parte da immense distese pianeggianti e colline ricoperte dai fiori fino a dei profondi e significativi primi piani. La luce naturale caratterizza sia le scene negli interni che quelle all’esterno, dando vita a una fotografia semplice e pulita, nonché realistica. Non c’è bisogno di rendere le immagini particolari o artificiose nel loro aspetto proprio perché l’intenzione è quella di raccontare una storia così com’è e di lasciare che lo spettatore la viva, attraversando le numerose sensazioni narrative, insieme ai suoi personaggi. 

Ogni inquadratura è a servizio della narrazione, proprio come i dialoghi. Non c’è alcun fattore superfluo. L’aspect ratio ha un rapporto di 1:2,39 ma ci sono alcune scene che si restringono a 1:1,33. In questo caso si hanno delle sequenze storiche ed esplicative in bianco e nero che si presentano come dei film muti, o meglio dei cinegiornali con degli intermezzi esplicativi. La narrazione procede allo stesso modo finché le strade di Mollie Kyle e di Ernest Burkhart non si separano. Infatti il resto della storia viene raccontato tramite un programma radiofonico e Martin Scorsese in persona legge il necrologio di Molly. Il finale mostra dall’alto una danza indigena: sono gli Osage che onorano la sopravvivenza della loro cultura.

La sceneggiatura

La prima sceneggiatura di “Killers of the Flower Moon” dava maggior risalto al caso condotto dall’FBI per indagare sulle morti degli Osage, proprio come avviene nel libro. In questo modo, però, diventava un film di bianchi dove il ruolo dei nativi americani era lasciato al secondo posto. Martin Scorsese ed Eric Roth decisero di modificare la sceneggiatura. L’indagine divenne così solo una parte della storia che si concentra sulla famiglia degli Osage e su ciò che accade ai loro membri. Il punto di vista passa quindi dall’esterno della vicenda all’interno. Di conseguenza, il racconto non viene filtrato dall’occhio altrui, quello del caso, dell’FBI o dei bianchi, ma viene narrato attraverso la storia d’amore e le bugie tra Mollie Kyle ed Ernest Burkhart (Leonardo DiCaprio). Con le modifiche del soggetto, anche i personaggi hanno subito dei cambiamenti. Inizialmente, Leonardo DiCaprio avrebbe dovuto interpretare l’agente Tom White che sarebbe stato il protagonista, ma successivamente il ruolo, diventato secondario, è passato nelle mani di Jesse Plemons. 

Affinché il racconto restasse fedele alla verità e rappresentasse correttamente la cultura degli Osage, il cineasta italo-americano andò ad Osage County dove incontrò il capo della comunità Geoffrey Standing Bear. Così, la vicenda storica costruita nel film è stata curata nei minimi dettagli, anche nei costumi, e prende in considerazione diversi temi. Il potere, i soldi, la corruzione, la politica, la famiglia, l’amore, la crudeltà, l’interesse personale a discapito degli altri, vanno a creare una pellicola realistica, interessante e intensa, costruita con maestria da un grande regista sotto la guida del capo Standing Bear e l’aiuto degli Osage.

Killers of the Flower Moon

Regista: Martin Scorsese

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