La meravigliosa storia di Henry Sugar di Wes Anderson: storie, colori ed espedienti

The Wonderful Story of Henry Sugar Poster

Wes Anderson, maestro del cinema contemporaneo, ci porta in un viaggio emozionante con “La Meravigliosa Storia di Henry Sugar”, un mediometraggio avvincente che prende vita dal genio narrativo di Roald Dahl. Ambientato in uno scenario teatrale mozzafiato, questo film di quasi 40 minuti si distingue per la sua capacità di incantare e ispirare.

Con gli occhi di Roald Dahl e Wes Anderson

Il testo fa parte della raccolta del 1977 “Un gioco da ragazzi e altre storie” di Roald Dahl, il cui titolo originale è proprio “The Wonderful Story of Henry Sugar and Six More”. Dopo che Netflix ne ha acquistato i diritti, Wes Anderson si è messo a lavoro per la rappresentazione filmica di questo e altri tre racconti “Il Cigno” – che compare nella stessa raccolta -, “Il derattizzatore” e “Veleno”, dando vita ai personaggi dello scrittore britannico secondo le peculiarità della sua cinematografia.

Sebbene ogni racconto tocchi temi diversi, il mediometraggio offre uno sguardo incantevole nella complessità della vita e delle aspirazioni umane. Attraverso una scenografia magistralmente progettata, lo spettatore viene trasportato da un luogo all’altro mentre la narrazione si dipana di fronte ai suoi occhi, apprezzando non solo la capacità di Roald Dahl di raccontare storie diverse tra loro, ma anche quella di Wes Anderson di realizzare pellicole di vario genere. 

Scenografia, Colori e Fotografia proiettati sui personaggi

Dall’intimità di una capanna calda e accogliente al freddo comfort dell’appartamento di Henry Sugar, ogni luogo ha una storia da raccontare. Il racconto si apre all’interno di un capanno dai colori caldi. Seduto su una poltrona, proprio come lo si rivedrà nei cortometraggi successivi, c’è un uomo di circa sessant’anni. È Roald Dahl (Ralph Fiennes) che si rivolge direttamente allo spettatore a cui intende raccontare una storia, quella di Henry Sugar.

L’autore arriva fuori al capanno, la cui facciata si alza per mostrare una nuova scena. La camera poi si sposta per mostrare la casa di Henry Sugar (Benedict Cumberbatch). I colori cambiano e dal caldo arancione del capanno si passa al blu della casa di Henry, che prende voce per raccontare la sua storia.

Un resoconto su Imdad Khan, l’uomo che vede senza gli occhi.

Henry Sugar

Un Viaggio emotivo attraverso Luoghi e Storie

La narrazione e i colori scenografici mutano, passando da personaggi come il dottor Chatterjee al misterioso Imdad Khan, offrendo un’esperienza visiva coinvolgente e multisensoriale. I luoghi si costruiscono come delle scenografie a mano a mano che la narrazione prosegue. Quando Henry Sugar trova il quaderno si ha uno stacco netto per mostrare ciò che legge finché, grazie a un cambio scena, si entra all’interno della lettura.

La narrazione passa al dottor Chatterjee (Dev Patel), mentre i colori della fotografia arrivano al bianco piatto dell’ospedale. Tuttavia, quando a dar voce alla propria storia è Imdad Khan (Ben Kingsley) si ha un ulteriore cambiamento. Il racconto di Khan, così come riportato dal medico sul suo taccuino ritrovato da Sugar, viene mostrato su uno sfondo a strisce dai colori caldi al di sopra del quale c’è un sipario che presenta un paesaggio in continuo movimento che rappresenta che il viaggio di Khan di giorno e di notte. 

Espedienti Teatrali e Cinematografici

Dissi a me stesso: davanti a te c’è un uomo seduto a mezz’aria.

Khan

Il sipario si alza e mostra una sorta di giungla resa attraverso una scenografia disegnata che si apre, creando un senso di profondità man mano che la narrazione prosegue fino a mostrare uno sfondo dietro al quale si apre la scena di una radura. Lateralmente riappare Khan che continua a raccontare il suo viaggio.

I colori tendono al verde e al marroncino che richiama l’interno della capanna dello yogi. Quando si torna a Henry Sugar, si nota l’uso di un nuovo tipo di espediente scenografico. Mentre la presenza del protagonista in luoghi diversi è resa attraverso dei pannelli che si muovono lateralmente o verso l’altro per ricreare gli interni della sua casa o del casinò, i suoi spostamenti sono realizzati in un altro modo. Sia quando si sposta a piedi che quando lo fa in auto, Henry in realtà resta fermo. Il movimento è dato da uno schermo alle sue spalle che mostra attraverso l’animazione in prospettiva i luoghi che lui percorre.

Ogni sera mi sedevo, chiudevo gli occhi, […] ma non appena la mente cominciava a vagare, interrompevo l’esercizio.

Khan

La Magia dell’Immaginazione di Dahl e Anderson

Si innesca così un gioco tra i personaggi, le scenografie e i movimenti della camera che insieme creano armonia e continuità all’interno della narrazione. Ciò che si vede costituisce un continuum, è come se lo spettatore avesse preso parte ad una rappresentazione teatrale più che cinematografica. I personaggi non danno quasi mai le spalle – se lo fanno, si trovano sempre di lato per lasciar vedere la scena-, si rivolgono direttamente a chi guarda, mentre le sequenze mostrano tutto all’interno dell’inquadratura che mantiene il suo rapporto d’immagine a 1:1,33 o lo restringe da un lato o dall’altro. 

L’abilità di vedere senza occhi

Il vedere nasce da un’altra parte del corpo. – Khan

Attraverso la lettura della storia di Imdad Khan, Henry Sugar arriva a cambiare prospettiva sulla propria vita. Prima vuole sviluppare l’abilità di vedere anche senza utilizzare gli occhi, come Khan, per barare al casinò. Ma quando si rende conto che questa capacità può portare a qualcosa di buono, allora capisce cosa intende fare e trova uno scopo a cui dedicarsi pienamente. Tutto questo grazie a Imdad Khan che disturbò lo yogi e al dottor Chatterjee che si interessò alla sua storia tanto da trascriverla. La meravigliosa storia di Henry Sugar nasce quindi nel 1890, l’anno in cui Imdad e lo yogi si incontrarono.

La mente è incostante, si preoccupa di mille cose diverse allo stesso tempo […]. Devi imparare a concentrare la mente in modo da riuscire a visualizzare una cosa, una soltanto e null’altro. Se ti impegni a fondo in questo, potresti riuscire a concentrare la mente su un oggetto da te scelto all’incirca per tre minuti e mezzo. – Yogi

Un’esperienza cinematografica imperdibile che cattura l’anima e alimenta l’immaginazione, lasciando un’impronta indelebile nel cuore degli spettatori.

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