“Le fate ignoranti” di Ferzan Özpetek, costruito su campi e controcampi

Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek

“Le fate ignoranti” di Ferzan Özpetek è un film del 2001 che esprime l’identità LGBTQ+. Attraverso un approccio intelligente ed emotivo, il regista porta ad una riflessione e arriva alla conoscenza di ciò che prima veniva nascosto o reso implicito. Al pari di Luchino Visconti e Pierpaolo Pasolini, Özpetek intende mostrare la possibilità di vivere la sessualità in modo più esplicito. Il tema LGBTQ+ era già presente in diverse pellicole precedenti, ma entra nel cinema italiano in modo più evidente negli anni 2000, periodo in cui si sviluppa maggiormente una sensibilità legata al gender.

Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.

Michele

Campi e controcampi

“Le fate ignoranti” si costruisce su due punti di vista contrapposti, quello di Antonia (Margherita Buy) e quello di Michele (Stefano Accorsi). Moglie e amante hanno perso l’oggetto del loro amore, Massimo, ma i mondi e i modi in cui vivono sono opposti. Antonia rappresenta la norma borghese, una classe sociale dietro la cui superficie è nascosto qualcosa, proprio come è nascosto qualcosa dietro la superficie del dipinto: il segreto di Massimo. Michele, invece, vive nel quartiere di Ostiense all’ombra di una struttura postindutriale dismessa. La sua terrazza rappresenta un’apertura, un luogo accogliente in cui si valorizza la libertà di essere se stessi, uno spazio inclusivo ma protetto proprio da quell’ombra.

A Massimo, per i nostri sette anni insieme, per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, ma anche per quelle in cui mi hai detto ritornerò. Sempre in attesa. Posso chiamare la mia pazienza “amore”? La tua fata ignorante.

Michele

Lo spettatore è collocato accanto ad Antonia con cui, inzialmente, condivide la visione del mondo. Ciò che scopre Antonia è esattamente ciò che scopre lo spettatore insieme a lei, anche se in alcuni casi chi guarda la pellicola riesce a fare dei passi più veloci. È il caso dell’incontro tra Antonia e Michela dove è evidente una costruzione su campi e controcampi per evidenziare i due punti di vista. Antonia viene inquadrata dall’alto, dalla prospettiva di Michele che è in una posizione di superiorità perché crede di sapere più di quanto non sappia la moglie di Massimo. Durante la discussione, Antonia non riesce a credere a ciò che lo spettatore ha già capito. Michele è il segreto di Massimo, quindi ritiene di conoscerlo molto più di Antonia. Successivamente questa costruzione si ripresenta nel momento del pranzo, quando Michele si alza e viene creata l’aggressività del suo comportamento.

Moglie e amante: i due punti di vista

Michele e Antonia insieme creano un triangolo i cui due angoli alla base non possono realmente raggiungere l’angolo al vertice. La composizione del triangolo non crea un divario tra moglie e amante, anzi in questo caso li mette sullo stesso piano poiché sia Antonia che Michele non possono conoscere Massimo per davvero. La figura del marito/amante è resa come enigmatica e inafferrabile. Nessuna della persone amate sa tutto di lui, la verità è nascosta, i segreti ci sono per entrambi. Il triangolo, in questo caso, non cerca di raccontare il desiderio omoerotico dato che in questo caso è esplicitato. Qui la relazione a tre angoli, dopo la morte di Massimo, crea un legame etero-sociale tra Michele e Antonia, legati non soltanto dal lutto ma anche da alcuni interessi in comune.

Si dice che quando ti si rompe un bicchiere la persona che ami se ne è andata via.

Serra

Durante una scena, il bacio che i due condividono non è indice di una probabile futura relazione eterosessuale. Se si osservano attentamente i fotogrammi, è evidente che nel bacio rientra la terza persona che forma il triangolo, ossia Massimo. Quel bacio idealmente ed emotivamente non avviene tra Antonia e Michele. Antonia sta baciando Massimo e così anche Michele. Il rapporto tra Antonia e Michele si crea e si lega grazie all’assenza del soggetto amato. Tra loro si può instaurare un’amicizia perché condividono qualcosa di profondo e, insieme, possono superare la perdita.

Un punto di incontro

Il triangolo viene proposto anche tramite le inquadrature durante una sequenza in particolare. Si torna alla costruzione di campi e controcampi nel momento in cui Michele e Antonia sono insieme in terrazza. Ma nel momento in cui Antonia inzia a recitare la poesia di Hikmet e quindi Michele intende la verità, la macchina da presa si allontana. Le inquadrature non si spostano tra i primi piani dei personaggi, ma mette i due sullo stesso piano, da un punto di vista terzo lontano da loro. Si tratta quindi del punto di vista di colui che è assente, di Massimo. Questa sequenza evidenzia anche la possibilità che Antonia e Michele trovino un punto di incontro e di comprensione reciproca.

In questa notte d’autunno sono pieno delle tue parole, parole eterne come il tempo come la materia parole pesanti come la mano scintillanti come le stelle. Dalla tua testa, dalla tua carne dal tuo cuore mi sono giunte le tue parole le tue parole cariche di te le tue parole, madre le tue parole, amore le tue parole, amica. Erano tristi, amare erano allegre, piene di speranza erano coraggiose, eroiche le tue parole erano uomini.

Antonia

“Le fate ignoranti” è chiaramente un film su temi universali, in quanto non propone soltanto la tematica LGBTQ+, ma anche quella dell’amore, dell’intimità, della famiglia. Il lungometraggio diventa un viaggio per la scoperta dell’indentità, la propria e quella degli altri. Porta a considerare che non si può avere una conoscenza assoluta delle cose. Bensì la conoscenza può essere messa in discussione. Ferzan Özpetek intende creare le condizioni per arrivare ad un’apertura mentale. L’amore è universale e ognuno lo vive come ritiene più giusto per sé e non basandosi sulle convenzioni esterne, su ciò che la società richiede. 

Le fate ignoranti

Regista: Ferzan Özpetek

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3

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