“Le follie dell’imperatore” e la crescita di Kuzco

Le follie dell'imperatore Disney

“Le follie dell’imperatore” è un film d’animazione della Walt Disney Pictures diretto da Mark Dindal. La vicenda, ambientata in Perù e più precisamente nell’Impero Inca, racconta di un giovane imperatore narcisista di nome Kuzco che, per sua sfortuna e fortuna, viene trasformato in un lama, proprio un animale simbolo del paese sudamericano. Le sue avventure, con la comprensione di Pacha e le peripezie ideate da Yzma e il suo braccio destro Kronk, sono lo specchio della sua formazione personale e del suo percorso interiore. Divertente per bambini e adulti, “Le follie dell’imperatore” è uno di quei lungometraggi animati che ha lasciato un segno. Ancora oggi, è sicuramente uno dei preferiti dal pubblico. 

Kingdom of the Sun

Distribuito nelle sale cinematografiche nel 2000, il film ha avuto un periodo di lavorazione frastagliato. Nel 1994, Roger Allers – coregista de “Il Re Leone” – e Matthew Jacobs stavano lavorando a un lungometraggio che prevedeva una narrazione differente. La storia originale era ambientata nell’Impero Inca, a Machu Picchu, e vedeva due personaggi principali: un imperatore e un contadino dallo stesso aspetto. Ispirato a “Il principe e il povero” di Mark Twain – come “Il Re Leone” è ispirato ad “Amleto” -, i due giovani protagonisti decidono di scambiare la loro identità. Tuttavia, la strega Yzma intende evocare il dio Supay e di rubare il sole per evitare l’invecchiamento. Scoperto lo scambio, Yzma trasforma l’imperatore in un lama e minaccia il contadino di sottostare alla sua volontà. Intanto il lama impara a conoscere sé stesso e l’umiltà. Conosce persino l’amore grazie ad una contadina di nome Mata, mentre il contadino si innamora della promessa sposa dell’imperatore, Nina. Insieme alla fanciulla, l’imperatore riesce a fermare la strega e arrivano al loro lieto fine. 

Il titolo previsto per questa prima versione era “Kingdom of the sun”, quindi “Impero del sole”. Immaginato come un musical, il progetto non fu portato a termine nella sua forma iniziale tanto da non mantenere neanche il titolo. Ciò che bloccò lo sviluppo di quest’idea era il profondo tono epico, la serietà della vicenda, l’intensità della cultura e della spiritualità Inca, e la mancanza di comicità. Inoltre, i disegni dei personaggi e dell’ambientazione erano molto realistici. Roger Allers modificò la prima stesura e creò una storia in cui l’imperatore-lama impara il valore della comunità e decide di restare nel villaggio. Ma ancora una volta non c’era comicità, cosa che il film ha sicuramente ritrovato nella sua versione finale, quella del buddy road movie di “The Emperor’s New Groove”, ossia “Le follie dell’imperatore”.

Un racconto di formazione

“Le follie dell’imperatore” si apre su un momento decisivo per il giovane protagonista. La vicenda parte nel mezzo, quando Kuzco è già stato trasformato in lama, e ripercorre gli episodi che hanno portato a quel momento per poi continuare proprio da lì. La narrazione è affidata a Kuzco stesso che racconta in prima persona ciò che gli è accaduto. Però lo fa dal suo punto di vista, quindi non in maniera oggettiva, tanto che a volte ciò che dice non corrisponde esattamente a ciò che mostrano le immagini. Sin dalle prime scene, l’imperatore dimostra di essere un giovane viziato e capriccioso. Il mondo di Kuzco gira intorno a sé e al suo divertimento, alla volontà di soddisfare ogni suo desiderio, come Kuzcotopia. E il mondo degli altri deve girare sempre intorno all’imperatore. È egoista e infantile. In effetti, Kuzco è ancora un adolescente e ha tanto da imparare. 

Il viaggio che intraprende con Pacha è un modo per il giovane imperatore di imparare a conoscersi e migliorarsi. Kuzco non sa realmente chi è. La sua avventura tra i fiumi e le cascate, nella selva peruviana, diventa un modo per esplorare se stesso. La sua trasformazione in lama è, in qualche modo, una casualità che ha dei risvolti positivi. Prima di allora, Kuzco nascondeva – forse inconsciamente – le sue insicurezze dietro la sua sfrontatezza e presunzione. Grazie a quel viaggio, insieme a Pacha e alla sua pazienza, Kuzco inizia il suo sviluppo verso una prima maturità, ma soprattutto verso l’empatia e la capacità di condividere. Kuzco sta per compiere 18 anni e il suo è un vero e proprio percorso dall’infanzia all’età adulta. Così, tra una pozione e l’altra, tra diverse trasformazioni e soprattutto tra tanta comicità, “Le follie dell’imperatore” si configura come un divertente e significativo racconto di formazione.

Le follie dell’imperatore – Film Disney

Regista: Mark Dindal

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