Oppenheimer di Christopher Nolan. Il Creatore dell’Atomica e il Distruttore di Mondi

Oppenheimer Poster

Christopher Nolan, il maestro dell’intrigo cinematografico, trasforma una delle più importanti pagine della storia americana in un thriller storico coinvolgente con “Oppenheimer”. Tratto dalla biografia di J. Robert Oppenheimer (American Prometheus: The Triumph and Tragedy /Robert Oppenheimer, il padre della bomba atomica. Il trionfo e la tragedia di uno scienziato), il film offre uno sguardo profondo sulla mente del padre della bomba atomica, esplorando la sua dualità e i dilemmi morali che lo hanno afflitto. Ma non ci si trova di fronte a una semplice narrazione cronologica: Nolan, con la sua magistrale abilità, mescola il passato e il presente, dando vita a un’esperienza visiva coinvolgente che solleva interrogativi universali.

Attraverso il racconto della costruzione della bomba atomica, Nolan propone un film che si basa su numerose dicotomie e che spinge ad altrettanti interrogativi, facendo dell’evento storico un momento di riflessione che porta a nuove consapevolezze. Pur trattandosi di storia, e quindi di una narrazione che convenzionalmente segue un impianto cronologico, il regista e sceneggiatore inglese riesce a caratterizzare il film alternando diverse temporalità e proponendo quelle peculiarità che contraddistinguono i suoi film precedenti.

Prometeo rubò il fuoco agli dei e lo diede all’uomo, per questo fu incatenato ad una roccia e torturato per l’eternità.

Tra Fissione e Fusione: un’Esplorazione di Contrasti

Come un moderno Prometeo, Nolan accende il fuoco della narrazione attraverso due temporalità distinte: “fissione” e “fusione”. “Oppenheimer” segue due temporalità differenti che scorrono in parallelo l’una accanto all’altra e che vengono distinte grazie alla fotografia affidata a Hoyte van Hoytema, riproponendo un’alternanza che caratterizza già “Memento”. Con maestria, Nolan intreccia il soggettivo con l’oggettivo, portando gli spettatori in un viaggio attraverso la mente di Oppenheimer e la prospettiva storica esterna. Il regista utilizza una gamma di tecniche visive, incluso l’uso di fotogrammi a colori e in bianco e nero, per delineare i contrasti e le ambiguità della storia.

Il film si apre sul primo capitolo intitolato “fissione” che presenta le sequenze a colori. Si tratta del punto di vista soggettivo del protagonista J. Robert Oppenheimer (Cillian Murphy) e, infatti, non soltanto mostra degli episodi della vita del fisico statunitense, ma tutto il suo mondo interiore, pensieri e riflessioni. Infatti, la sceneggiatura è stata scritta in prima persona.

Il secondo capitolo “fusione”, invece, è in bianco e nero ed espone un punto di vista oggettivo, quello della storia guardata dall’esterno, ma anche attraverso gli occhi della controparte, ossia di Lewis Strauss (Robert Downey Jr.). Al fine di realizzare le scene in bianco e nero nella stessa qualità di quelle a colori, Kodak ha creato un dispositivo apposito per far sì che l’intero lungometraggio fosse girato in 70mm e 35mm, utilizzando delle camere IMAX, Panaflex e Arriflex, mantenendo diversi rapporti d’immagine per andare dai primipiani fino a piani pù ampi che mostrano il paesaggio.

La Struttura del film richiama le Reazioni Nucleari

I titoli dei capitoli, “fissione” e “fusione”, fanno riferimento a due tipi di reazione nucleare. Rispettivamente, la fissione avviene nel momento in cui un nucleo si divide in due nuclei più leggeri e sprigiona un certo numero di neutroni che possono provocare nuove reazioni quando urtano altri nuclei, in alcuni casi fino a provocare una reazione a catena. La fusione è il processo inverso. Attraverso essa, due nuclei si avvicinano fino a congiungersi e formare un unico nucleo più pesante, come avviene all’interno delle stelle.

La scelta di introdurre e sviluppare il film attraverso due sezioni differenti che si rifanno alla trasformazione della materia si collega alla struttura del film “The Prestige che si divide nei tre atti in cui è composto lo spettacolo di un prestigiatore. Con Nolan, la trama del film e il tema che sviluppa, diventano un elemento per la sua stessa organizzazione.

Il Tempo, un Labirinto di Significati

«Tu abbracci la rivoluzione nella fisica, non la vedi in tutto il resto?» – Oppenheimer

Attraverso una colonna sonora avvincente e una regia impeccabile, Nolan guida gli spettatori in un labirinto temporale che riflette la complessità della mente umana. I fotogrammi veloci e intensi si fondono con momenti di riflessione, portando gli spettatori a interrogarsi sul significato profondo di ciò che vedono sullo schermo. In un gioco di luci e ombre, la storia di Oppenheimer si intreccia con la storia dell’umanità, sollevando domande etiche fondamentali.

La colonna sonora a cura di Ludwig Göransson riesce a creare una progressione musicale di pari passo con le immagini, fino a toccare l’interiorità dello spettatore. Lo sguardo di Oppenheimer diventa il filtro attraverso cui viene raccontata la sua storia e quella della creazione della bomba atomica. Il suo universo interiore, nascosto proprio come quello della fisica quantistica, prende forma attraverso il susseguirsi di figure che si dividono tra terra, acqua, fuoco e particelle invisibili a occhio nudo. La storia del singolo, dell’individuo, si alterna però a quella che diventa la storia dell’umanità a causa delle ripercussioni che il prodotto di Los Alamos ha avuto sul mondo.

Robert Oppenheimer, Protagonista e Spettatore

Storia individuale e storia mondiale in qualche modo si intersecano riproducendo una continuità non lineare. Le vicende del passato e quelle del passato più recente si alternano in modo evidente grazie ai colori della fotografia, sottolineando la prospettiva da cui proviene un determinato episodio. Ogni sequenza presenta delle inserzioni e dei frammenti di scene che ancora devono essere mostrate nella loro interezza.

Ancora una volta nella cinematografia di Nolan, la linea narrativa viene spezzettata e riordinata in modo da dare un senso a tutto ciò che viene visto. Alcuni episodi presentano un solo punto di vista, mentre in altri convergono entrambe le prospettive dando la possibilità di conoscere i fatti dall’esterno e dall’interno, dove per interno si intende la percezione soggettiva e personale di Robert Oppenheimer e di ciò che popola la sua mente. Così facendo, Robert Oppenheimer viene presentato sia come protagonista che come spettatore della storia di cui lui stesso è parte integrante.

Le Dicotomie della Creazione Umana

La luce è fatta di particelle o di onde? […] è paradossale, eppure funziona.

Oppenheimer

In un mondo di dualità e dicotomie, “Oppenheimer” esplora le contraddizioni dell’esistenza umana. Fissione e fusione, bene e male, progresso e distruzione si intrecciano nella trama, riflettendo l’ambivalenza della bomba atomica stessa. Attraverso Oppenheimer, Nolan ci guida in un viaggio filosofico che mette in discussione le fondamenta stesse della nostra comprensione del mondo.

Se si fa riferimento all’opposizione tra storia individuale e storia mondiale, si trovano ancora altri binomi che compongono il film. Per esempio, da una parte ci sono Oppenheimer e Strauss, Jean e Kitty, mondo reale e mondo mentale, mentre dall’altra si trovano Stati Uniti e Giappone, guerra e pace, bene e male, giusto e sbagliato. Tutti questi dualismi rispecchiano l’ambiguità della creazione della bomba atomica, uno strumento di distruzione che però intende portare la pace, è paradossale. 

Si può sollevare la pietra senza essere pronto per il serpente che viene rivelato.

Bohr

Interrogativi Universali

Attraverso questa ambivalenza, si arriva ad alcuni interrogativi. La scoperta e la possibilità di giungere a conclusioni concrete per il fisico sono un’opportunità incredibile. Ma qual è il prezzo di tutto questo? La moralità viene offuscata dall’entusiasmo del progresso e poi ritorna ancora più potente di prima, con la consapevolezza non più di ciò che un ordigno potesse fare ma di ciò che effettivamente ha fatto.

La creazione dell’atomica è stato un errore oppure no? Uno strumento tale da distruggere il suo stesso creatore sia eticamente che, nel senso più ampio di essere umano, fisicamente a quali conseguenze ha portato e come continua ad influire sulla storia dell’uomo? Chi è Oppenheimer in tutta questa storia? Che ruolo ha? Si può davvero attribuire soltanto a lui la paternità di un oggetto simile? In ogni caso, qualsiasi siano le risposte a queste domande e come suggerisce Einstein, l’uomo deve affrontare le conseguenze delle sue conquiste.

La Scena della Bomba: tra Euforia e Disperazione

Abbatti il mio cuore, Dio della trinità.

Oppenheimer

Il culmine del film è la scena dell’esplosione atomica, un’esperienza cinematografica travolgente che cattura l’essenza della creazione e della distruzione. In un crescendo di tensione e emozione, gli spettatori sono trascinati nell’attesa ansiosa prima dell’esplosione, seguita da un tumulto di emozioni contrastanti. È un momento che incarna la doppiezza dell’umanità: la capacità di creare e distruggere, di sperare e temere.

Gli avvenimenti sono combinati alle rappresentazioni mentali di Oppenheimer tramite figurazioni del fuoco o di gocce di pioggia che ricordano rispettivamente la bomba atomica e quella a idrogeno. Si arriva al momento in cui testare il prodotto di Los Alamos. Quando si trovano nel bunker, Oppenheimer afferma che scopriranno se hanno avuto successo in 1 ora e 58 minuti, ossia il punto esatto del film in cui si ha l’esplosione della bomba.

Ma prima di arrivare a quel momento, il ritmo inizia a incalzare attraverso la musica per poi lasciare spazio al protagonista che osserva l’evento dal luogo protetto. Si sente soltanto il suono del vento. È l’attesa. Il silenzio viene sostituito nuovamente dalla musica che segna l’avvicinamento dell’esplosione. Musica e immagini diventano tutt’uno e si fanno protagoniste della sequenza. Poche battute ancora, venti minuti alla detonazione. La tensione è crescente. Il detonatore è carico. Inizia il conto alla rovescia. Il volume della musica diventa più alto. 3, 2, 1, silenzio. 

E ora sono diventato morte, il distruttore di mondi.

Non si sente altro che il suono del respiro fino all’arrivo del boato della bomba. L’esplosione è accecante così come il fuoco che emana. La nube è alta e luminosa contro il cielo e il paesaggio che fino a quel momento erano rimasti nell’oscurità. Si percepisce l’intensità dell’evento finché il suono dell’esplosione arriva insieme allo spostamento d’aria. L’entusiasmo della riuscita del progetto porta a una nuova consapevolezza che giaceva già lì, nascosta nella mente. Tale cognizione si evidenzia quando Oppenheimer deve parlare alla comunità di Los Alamos. Qui, l’entusiasmo diventa serietà, gli applausi diventano urla. I volti sorridenti bruciano. Una luce accecante divora tutto. Corpi morti, pianti, ferite e perdite sostituiscono la gioia iniziale.

Da Krishna a Prometeo: L’Eterno Dilemma dell’Uomo

Robert, tu vedi oltre il mondo in cui viviamo. C’è un prezzo da pagare per questo.

Chevalier

Infine, Nolan solleva la domanda fondamentale: chi è veramente Oppenheimer? Un dio, un titano o semplicemente un uomo? Attraverso simboli mitologici, il regista ci invita a riflettere sulla natura stessa dell’umanità e il suo rapporto con il potere e la conoscenza. In un mondo di contraddizioni, “Oppenheimer” ci ricorda che il vero dramma della vita è la nostra eterna lotta con noi stessi.

In fondo lo stesso Oppenheimer è ambivalente. Con lui, l’essere umano riesce a fare qualcosa che è più grande di sé, arrivando ad essere qualcosa di più di un semplice uomo. Il fisico americano viene accostato a due entità differenti: Krishna, dalla religione induista, e Prometeo, dalla mitologia greca.

Il primo è l’apparizione di Visnù in Terra per ristabilire il Dharma e colui che afferma di essere il distruttore di mondi nel Bhagavadgītā, un poema induista in cui è riportato un dialogo tra lo stesso e Arjuna, un principe guerriero. Il secondo, Prometeo, è un titano che rubò il fuoco per donarlo agli essere umani in favore del progresso. Con la creazione della bomba atomica, Oppenheimer può essere visto sia come Krishna dato che, con l’ordigno, la sua intenzione è quella di ripristinare l’ordine naturale. Oppure come Prometeo in quanto dà agli esseri umani qualcosa dal potere metaforicamente divino. In realtà, Oppenheimer potrebbe essere Arjuna in quanto non ha scelta sul destino dell’uomo, quello spetta al divino, ma deve soltanto compiere il suo compito.

Tu sei un Prometeo americano, l’uomo che ha dato il potere di distruggere se stessi.

Bohr

Quindi chi è realmente Oppenheimer?

Con il film “Oppenheimer”, Christopher Nolan esplora una mente brillante, dandole una forma visiva attraverso la natura e la fisica quantistica. Dimostra che il genio non è altro che un uomo, un uomo che adempie al suo dovere, porta la scienza al progresso, e subisce le conseguenze delle sue azioni sentendo sulle mani il sangue di coloro che hanno perso la vita a causa della sua invenzione. Oppenheimer non è Krishna, non è Arjuna, non è Prometeo, ma un essere umano la cui immagine continua ad essere vista nella sua doppiezza di creatore e distruttore.

Nolan non solo ci regala un’avvincente opera cinematografica, ma ci invita anche a esplorare i misteri più profondi della nostra esistenza. Tra luce e ombra, speranza e disperazione, il film ci guida in un viaggio epico attraverso il cuore dell’uomo e oltre.

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