“Rumore bianco” di Noah Baumbach. Il postmodernismo di DeLillo su pellicola

Rumore bianco di Noah Baumbach

“Rumore bianco” di Noah Baumbach è un film che unisce commedia e dramma, catastrofi e fantascienza. La sceneggiatura, a cura dello stesso regista, si basa sul romanzo omonimo di Don DeLillo che già nel 2012 aveva visto la realizzazione del suo libro “Cosmopolis” sul grande schermo grazie al lavoro di David Cronenberg. Il testo, così come la pellicola, rientra nella letteratura postmoderna. Significa che le tecniche narrative utilizzate non sono quelle tradizionali. Per esempio, si ha la frammentazione narrativa, il paradosso e il grottesco, relativismo e pluralismo. I fattori che caratterizzano il romanzo vengono ricreati da Baumbach attraverso una pellicola personale e corale, in cui si evidenzia la paura che è in ogni essere umano.

Se è dappertutto non puoi sentirlo.

Il rumore bianco

È come se cadessi dentro me stesso, come un tuffo,

Jack

Il rumore bianco, o white noise, è un rumore composto dalle frequenze dello spettro del suono che mantengono un’ampiezza costante e sono caratterizzate dall’assenza di periodicità nel tempo. Che cosa vuol dire? Vuol dire che il rumore bianco è una sorta di suono in sottofondo che, mantenendo la sua costanza, tende a coprire dei suoni più fastidiosi creando una sorta di barriera. In un certo senso si può difinire il rumore bianco come il silenzio. Questo perché si tratta di un rumore a cui l’orecchio, e quindi il cervello umano, si abitua tanto da non sentirlo più, almeno non consciamente. 

Cosa diventa quindi il rumore bianco all’interno del film? Cos’è che è costantemente presente nella vita dell’essere umano anche se a volte non lo si tiene in considerazione? Lo scorrere del tempo e la prossimità verso la morte che per i personaggi del film, Jack Gladney (Adam Driver) e Babette (Greta Gerwig), diventa sinonimo di preoccupazione tanto da cercare una soluzione, con le pillole di Dylar, tanto da preferire di andarsene prima della persona amata o da fare cose inaspettate, come sparare a qualcuno. 

Tre capitoli

La famiglia è la culla della disinformazione mondiale.

Jack

“Rumore bianco” si divide in tre capitoli: il primo è “Onde e radiazioni”, il secondo “Evento tossico aereo” e il terzo “Dylarama”. Si susseguono in ordine cronologico e le tematiche presenti mantengono un continuum. Il primo presenta una situazione, introduce i personaggi e inizia a far avere familiarità con i caratteri e la società in cui vivono. Il secondo capitolo funge da spartiacque tra il mondo prima e dopo la catastrofe. Infatti il momento di svolta è delineato da una sequenza dal montaggio alternato che da una parte mostra lo scontro di un treno che trasporta materiali chimici e un camion con materiale infiammabile, e dall’altra il discorso di Jack e Murray Siskind (Don Cheadle) su Elvis e Hitler.

Io credo che esistano due tipi di persone al mondo: assassini e morenti.

Siskind

Il film è colmo di discorsi, chiacchiere quotidiane o argomenti approfonditi, accompagnati dalla televisione accesa o dalle riflessioni dei giovani della famiglia Gladney, in particolare quelle di Denise (Raffey Cassidy) e di Heinrich (Sam Nivola), gli unici apparentemente ad avere coscienza delle cose del mondo e una spiccata perspicacia. Le tematiche sono espresse tramite le battute e le conversazioni dei personaggi. Tra esse la morte e la paura della morte regnano sovrane nonostante il film sia ricco di immagini brillanti e colorate, facendo sì che il dramma si leghi a una satira grottesca, che la commedia si connetta a trama più thriller, mentre la fantascienza si unisce a una distopia molto vicina alla realtà.   

Il supermercato

Lo sai che per i tibetani esiste un luogo di transizione tra la morte e la rinascita?

Siskind

Il film si apre alla folla, mettendo in scena episodi che coinvolgono l’intero paese, e poi torna a chiudersi sul nucleo familiare protagonista, passando dal pubblico al privato. Il ritmo è lento ma non è pesante, anche se ad un certo punto sembra dilungarsi un po’ troppo. Il tempo e lo spazio convergono però sempre verso uno stesso punto. È un luogo di stallo, fermo, immobile nella sua essenza che dà una pausa dalla vita fuori: è il supermercato. Il posto ricolmo di scaffali, di prodotti colorati o anonimi e bianchi, diventa un luogo di mezzo, un luogo di transizione dove i personaggi si lasciano andare tra le corsie a numerose riflessioni.

«E se la morte fosse solo un suono […] tutto intorno.» – Jack
«Uniforme, bianco.» – Siskind

Il dramma familiare e le ansie della società si realizzano in un unico comune denominatore: la paura della morte che prende forma attraverso una nuvola nera ondeggiante. La storia, pur se scritta dall’autore nel 1985 e ambientata un anno prima in America, supera il tempo giungendo fino al presente con tutta la sua attualità. E ricorda che forse a volte si ha soltanto bisogno di un po’ di luce. Anche se questa proviene da un rosone in un luogo simile a una chiesa adibita ad ospedale, dove sono proprio le suore a non credere in Dio.

Rumore bianco

Regista: Noah Baumbach

Valutazione dell'editor
5

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Valutazione dell'editor
4

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