Walter Chandoha: il maestro della fotografia felina. Un’ode al fascino dei gatti

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Prima di Instagram, dei meme e di TikTok, c’era Walter Chandoha. Quando ancora Instagram non esisteva e non si utilizzavano i meme per comunicare, quando ancora non ci si intratteneva guardando video virali su TikTok, qualcuno già aveva intuito il potenziale fotogenico dei gatti. Fotografo freelance dagli anno ‘50 del ‘900, Chandoha ha fatto dei ritratti di gatti il fulcro della sua carriera catturando la loro personalità e il loro fascino in immagini iconiche.

L’inizio della passione fotografica con la Kodak

Fin da piccolo, Chandoha era affascinato dalla fotografia. La sua famiglia possedeva una macchina fotografica Kodak pieghevole con un mirino ad angolo di 45 gradi.

Non potevi vedere il soggetto, ma potevi indovinare”

Chandoha

Per saperne di più sulla fotografia si iscrisse a un club fotografico nella sua città natale, Bayonne. Nelle loro camere oscure, i membri esperti del club lo aiutarono ad affinare le sue capacità di laboratorio fotografico. In quei tempi pre-digitali, la conoscenza della camera oscura era obbligatoria per gli aspiranti fotografi. Inoltre, i relatori in visita alle riunioni del club, parlavano di un’ampia gamma di argomenti fotografici e in questo modo Chandoha riuscì ad apprendere e a carpire sempre più informazioni sulla materia.

Un anno dopo il liceo, le sue fotografie impressionarono Leon de Vos, un illustratore fotografico di prim’ordine di Manhattan, che gli offrì un lavoro a 12 dollari a settimana come assistente. Durante questo periodo, Chandoha affinò il suo talento, imparando per osmosi il suo stile caratteristico, che consiste nell’utilizzare un forte controluce nelle sue immagini.

“Loco”: il primo gatto e il primo ritratto

La passione di Chandoha per la fotografia dei gatti è nata per caso. Come accade nelle storie più belle raccontate nei film o nei romanzi, è stato un fortunato incontro a cambiare le sorti della vita del fotografo. Era l’inverno del 1949. Walter stava rientrando nel suo appartamento nel Queens dopo aver seguito le lezioni di finanza alla New York University, quando incontrò Loco.

Il piccolo batuffolo di pelo grigio zampettava infreddolito nella neve e Walter non riuscì a resistere all’impulso di salvarlo dal freddo. Lo infilò in una delle tasche del cappotto e lo portò a casa con sé, dove lo stava aspettando la sua giovane moglie Maria. Il micetto, arrivato nella sua nuova casa, si sentì subito a suo agio e libero di esprimere tutta la sua vitalità. Dopo averlo visto saltellare come un pazzo ovunque e voler prendere a zampate la sua immagine riflessa in uno specchio, per Walter e Maria fu semplicissima la scelta del suo nome: Loco, in spagnolo pazzo.

Walter si divertiva molto a veder giocare Loco e iniziò a scattargli alcune foto e colpito dai risultati ottenuti iniziò a venderle a giornali e riviste in tutto il mondo. Fondendo così il suo amore per gli animali e le sue doti di fotografo Walter, trovò la chiave del suo successo.

Mi piaceva la sfida di fotografare i gatti e ho visto subito il potenziale del tentativo di catturare le loro personalità naturalmente espressive. Le possibilità e le sfide fotografiche sembravano infinite.

Walter Chendoha

Il senso delle foto è catturare l’essenza umana nel gatto

Walter Chandoha nella sua lunga carriera non ha fotografato soltanto gatti, tuttavia lui stesso ha dichiarato essere i gatti i suoi soggetti preferiti. Cani, cavalli e gli altri animali in genere non avevano per lui la stessa espressività dei suoi amati felini. Per rimarcare questa sua convinzione in diverse foto, sfruttando l’associazione di soggetti felini a soggetti umani, riesce ad esaltare la somiglianza delle due specie.

Davvero iconico a tal proposito è lo scatto del 1955, utilizzato per i biglietti d’auguri di compleanno, che immortala la piccola Paola di 6 anni, una dei 6 figli di Walter, che sorride con in spalla il suo micino. Lo stesso “sorriso” sdentato e la stessa espressione divertente accomuna i cuccioli delle due specie rendendo lo scatto estremamente ilare e unico.

Mia figlia Paula e il gattino hanno “sorriso” alla macchina fotografica nello stesso momento. … Ma il gatto non sta sorridendo, sta miagolando.

The mob

Gatti ripresi in espressioni e atteggiamenti simili a quelli umani si ritrovano in centinaia e centinaia di foto dell’artista. Esempio assolutamente emblematico è “The mob”, una delle fotografie più note di Chandoha realizzata nel 1961, che immortala una gang di 5 gatti che si aggira minacciosamente per strada a rivendicare tutto il cibo del suo territorio. Walter ha raccontato che per realizzare questa foto gli è bastato cacciare fuori di casa una ciotola di cibo per gatti e appostarsi, sdraiato a pancia in giù, sul vialetto e aspettare che i gatti facessero il resto, mostrando la loro espressione da duri.

Come realizzare lo scatto perfetto a un gatto: suono, pazienza e cibo

Oltre alle foto all’aperto in giro per il quartiere, nelle quali era Walter a osservare i comportamenti spontanei dei gatti e aspettare le condizioni perfette per realizzare lo scatto che lo soddisfacesse, l’artista era solito allestire set fotografici nel suo studio. Si può immaginare che convincere gli animali a mettersi in posa per shooting fotografici lunghi non sia l’operazione più semplice del mondo, per questo Walter chiese consiglio ad un esperto nel trattare con animali: un addestratore di tigri. Così gli venne confidato che per ottenere l’attenzione degli animali gli sarebbero bastate solo tre cose. Suono, Pazienza e Cibo.

Aneddoti e storie dietro le quinte

Sono davvero interessanti i racconti, di Chandoha stesso e di sua figlia Chiara, sulla preparazione dei gatti allo scatto. Sin dall’inizio i figli di Chandoha, Chiara, Paula, Maria, Fernanda, Enrico e Sam, sono stati anche soggetti frequenti delle sue fotografie insieme ai loro compagni felini. Molti dei modelli venivano recuperati da Walter e Maria nei rifugi per animali abbandonati e maltrattati, venivano nutriti, puliti e poi portati sul set. Era compito di Maria quello di tenerli in posizione, mentre Walter cercava di distrarli con piume o gomitoli di lana e di attirare la loro attenzione abbaiando o miagolando.

Maria poteva capire dalla tensione muscolare degli animali stessi se erano nervosi, impauriti o se si stavano rilassando. Quando Walter capiva che qualcosa di interessante stava per accadere, dava il segnale alla sua compagna di spostare le mani per uscire dall’inquadratura. A volte riuscivano a ottenere lo scatto perfetto in dieci minuti. Bastava il suono di una scatoletta di cibo che si apriva per allineare gli animali nella posa perfetta. Altre volte potevano volerci anche due giorni per una foto soddisfacente.

Immaginazione, tecnica e luce: per foto feline d’impatto

Per Walter Chandoha il segreto per essere un bravo fotografo risiedeva nella capacità di immaginare lo scatto, la sua composizione, inquadratura e punto di vista, ancor prima di farlo. Per lavorare con gli animali bisogna avere le idee chiare in modo da non lasciarsi sfuggire l’attimo perfetto, ma allo stesso tempo bisogna sapersi adattare alla spontaneità e imprevedibilità delle reazioni.

Sono proprio le reazioni, le espressioni e i comportamenti dei gatti il focus su cui Walter dirige il suo obiettivo. Le sue foto hanno lo scopo di creare una connessione tra umani e felini mettendo in risalto la comicità e la simpatia, ma anche la risolutezza e la curiosità, come l’eleganza e la bellezza di questi ultimi.

Indispensabile per valorizzare il soffice manto e accentuare i profili dei suoi soggetti era l’utilizzo della luce. Molti dei suoi scatti più meglio riusciti sono quelli realizzati nel suo studio dove aveva la possibilità di creare set retroilluminati.

90.000 foto di gatti: l’eredità di Chandoha

Nella sua prolifica carriera Chandoha ha realizzato circa 90.000 foto di gatti, tra quelle commerciali su commissione e quelle personali. I suoi lavori sono comparsi su Vanity Fair, Life, National Geographic e molte altre riviste di rilievo, sono diventati cartelloni pubblicitari, packaging, merchandising, biglietti d’auguri, poster, calendari e quant’altro. Walter Chandoha ha portato i gatti sotto gli occhi di tutti dimostrando quanto i felini siano soggetti versatili e interessanti, al di là del loro essere assolutamente adorabili.

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