Franco126 spalanca le porte della sua “Stanza Singola”

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"Stanza singola" di Franco126

Dal fondo dello scalone di Viale Glorioso, alla vetta delle classifiche italiane. È la storia della LoveGang, la crew romana di Carl Brave, Pretty Solero, Ketama126, ASP126, Ugo Borghetti, Drone126 e Franco126.
126 proprio come il numero di gradini sui quali i 7 ragazzi della capitale hanno iniziato le loro carriere da trapper, produttori e cantautori, cucendo a filo doppio una storia di collaborazioni, supporto e creatività che in Italia possiamo dire non ha mai avuto eguali. Un mix verace e autentico di cuore, sangue, sentimento e musica, che nell’indie-rap detta ormai legge. Mix che ha dato il là, tra l’altro, agli exploit di altri artisti analoghi, su tutti Frah Quintale a Coez, portando una ventata d’aria fresca nelle radio e rivoluzionando contenuti e forma della canzone all’italiana.

E dopo avervi parlato del fortunatissimo “Notti Brave (After)” di Carl Brave, è tempo di dedicare il giusto spazio al suo partner in crime dei primissimi tempi: Federico Bertollini, aka Franco126, aka il baffetto più cool di Roma.

“Stanza Singola” di Franco126. L’esordio solista

Si discosta un po’ dal rap degli inizi, Franco, andando negli anni immediatamente successivi al boom di Polaroid, a sondare il terreno del cantautorato con tanti feat e tante collaborazioni con la gang. Ma il primo, vero approccio al genere di cui è notoriamente estimatore (De Crescenzo, Caputo, Dalla, Califano, De Gregori, Baglioni, Carboni, sono solo alcuni dei maestri che ha dichiarato di amare) è proprio “Stanza Singola”, uscito il 25 Gennaio con la Universal.

Un disco a metà tra rap e cantautorato, un infuso bollente di trap e indie 2.0, in cui si mescolano chitarre e vocoder, beat e scratch di vinile. Un disco che è nato su YouTube, l’inestimabile fonte d’ispirazione per i millenials e tutti i nativi digitali, utilizzata però in un percorso paradossalmente a ritroso. Dopo gli inizi dei 2000 che vedevano gruppi sconosciuti diventare rockstar internazionali (Arctic Monkeys su tutti), ora consente a chiunque di “rubare” tracce gratuite e non coperte da copyright e di farle proprie.

Ed è proprio così che Franco126 ha iniziato a partorire questo disco: scrivendo e cantando barre mentre ascoltava brani strumentali sul tubo. E se tutto questo materiale incredibilmente eterogeneo e potenzialmente confusionario ha trovato una forma coerente e riconoscibile, il merito è del produttore Stefano Ceri. Suo infatti il lavoro di arrangiamento e riscrittura dei brani per quanto riguarda tutta la parte strumentale e armonica.

L’arte di ri-arrangiarsi. Dal rap al cantautorato

La macchina dell’hype parte già dal 9 ottobre con la release del singolo “Frigobar”. E dove se non proprio su Youtube? Con le immagini di Edoardo Bolli e Lorenzo Casadio che mostrano una carrellata slowmo di quotidianità e routine, ormai piuttosto familiari sul palcoscenico neorealista messo in scena dal nostro primattore in tuta Lotto. Ma anche con le inedite influenze lofi hip hop spiccatamente youtubesche che ci introducono alle rime di un racconto contemporaneo di cuori infranti e relazioni andate a male.

«La pioggia bussa contro il finestrino | E noi a discutere di niente fino a far mattino | Ricordi, appannavamo i vetri col respiro | Te ne vai di già? (ah ah)” colonna sonora di una storia di nostalgia e matura rassegnazione “Vabbè dai, poco importa | Solo un’altra giornata storta | Se va così non è né mia né tua la colpa»

Ma in questoStanza Singola” a far da collante, oltre alla vibe rilassata e sognante, vagamente triste a tratti, o disillusa in altre declinazioni, ci sono i contenuti. Ed infatti sono i ricordi e la malinconia della perdita a far da filo conduttore con il duetto – l’unico delle 10 tracce – che anticipa di una settimana l’uscita del disco e che ne porta lo stesso nome. Questa volta a prendere in prestito lo scranno delle collaborazioni, non uno dei 126, ma uno dei cantautori di punta di tutto il panorama contemporaneo: Tommaso Paradiso. E chi meglio del sex-symbol leader dei The Giornalisti per accompagnare Franco126 nella lunga e lenta passeggiata sul lungotevere al tramonto, nella morbida e tiepida regia di Gigi Barocco. Perfetto scenario, quello del videoclip, per le note e le strofe amare, decadenti, cantate dall’inedito duo.

Tra dolore e leggerezza

«Ti direi che sono qua per caso | Ma tanto lo sappiamo tutti e due | E quando metto il caffè sopra al fuoco | Faccio ancora la moka per due | E confondevo il mio respiro con il tuo, con il tuo | Il mio sorriso con il tuo, con il tuo»

Ma non c’è solo sofferenza tra le quattro pareti dense di fumo e di amarcord in cui Franco126 ci invita ad entrare. E “San Siro”, la porta d’ingresso che ci introduce alla “Stanza Singola”, mostra sin da subito il lato meno tragico e più leggero del disco, in un dialogo a tu per tu con un’ipotetica crush non propriamente ricambiata. Un tira e molla sinuoso e vagamente annoiato con picchi di estrema onestà all’interno di schemi e tatticismi che tutti noi mettiamo in pratica un po’ per abitudine, più che per vera necessità.

«E scusami se non mi metto mai a nudo | Se lo facessi mi sentirei messo al muro | Io che sono sempre il solito sprovveduto | Perdo le staffe quando dovrei stare muto | E ritrovarmi in una scena che mi sembra già di aver vissuto | Come in fondo l’avessi sempre saputo»

La LoveGang non si ferma. Franco126 prosegue il suo percorso

Questo disco segna un ulteriore step nel tragitto ormai in ascesa di Franco126 – e di tutta la sua crew – in quello che sembra senza ormai più ombra di dubbio un cambiamento epocale sui pentagrammi tricolori. Le storie, le vicende, le narrazioni del passato, stucchevoli e piene di frasi fatte, invecchiate male, giorno dopo giorno stanno venendo spazzate via dall’essenzialità dei nuovi cantori contemporanei.

Ed in tal senso, possiamo considerare le collaborazioni della gang con Gazzé ed Elisa, ma anche quelle di Levante con Carmen Consoli o dei Tiromancino con Calcutta, un vero e proprio punto di rottura con il passato da parte di nomi che suonano ormai “vecchi” nelle radio del Paese. Nomi che, appunto, provano ad aprirsi e a cambiare seguendo (a volte in maniera piuttosto opinabile come nel caso di Loredana Bertè) la ventata di novità che ha portato il mercato e la qualità a crescere in maniera esponenziale. E ad oggi, possiamo affermarlo, il merito è soprattutto dell’evoluzione del rap-cantautorale di Franco126 e della sua crew romana.

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