‘Genesis’ di Sebastião Salgado. La bimba Nenet vestita di renne

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“Genesis” di Sebastião Salgado e i Nenet: la dolce bimba vestita di renna

“Genesis” di Sebastião Salgado rappresenta il progetto più ambizioso che ha intrapreso. Il fotografo voleva documentare gli angoli del mondo non ancora contaminati dall’impatto delle industrie sull’ambiente e dalla vita moderna. Dopo aver portato a termine il suo progetto “Exodus”, che raccontava delle persone che fuggivano dal genocidio, decise di curare il suo cuore e il suo spirito, distrutti dagli orrori visti, celebrando la bellezza naturale del mondo. Così nacque “Genesis”.

I Nenet. Un popolo che vive grazie alle renne

Un progetto che riunisce gli scatti di 30 anni di viaggi e che è stato molto importante per Sebastião Salgado, gli ha insegnato che ogni specie vivente cela una sua razionalità e che tutte insieme contribuiscono al benessere e alla sopravvivenza del mondo. Dopo aver vissuto tra le tartarughe giganti e le iguane marine delle Isole Galapagos, visto da vicino i gorilla di montagna del Ruanda, gli indiani nudi e pacifisti dell’Amazzonia meridionale e gli orsi bruni della penisola Kamchatka, uno dei suoi ultimi viaggi fu dedicato ai nomadi Nenet della Siberia settentrionale.

Sono circa 42.000 i Nenet che popolano queste zone e vivono ad una temperatura di 35 gradi sotto zero. Devono la propria sopravvivenza alle renne, da cui ricavano nutrimento, abbigliamento e trasporto. Si tratta di animali molto intelligenti – come racconta il fotografo -, capaci di orientarsi nonostante l’assenza di punti di riferimento e di scovare cibo anche se nascosto dalla neve.

I cacciatori uccidono una renna ogni cinque giorni, ma, per non perdere le proprietà nutrienti, la strangolano per poi berne il sangue ancora caldo e mangiarne cuore, reni e fegato. Proprio per immortalare il curioso ma necessario abbigliamento dei Nenet, Sebastião Salgado ha scattato questa foto ad una dolce bambina coperta e riscaldata da un cappotto realizzato con pelli di renna, con il cappuccio ricavato dalla pelliccia di volpe blu e gli stivali dalla pelliccia di volpe argentata.

‘Genesis’ di Sebastião Salgado. Il viaggio

Il fotografo ha viaggiato con un gruppo di 18 Nenet, ma l’esperienza è stata molto più difficile di quanto si aspettasse. Era giunto preparato a diverse temperature e non era ben equipaggiato per quel clima così rigido, allora la popolazione locale gli creò dei nuovi abiti per poter iniziare questa avventura in loro compagnia a -30 gradi. Il popolo della Siberia è solito percorrere in media 50 km al giorno, costruire capanne per trovare riparo dalle tormente e trascorrere il resto della giornata mangiando e raccontandosi leggende tramandate di padre in figlio.

L’unica forma di lusso di questo popolo è la vodka, essenziale. Salgado nel raccontare il suo viaggio, ammette quanto sia impossibile per la civiltà di oggi tornare a vivere come i Nenet. Si pensi che per le rigide temperature sono soliti lavarsi solo una volta all’anno, in agosto. Ma la loro vita non si basa esclusivamente sulla sopravvivenza. Dopo un giorno di viaggio, costruiscono case temporanee di legno, creano un focolare caldo e accogliente attorno cui stringersi e raccontarsi storie. Un nucleo familiare pieno d’amore che arricchisce tutta la loro vita.

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