Georgia O’Keeffe nell’energia vitalistica dei suoi fiori

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Grey line with black blue and yellow di Georgia O'Keeffe

Georgia O’Keeffe è una delle artiste più originali del modernismo americano. Molto conosciuta in America, non sempre è altrettanto nota fuori dai suoi confini. La pittrice ama ritrarre la natura. Celebri sono i suoi fiori, rappresentati in maniera totalmente innovativa, con colori così vividi che spesso perdono la concezione dell’intera forma del vegetale. Rimandano a profili evanescenti e nello stesso tempo fisici, realizzati originalità nel sapiente uso dei colori e delle forme.

Ha giocato un ruolo molto importante nello sviluppo dell’arte moderna in America, diventando la prima pittrice a ottenere rispetto in un mondo prettamente maschilista come quello della New York degli anni Venti. Il suo modo unico e nuovo di dipingere la natura, semplificando le sue forme, ha fatto sì che potesse essere definita una pioniera. 

I fiori di Georgia O’Keeffe

Nei suoi quadri la fibrosità vellutata di un Iris è descritta con la stessa accuratezza della consistenza cerosa di un Giglio. I dipinti di Georgia O’Keeffe sono un’esplosione di emozioni e stati d’animo per la consistenza della materialità e della corposità che si percepisce. I fiori sono iperrealistici, giganti, conturbanti, pieni di simbolismo. Tutti i colori interagiscono nella sua arte: dal bianco madreperlaceo di “Jimson Weed”, al nero del “Black Iris”, al blu intenso del “Lavender Iris”, al rosso del “Red Poppy” e così via in una produzione ricchissima e copiosa.

Alcuni critici hanno associato i fiori alla sessualità femminile. Allusione che l’artista ha sempre respinto, suggerendo piuttosto ai frettolosi cittadini di New York di fermarsi e di prendere tra le mani un fiore. Certamente i suoi fiori rappresentano la sua visione della femminilità, ma una visione più misteriosa, metafisica, elegante e delicata. Artista originale, Georgia O’Keeffe non è inquadrabile in una corrente specifica, anche se molti critici la inquadrano nella corrente del precisionismo.

Il deserto messicano come paesaggio interiore

Tra i soggetti delle sue opere, oltre ai grandi fiori lussureggianti, compaiono anche nature morte piene di energia dinamica e tensioni erotiche, paesaggi urbani con immagini dei grattacieli della grande città. Nel 1916 visita il Nuovo Messico per la prima volta, innamorandosi del drammatico paesaggio desertico con le sue aspre montagne. E a questo paesaggio si lega così tanto da dipingerlo in ogni sfumatura, combattendo il caldo e il forte vento, accampandosi sotto le stelle, pur di osservare ogni singolo dettaglio del mare di sabbia. Il deserto del Nuovo Messico l’affascina in ogni suo aspetto: oltre che per i suoi aspri paesaggi anche per le ossa e i teschi trovati durante le sue esplorazioni.

«Per me sono belli come qualsiasi cosa io conosca… le ossa sembrano tagliare bruscamente il centro di qualcosa che è vivo nel deserto, anche se è vasto, vuoto, intoccabile.»

Quel paesaggio diventa il suo paesaggio interiore. Prendono vita i famosi quadri “Padernal”, “Gray Line with black blue and Yellow”, “Lake George”, “Autumn Leaves”, “Back Cross”, “White Place”, “Ranchas Church” per citarne solo alcuni.

Un accenno alla vita

L’artista nasce nel Wisconsin nel 1887 e già a dodici anni decide di diventare pittrice. Segue diversi corsi d’arte, ma quel modo di intendere l’arte non la soddisfa.

«Ho delle cose nella mia testa che non sono come quelle che qualcuno mi ha insegnato… forme e idee così vicino a me…così naturali per il mio modo di essere e di pensare anche se gli altri non hanno mai pensato di dipingere.»

Trasferitasi a New York, nel 1916 incontra il famoso gallerista e fotografo Alfred Stieglitz, che sposerà, malgrado la grande differenza di età. In quel periodo l’artista dipingerà alcune delle sue tele più famose. Dopo aver divorziato dal marito, si trasferirà definitivamente nel Nuovo Messico che tanto la fece innamorare delle sue dune e vi rimarrà fino alla morte avvenuta a Santa Fe nel 1986.

La bizzarra decisione di trascorrere la propria vita nel deserto del Nuovo Messico, farà di lei una leggenda. Georgia O’Keeffe acquisterà una casa vicino al “Gost Ranch”, una fattoria per vacanze, e qui potrà godere di una straordinaria veduta sulle scogliere rosse. Le sue opere riscuoteranno sempre maggiore successo e oggi sono quotate milioni di dollari. A Santa Fe le è stato dedicato un museo il “Georgia o’Keeffe Museum” che solo nel 2015 è stato visitato da 160.000 persone.

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