Gli amanti di Chagall. Tutti i colori dell’amore per Bella Rosenfeld

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Gli amanti di Marc Chagall

Quando Marc Chagall, artista di origine russa ma francese per adozione, ritornò da Parigi si riunì alla sua città, ai suoi cari e soprattutto alla sua amata. Bella Rosenfeld si unì in matrimonio con Chagall nel 1915, diventando così compagna di vita e sua musa ispiratrice. “Gli amanti” di Chagall rappresentano la volontà del famoso pittore russo di immortalare questa grande passione in una serie di opere, compiute in un arco temporale di quattro anni. Ha reso protagonisti due amanti che nelle multiformi versioni sono figurati in sfondi diversi e svariati, alterando soprattutto l’uso della cromia che rende vivi i due innamorati.

“Gli amanti in blu” di Chagall. Avvolti in un blu metafisico

“Gli amanti in blu” di Chagall, versione del 1914, danno avvio alla serie della raffigurazione dei due innamorati calati in molteplici cornici, intensificati dalle cromie che variano di volta in volta. Gli amanti diventano attori unici, insostituibili del suo ingegno. Componenti reali che vengono adottati come simboli, mescolandoli alle sue esperienze passate. L’artista è sempre stato considerato un pittore – poeta, in grado di unire tradizione, sogno ed emotività.

Al centro de “Gli amanti in blu” di Chagall prendono il proprio posto i due protagonsti, raffigurati vicini l’uno all’altro. Sono fusi in un’unica persona, un’unica entità. Si fa fatica a riconoscerli ma non importa, perché in questa fusione diventano l’emblema dell’amorevolezza vissuta in uno scenario magico. Bella Rosenfeld viene raffigurata frontalmente allo spettatore, con la mano ornata da un guanto sfiora il viso del suo amato, cercando di avvicinarlo per poterlo baciare. Chagall si raffigura di profilo, il viso è arricchito dai ricci che cingono il suo capo insieme ad una corona d’alloro.

Gli occhi sono chiusi, non hanno bisogno di vedere. Bisogna attivare gli altri sensi per vivere a pieno questo magico istante. “Gli amanti in blu” sono accesi da una fonte di luce, calati in un’ambientazione completamente impreziosita da un blu intenso, lo stesso blu che cinge i loro corpi, quasi abbracciandoli.

“Gli amanti in verde” di Chagall. Un individuo bicefalo in un cuore

“Gli amanti in verde” di Chagall risalgono agli anni 1914-15 e sono conservati in una collezione privata. Al centro si stagliano i due amanti, l’uno vicino all’altro, quasi sul punto di avvicinare le loro labbra per concedersi un passionale bacio. Sono resi con forme geometriche essenziali, ma riescono a diffondere il messaggio dell’ardore e del desiderio. Vengono raffigurati a metà busto, sono contrapposti, uno lo specchio dell’altro, sianegli indumenti indossati che nelle pose assunte.

Rievocano precisamente un individuo bicefalo. Entrambi portano un cappello, l’amata Bella Rosenfeld di color rosa, il pittore russo di color blu – violaceo. Entrambi sono stati raffigurati con indumenti scuri, ma la giacca di Marc è decorata da una striscia di tessuto con varie linee sottili e colorate. Specularmente sull’abito di Bella si può adocchiare il risvolto della giacca di un bianco variabile, con una linea a zig-zag. Inoltre sul suo vestito è presente un cammeo rotondo decorato con un’immagine di profilo. Sopra i loro capi sono stati inseriti due ramoscelli. Il tutto è racchiuso all’interno di un cerchio scuro.

Ne “Gli amanti in verde” il colore ricorda l’innocenza e la freschezza dell’amore che lega i due. I loro volti non sono tinti di rosso, del consueto rossore che potremmo aspettarci da un’affettuosità come questa, ma sono avvolti e resi vivi da un intenso color smeraldo. La modalità con la quale Marc Chagall ha realizzato i due personaggi, ha tinteggiato le varie zone con diversi colori e infine ha avvicinato i due volti, danno vita a un risultato finale simile alla figura di un cuore.

“Gli amanti in rosa” di Marc Chagall. Un amore pudico e discreto

Di poco successivi, del 1916, sono “Gli amanti in rosa” di Chagall, terza versione del medesimo soggetto. I protagonisti non cambiano, Bella Rosenfeld e Marc ritornano a mostrare il loro amore. Questa volta, però, il loro desiderio è quasi sussurrato, non ha bisogno di mostrarsi, è timido. In primo piano, di profilo, si può scorgere Bella completamente abbandonata tra le braccia del suo amato, con un dolcissimo sguardo abbassato e gli occhi chiusi. L’amata non concede nessun tipo di attenzione allo spettatore, ad occhi altrui che non siano quelli del suo adorato. Lui, completamente nascosto dietro il capo della donna, è proteso verso di lei, desideroso soltanto di amarla. In questa versione, l’amore tra i due è raffigurato in modo meno eclatante. Gli amanti ci consentono di vivere la loro storia d’amore, ma in modo discreto, quasi in punta di piedi.

Un colore tenue e non invadente

Un’ulteriore differenza con le due versioni precedenti è nell’uso del colore. Nelle prime due il blu e il verde invadevano completamente l’opera, i soggetti e i corpi, diventando un requisito primario e non un semplice particolare. Al contrario ne “Gli amanti in rosa” il colore scelto non occupa l’intero spazio, ma è stato usato per contornare i corpi della coppia e per far esaltare il loro abbraccio. Nessun altro colore decora i capelli o la pelle dell’amata, come nelle prime due versioni.

Bella Rosenfeld è raffigurata con una chioma scura, la sua pelle ha un incarnato rosaceo, il corpo è coperto da un abito di color nero, di cui si può notare anche il polsino bianco. Il pittore si è raffigurato con dei capelli chiari, un colorito delicato per il proprio incarnato, un abito verde con un bavero bianco. “Gli amanti in rosa” hanno quindi una raffigurazione maggiormente naturale rispetto alle altre precedenti, ma sempre con lo stesso fine: quello di raccontare l’amore autentico che legava i due, lo stesso amore che lega ogni innamorato.

La poetica delle emozioni

Le versioni analizzate fanno parte di un filone idealistico nel quale il pittore russo ha attribuito all’uso del colore un eccezionale significato. Non è più soltanto un mezzo per abbellire le diverse forme, ma diviene il tramite, lo strumento per trasportare i soggetti raffigurati nella dimensione sentimentale dell’esecutore. Marc Chagall decise di usare sia nella vita che nella tavolozza l’unico colore in grado di dare un senso all’esistenza e all’arte: il colore dell’amore.

Una poetica dell’emozioni accompagna la trattazione dei soggetti nella loro minuzia, una particolare attenzione a tutti i dettagli che arricchiscono i dipinti e la storia che racconta. Le opere di questo periodo corrispondono agli anni spensierati e gioiosi dell’amore del pittore russo per la sua compagna, prima di perderla a causa di una morte prematura. L’amore è la componente che connota ogni creazione di questa fase pittorica: diviene manifestazione sentimentale in una dimensione fantastica, passionale e coinvolgente. Chagall si mostra interamente sottomesso all’amore per Bella Rosenfeld, inerme di fronte alla sua amata, senza armi davanti al suo sentimento. In fondo, probabilmente, questo vuol dire amare: svestirsi di ogni difesa e lasciarsi completamente andare nelle braccia di chi desideriamo.

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