Greta Thunberg dà voce alle sofferenze del Pianeta

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Greta Thunberg ambientalista per il cambiamento climatico

È diventata la svedese con le treccine più famosa dopo Pippi Calzelunghe, ma chi è davvero Greta Thunberg? La piccola Lisa Simpson, il cui spirito ecologista ha spinto milioni di ragazzi da tutto il mondo a manifestare per promuovere politiche ecologiste, è figlia della buona borghesia svedese. Figlia sedicenne della cantante d’opera Malena Ernman e dell’attore Svante Thunberg, ha la sindrome di Asperger, è vegana e ha convinto i suoi genitori ad adottare la stessa dieta più ecosostenibile. Si sposta in bicicletta e per i viaggi lunghi preferisce il treno evitando le emissioni inquinanti degli aerei.

L’ attivismo ambientalista di Greta Thunberg

Il 20 Agosto 2018, un venerdì per la precisione, si reca al Riksdag, il Parlamento di Svezia, con un cartello su cui campeggia la scritta:

«Sciopero della scuola per il clima»

Tutti i venerdì salta la scuola – che lì inizia a metà agosto – per manifestare; trovandosi spesso da sola, occupa il tempo svolgendo i compiti o leggendo e documentandosi sempre più. Ha affermato che lo sciopero scolastico è stato ispirato dai ragazzi di Parkland che si rifiutarono di andare a scuola dopo le sparatorie nell’edificio scolastico. Greta Thunberg fonda il movimento: “Fridays for Future arrivando a parlare dinnanzi all’ONU riunitasi a Katovice, in Polonia, per parlare dei cambiamenti climatici al “COP24”, esortando i leader mondiali ad attuare politiche ecologiste per risolvere la più grave crisi ambientale della storia del Pianeta.

È stata anche proposta al Nobel per la Pace e, qualora dovesse vincere l’ambito riconoscimento, sarebbe la seconda persona più giovane dopo la pachistana Malala Yousafzai. Lo scorso Gennaio, Greta ha partecipato al World Economic Forum (WEF) di Davos, in Svizzera, discutendo davanti alla Commissione Europea. Il 15 Marzo si è tenuto lo Sciopero Mondiale in difesa del Clima, al quale hanno partecipato studenti di ogni ordine e grado in molti paesi del mondo. Di certo sarà fiero di Greta l’ex vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore, che per l’attivismo ecologista e il documentario “Una Scomoda Verità” (2006) vinse il Premio Nobel per la Pace nel 2007.

#siamoancoraintempo, l’hashtag di Greta per cambiare il futuro

Nel frattempo le manifestazioni continuano. Il 23 marzo si è radunata a Roma una Marcia per il Clima contro le “Grandi Opere Inutili” d’Italia, che ha visto riunite molte associazioni ambientaliste: dai NO TAV della Val di Susa, – i tarantini che vorrebbero chiudere il complesso dell’ex Ilva di Taranto -, fino alle Mamme Vulcaniche contro le discariche nel territorio vesuviano e tanti altri comitati contrari ad inceneritori, termovalorizzatori, centrali nucleari, tutti riuniti sotto l’hashtag: #siamoancoraintempo .

Lo scorso venerdì 29 in Germania, Greta Thunberg ha portato in piazza a manifestare oltre 20mila giovani tedeschi per sfilare dal Ministero dell’Economia fino alla Porta di Brandeburgo. Prendendo la parola, la giovane leader ha affermato che occorre mutare l’attuale atteggiamento nei confronti dei cambiamenti climatici, bisogna «farsi prendere dal panico», ovvero acquisire coscienza del problema. Terminando il discorso, ha promesso che «questo è solo l’inizio».

L’alba della nuova generazione attenta ai cambiamenti climatici

Ma non è tutto, il movimento ideato da Greta Thunberg ha messo in contatto giovani ambientalisti di tutto il mondo, portando alla nascita di nuove associazioni in diversi Paesi. Ad esempio Anna Taylor, diciassettenne inglese, ha fondato con quattro suoi coetanei l’UK Students Climate Network, (UKSCN), coordinando gli scioperi per avere un maggior impatto sulle persone tramite i media.

Ci sono molte altre “sorelle” di Greta il cui attivismo sta portando al formarsi di una nuova coscienza collettiva e un rinnovato attivismo persino dall’altra parte del mondo. In Australia due quattordicenni, Harriet O’ Shea Carre e Milou Albrecht, hanno scritto una lettera al governo australiano per chiedere un maggior impegno nel contrastare i cambiamenti climatici. E ancora due diciassettenni belghe, Anuna De Wever e Kyra Gantois, hanno organizzato una marcia di 35mila persone in Belgio. Persino nel Nord America dello scettico Trump qualcosa si sta muovendo, la tredicenne Alexandria Villasenor sciopera dinnanzi alla sede delle Nazioni Unite; mentre la conterranea Nadia Nazar, 16 anni, è tra i fondatori del gruppo ambientalista “Zero Hour”.

Sono tante le giovani attiviste che, seguendo le orme di Greta Thunberg, provano a fare la differenza per salvare il Pianeta, lottando anche contro una società maschilista a loro avversa. Cosa ci riserva il futuro non lo sappiamo, di certo dobbiamo tutti dire ringraziare Greta per essere riuscita a risvegliare la coscienza civica del Pianeta.

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