Her, la strumentalizzazione dell’amore tra reale e virtuale

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Her di Spike Jonze con Joaquin Phoenix e Scarlett Johannson

Immaginate di innamorarvi di Siri, Cortana o Alexa. “Her-Lei”, con soggetto e regia di Spike Jonze, racconta la storia di un uomo a cui succede proprio questo. Il film vede come protagonisti Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara, Chris Pratt e la unica voce di Scarlett Johannson.

Vincendo un Golden Globe e un premio Oscar come Migliore Sceneggiatura Originale, la pellicola resta una delle più premiate in epoca contemporanea.

Spike Jonze racconta l’amore del futuro con il volto di Joaquin Phoenix

Ci troviamo in un futuro non troppo lontano: Theodore Twombly (Phoenix), lavora come estensore di lettere d’amore, e dona parole alle persone che non sono più capaci di esprimere i propri sentimenti. Da persona estroversa e amichevole lo si incontra all’inizio del film completamente cambiato; solo e introverso sente ancora il peso di un fallito matrimonio e dell’imminente divorzio. Scrive d’amore per le coppie innamorate ma torna nel vuoto e nel buio della sua casa ogni sera, evitando gli amici ed esaurendo il tempo con videogiochi d’ultima tecnologia.

Finché un giorno c’è una svolta, decide di comprare un Sistema Operativo pubblicizzato come la risposta a tutti i suoi problemi, la compagnia perfetta e non invadente da “avviare” dopo una lunga giornata di lavoro. Così conosce Samantha, la sua intelligenza operativa, e tutto sembra procedere come previsto. Resa egregiamente dalla dolce voce di Scarlett Johannson, riesce a parlare ed interagire con lui, evolvendosi piano piano nei sentimenti e nelle relazioni umane. Dopo un primo scetticismo, Joaquin Phoenix nei panni di Theodore si stupisce man mano della veridicità, del realismo e dell’abilità quasi umana di Samantha nel costruire verosimili discussioni con lui sulla vita e sull’amore.

Purtroppo giunge inevitabile il momento in cui la vastità di un’intelligenza fluida e potenzialmente in infinita evoluzione come è quella artificiale, supera i limiti umani, morali e cerebrali dell’uomo. Samantha scopre così di poter sperimentare un intenso amore per più persone, pur apprezzandole tutte nella loro singolarità, di poter spaziare in una dimensione universale e globale di profonde interconnessioni fino ad estraniarsi e sparire nell’astrazione. Resta l’uomo. In chiusura Theodore riscopre la meraviglia, la semplicità e il calore del contatto umano, di una donna presente nella sua dimensione e concentrata nella condivisione di momenti unici ed “umani”.

Her, un film dalla tenera malinconia con la dolce voce di Scarlett Johannson

Spike Jonze ci racconta anche con le inquadrature e i lenti movimenti di macchina, il sentimento della perdita, dell’amore che si trasforma, si virtualizza e poi si logora. “Her” è un film originale, unico, non a caso il preferito dalle critiche italiane soprattutto dopo il premio a Scarlett Johannson come migliore voce accattivante e sensuale non protagonista. Nonostante la dolcezza dei toni e la sensibilità delle interpretazioni, la pellicola è in realtà una sottile critica all’involuzione del genere umano ed ai suoi sentimenti ambigui.

Il “2000 e qualcosa” narrato da Spike Jonze descrive, ampliandolo al massimo, il concetto di simbiosi uomo-macchina: social network, realtà virtuali, macchine, computer e cellulari fanno da cornice alla comunicazione fra gli individui nel film così come nella vita reale. A dieci anni dalla nascita della prima idea ed in soli cinque mesi di effettiva scrittura, l’ex regista di video di skateboarding ci regala una piccola perla cinematografica forse non adatta ad attrarre grandi masse, ma di certo una delle più rare degli ultimi anni.

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