“I Viaggiatori” di Bruno Catalano. Corsari nostalgici di mari e città

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"Les Voyageurs - I Viaggiatori" di Bruno Catalano
“Angelo” di Bruno Catalano. © Giuseppe Drago

“I Viaggiatori” di Bruno Catalano sono dei gruppi scultorei che l’artista ha realizzato nel corso degli anni. Sono stati realizzati plasmando l’argilla e poi ricoperti con bronzo fuso. La principale loro caratteristica è che appaiono come corpi vuoti, lacerati, con “pezzi” mancanti, privati dei loro organi vitali.

La serie delle prime sculture intitolate “Les Voyageurs” è stata collocata a Marsiglia nel 2013 per celebrare il ruolo di Capitale della Cultura. Le sculture sono state istallate, non a caso, nel porto della città. Proprio i luoghi di transito come le piazze, gli aeroporti e i porti sono i luoghi ideali dove l’artista pone i suoi eterei viaggiatori. Sembrano sbucati da un tunnel spazio temporale, da un wormhole e sembra che il loro corpo sia un po’ di qua e un po’ di là. La visione dei corpi perforati, ridotti in pezzi, interroga i passanti sul significato che l’artista intende trasmettere.

«L’ispirazione viene dalla mia stessa vita… dallo sradicamento, dalla perdita delle persone care, dalla fragile esistenza che si conduce in perenne equilibrio… per questo tentare di decifrarle razionalmente non ci porterà lontano»

“I Viaggiatori” di Bruno Catalano. Lo sguardo nel presente e vuoti nel passato

Tutte le statue raffigurano persone in movimento, in viaggio e tutti portano con sé unicamente una valigia, che stringono con forza.

«Nella valigia ci sono ricordi, nostalgia, il peso della vita, i vincoli, ma anche le speranze, l’orgoglio e il desiderio di viaggiare, di vivere.» – Bruno Catalano

Raffigurano persone realmente esistenti che durante la sua vita lo scultore ha incontrato nel suo peregrinare. C’è l’uomo d’affari in giacca e cravatta, il pilota, il marinaio, e ciascuno con il suo tipico bagaglio: dalla ventiquattrore allo zaino, dal sacco al trolley, alla borsa griffata. Ogni valigia viene dalla collezione privata dell’artista.

 Le opere di Catalano possono essere lette e interpretate in modi diversi secondo la propria personale esperienza e sensibilità. Alcuni volti sembrano neutrali, altri trasmettono tristezza e nostalgia, lontani dalla vita fino a quel momento consciuta, forse sradicati e costretti a muoversi loro malgrado. Possono star partendo pieni di speranze e slanci positivi verso il futuro, oppure possono approdare trasformati e privati di qualcosa, ma con ancora la forza di vivere, a camminare. Potrebbero aver perso pezzi importanti della propria esistenza durante il viaggio, ma in tal caso mostrano la forza della sopravvivenza. Perché la vita non si ferma ed è un viaggio sempre in eterno movimento.

A volte ne “I Viaggiatori” di Bruno Catalano sembra di riconoscere i migranti della società globalizzata che costringe migliaia di persone a viaggiare per sfuggire alla sofferenza, alla miseria o alla mancanza di opportunità. Lasciare traumaticamente la propria terra e le proprie origini, strappare le radici crea dei vuoti insopportabili, esistenziali, anche perché sembra di non intravedere nessuna Itaca all’orizzonte.

“Les Voyageurs” potrebbero essere letti anche come la metafora del viaggio, necessario alla propria maturazione personale e sociale. In molti casi ci si rifiuta di rispondere al richiamo all’avventura perché non si vuole lasciare la sicurezza di un mondo che si conosce alla perfezione. Affrontare l’ignoto fa paura, ma è anche l’unico modo per crescere. Mettersi in viaggio per le strade del mondo, rispondere al richiamo dell’avventura, anche se comporta lacerazioni e perdite.

Tutti questi temi sono presenti nella ricerca personale e artistica di Catalano. Nato in Marocco, ha vissuto da marinaio per 30 anni, navigando tra i diversi porti del mondo. Finalmente approda a Marsiglia e qui inizia la sua attività di scultore, con la sua valigia carica di esperienze e ricordi.

«Proveniente dal Marocco anche io ho viaggiato con valigie piene di ricordi. Non contengono solo immagini…sono le mie origini in movimento.»

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