“Il bacio con la finestra” di Munch. L’amore come annullamento

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"Il bacio con la finestra" di Edvard Munch

“Il bacio con la finestra” di Edvard Munch del 1892 è conservato nel National museet for kunst di Oslo. Dipinto con olio su tela (73cm x 92cm), fa parte di un gruppo di opere denominato “Il fregio della vita”, che raccoglie i lavori realizzati dal 1893 al 1918 ed affronta i temi di vita, amore, paura, morte, malinconia e ansia.

Ad un certo punto della sua carriera, Munch ha la necessità di riunire le sue opere in un unico progetto, per poter esprime più facilmente la sua idea di pittura: non una semplice arte di decorazione, ma un approfondimento della vita e dei segreti più reconditi dell’animo umano. “Il Fregio della vita mette” mette in evidenza l’influenza esercitata da Gauguin su Munch, richiamando il tema dell’opera Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, con la differenza che, mentre il pittore francese racchiude in un’unica opera il mistero della vita, il progetto di Munch è un’opera aperta alle integrazioni e modifiche.

Proprio nell’ambito di questo lavoro, “Il bacio con la finestra” affronta una tematica più volte trattata da Munch, quella del rapporto e dell’attrazione tra uomo e donna.

“Il bacio con la finestra” di Edvard Munch in un’atmosfera indefinita

Il dipinto rappresenta due figure, decentrate alla destra del quadro, che si baciano all’interno di un locale. Sono vicine ad una finestra da cui si intravede una via con vetrine illuminate e qualche passante. Probabilmente la giornata volge alla sera perché i colori sono piuttosto scuri. A dispetto del titolo, il quadro più che tenerezza, trasmette inquietudine. Le due figure sono indefinite, nascoste, quasi furtive e i colori scuri richiamano un’atmosfera fredda. Le due persone danno l’idea di amanti clandestini, vista l’ambiguità dell’ambiente e dell’atmosfera.

I protagonisti del quadro sono chiaramente i due amanti, anche se sono ritratti in posizione molto decentrata. L’uomo è rappresentato di profilo con il braccio destro allungato in avanti in un abbraccio. Indossa un abito blu e l’orecchio destro è l’unico particolare ad essere più accurato, mentre il resto dei tratti (naso, mento) è abbastanza indistinto. La donna, invece, è rappresentata in posizione frontale, ma ha il volto totalmente coperto, il busto è tutto proteso verso il corpo dell’uomo. La coppia è posta accanto ad una finestra, ma non sono visibili dall’esterno, coperta da una tenda bianca che riflette i colori freddi dell’atmosfera generale. Dell’interno si vede poco, ma sembra comunque un ambiente spoglio, sicuramente non romantico. Dai vetri della finestra, invece, si vede qualche accenno di vita: una via con delle vetrine illuminate di un edificio con finestre buie e una gialla e quattro passanti.

Il quadro è caratterizzato da colori freddi che richiamano le atmosfere del nord ed è stato realizzato con pennellate spesse, quasi frettolose. Infatti, Munch adotta un tratto sommario, sia per l’ambiente che per le figure, sotto una specie di impulso espressionista che gli permette di esprimersi senza il filtro della razionalità.

«In generale l’arte nasce dal desiderio dell’individuo di rivelarsi all’altro. Io non credo in un’arte che non nasce da una forza, spinta dal desiderio di un essere di aprire il suo cuore. Ogni forma d’arte, di letteratura, di musica deve nascere nel sangue del nostro cuore. L’arte è il sangue del nostro cuore»

Desiderio e paura di amare. La perdita dell’identità

Le due figure abbracciate, di cui è impossibile distinguere separatamente i contorni – lo stesso colore degli abiti costituisce un’unica macchia – rappresentano per l’artista la perdita d’identità. La fusione fisica dei due protagonisti sembra avvenire non tanto per uno slancio passionale, quanto per un reciproco tentativo di annullamento. Non si scambiano vero affetto, ma sono alla ricerca di un conforto che sanno di non poter mai trovare, restando così terribilmente soli.

In questo bacio Munch esprime il disagio della sua esperienza, il rammarico per non essere riuscito a vivere una relazione stabile e normale. Non riesce a vivere l’amore come qualcosa di vero e positivo, da qui l’uso di colori sempre violenti per le rappresentazioni delle donne, che mostrano la sua paura, la sfiducia verso il mondo affettivo. Le relazioni sentimentali nella sua vita furono molto complicate se non impossibili. I contatti dell’artista con le donne oscillavano tra ambiguità e morbosità, timidezza e pulsione violenta. Il suo carattere disturbato gli impedì di legarsi stabilmente ad una persona. Il suo amore malato trovò la massima espressione quando incontrò Mathilde (Tulla) Larsen, l’altra metà di una mela forse avvelenata. Tulla cercava Munch con una forza indomita e, nonostante la sua natura libera e anticonformista, voleva sposarsi. Lui al contrario che aveva orrore del matrimonio, si ritrovava inevitabilmente nelle sue braccia. La loro che fu una relazione tempestosa quasi ai limiti della follia.

Tuttavia una visione positiva dell’amore

Per l’artista l’amore rappresentava un sentimento travagliato che portava sofferenza, ma di cui non si poteva fare a meno. Amare una donna significava soffrire. Erano rari i momenti sereni nella sua relazione. Se da un lato, quindi, Munch è attratto dall’universo femminile, dall’altro questo annullamento di una persona nell’altra lo spaventa e ne prende le debite distanze. Il rapporto tra uomo e donna si traduce così come una continua tensione tra desiderio di amare e paura di amare.

Tuttavia, nulla vieta di guardare al quadro con occhi positivi e di considerarlo come l’esaltazione dell’amore, di quel desiderio di fondersi, diventare uno e di non accorgersi di quello che succede intorno e fuori.

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