“Il convitato assente” di Nazik al-Mala’ika

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"Il convitato assente" di Nazik al-Mala'ika

Già trascorsa la sera 
volge la luna al tramonto 
ed eccoci a contare 
le ore di un’altra notte, 
guardando la luna 
scivolare nell’abisso 
e con lei l’allegria 
senza che tu sia venuto 
perso con le mie speranze, 
fissando la tua sedia vuota 
in compagnia della tristezza 
dopo aver chiesto invocato 
in silenzio la tua venuta. 

Mai avrei immaginato 
dopo tutti questi anni 
la tua ombra ancora 
in grado di sovrastare 
ogni pensiero ogni parola, 
ogni passo ogni sguardo, 
né potevo sapere che tu 
saresti stato più forte 
di ogni altra presenza 
e che l’unico assente 
fra tutti i convitati 
eclissasse ogni altro 
in un mare di nostalgia. 

Certo se tu fossi venuto 
ci saremmo intrattenuti 
a conversare con gli amici 
finché fossero partiti 
e allora anche tu forse 
saresti parso come gli altri, 
ma la sera è già passata 
e il mio sguardo gridando 
interrogava ogni sedia vuota 
cercando fra gli astanti 
sino alla fine della sera 
l’unico che non è venuto. 

Che tu arrivi un giorno 
ormai non lo desidero: 
dai miei ricordi all’istante 
svanirebbero il profumo 
e i colori di quest’assenza, 
rotta l’ala alla fantasia 
languirebbero le mie canzoni. 

Stringendo le dita 
intorno ai frantumi 
dell’ingenua mia speranza 
ho scoperto di amarti 
nelle sembianze del sogno, 
e se anche tu fossi qui 
adesso in carne ed ossa 
io seguiterei a sognare 
quell’invitato assente. 

– “Il convitato assente” di Nazik al-Mala’ika

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