“Il Gigante Sepolto” di Kazuo Ishiguro per conservare la memoria

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'Il Gigante Sepolto' di Kazuo Ishiguro

Ambientato in una Britannia ancora scossa dopo la morte del grande re Artù, “Il Gigante Sepolto” di Kazuo Ishiguro è il settimo romanzo dell’autore. Questa volta un fantasy che attraversa fitte foreste e suggestivi paesaggi per accompagnare i protagonisti, ed il lettore, in un viaggio fantastico – è il caso di dirlo – ma insidioso.

“Il Gigante Sepolto” di Kazuo Ishiguro. L’iniziale quiete

La scrittura lirica del premio Nobel 2017, dà forma al racconto, partendo dalla descrizione di sconfinate brughiere e prati incolti sino a coinvolgere anche i soggetti più canonici del ciclo arturiano, come orchi e draghi. Così nelle prime righe potrebbe sembrare che il contesto del romanzo si configuri chiaro. Ma è solo di un’illusione. Ingannati da questa parvenza di quiete e disinvoltura, ci si addentra in una trama arricchita dalla successiva presentazione dei due protagonisti principali: Axl e Beatrice, una coppia di anziani che vivono in una casa oscura e scomoda.

Se fin ora la storia sembra seguire un corso lineare, ben presto la progressiva narrazione cambierà luoghi e situazioni in maniera totale. Infatti, una nuova protagonista viene introdotta tra le pagine. Una nebbia, densa e diffusa, proviene dal respiro del drago-femmina Querig, che ha il potere di far scordare dai più piccoli dettagli fino ad interi avvenimenti, e che tormenta l’isola da lungo tempo. I due coniugi, dunque, attanagliati da un serio dubbio che riguarda i motivi della scomparsa o dipartita del loro amato figlio, decidono di incamminarsi alla ricerca di risposte.

Gli accorgimenti stilistici di Kazuo Ishiguro

Uno degli elementi più suggestivi di questa scrittura è l’alternanza di dialoghi, spesso solenni tra guerrieri britanni e sassoni, altre volte più brevi ma teneri tra Axl e la sua “principessa”. Inoltre, la lunghezza e la minuzia delle descrizioni rendono i paesaggi britannici realistici ed evocativi. Kazuo Ishiguro riesce a giocare coi sensi con abilità tale da far figurare agli occhi del lettore anche il più semplice dettaglio.

Gli accorgimenti stilistici, ogni svolta narrativa e la scelta di specifici termini aiutano a riflettere su uno dei temi centrali del romanzo: la memoria e l’uso che se ne fa, per constatare quanto possa essere importante guardare al passato, per imparare a vivere nel presente.

«Promettimi una cosa almeno. Prometti, principessa, che non dimenticherai quello che hai nel cuore per me in questo momento. Perché a che serve un ricordo se riaffiora dalla nebbia solo per scacciarne un altro?»

L’infinito mondo fantasy

L’autore ci accompagna in un viaggio in cui noi lettori non siamo mai completamente soli. Tuttavia si avverte fortemente lo stesso senso di smarrimento che coglie anche gli altri personaggi: si ha la sensazione netta che la nebbia cali sul lettore man mano che si avanza nella lettura. È esattamente a questo punto che l’avventura inizia anche per chi legge e, superate le insidie di passi descrittivi complessi, veniamo catturati nel vortice dei grandi temi che si nascondono sotto la veste del fantasy.

A causa della perdita di memoria scaturita dal fiato di Querig, gli abitanti dei villaggi si dividono in profondi dilemmi riguardanti l’importanza della conservazione della memoria, e la necessità di vivere in pace, dimenticando i conflitti e le divisioni. L’appello del fedelissimo Ser Galvano per non uccidere Querig risuona prepotentemente ed in modo chiaro.

«concedete al paese il riposo della smemoratezza

La disputa tra realtà e finzione trova qui forma ed acquista un senso tutto nuovo col prosieguo del racconto, che si arricchisce di ulteriori contenuti, come il perdono – una volta scoperta una grande verità – ed il sentimento della colpa. Kazuo Ishiguro crea una letteratura che non si limita agli argomenti del ciclo di Artù e ai tipici scenari medievali – seppure questi siano uno sfondo preponderante ed un vero supporto per la trama -, ma include contenuti moderni ed originali.

‘Il Gigante Sepolto’ di Kazuo Ishiguro. La scrittura

La lettura de “Il Gigante Sepolto” di Kazuo Ishiguro è molto complessa per via delle immagini che riesce a creare, precise ma avvolte da una nebbia sintattica e lessicale. Anche i protagonisti non sembrano totalmente immersi nella storia, quasi come se sprofondassero nell’oscurità delle illusioni e della recita che fanno della loro vita. Ishiguro, tuttavia, ci invita a non fare il gioco delle sue creature, e scava talmente a fondo da spazzare via, infine, tutta la foschia che li ricopre, illuminando gli angoli più cupi della mente.

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