“Il respiro della danza” di Eva Stachniak nel mondo dei Nizinskij

0
"Il respiro della danza" di Eva Stachniak

Il respiro della danza” di Eva Stachniak e pubblicato nel 2017, racconta l’evoluzione del balletto russo nei primi anni del XX sec attraverso la vicenda  pubblica e privata dei fratelli Nizinskij: Vaclav, Stassik e Bronia. Appartengono ad una famiglia di danzatori polacchi della troupe Lukovic che si esibisce in molte città russe, tra le quali Odessa, Kiev, Mosca. Dei tre fratelli  la storia ufficiale rende omaggio a Vaclav, considerato uno dei ballerini più talentuosi della storia della danza e celebre per il suo virtuosismo e l’intensità delle sue caratterizzazioni. Eva Stachniak, senza mettere in ombra il genio della danza russa, si propone però di  concentrare l’attenzione del lettore sulla sorella di Vaclav, Bronia.

«L’arte e la danza sono in grado di predire il futuro. Sono come l’intuizione.»

La frase, che funge da aforisma introduttivo del romanzo, è una citazione della  ballerina Bronia e sintetizza tutto l’amore e tutta la passione che nutre per la danza. Arriva ad attribuire a quest’arte addirittura una capacità profetica fino ad identificarla con la linfa vitale che pervade l’intera storia.

“Il respiro della danza” di Eva Stachniak. La struttura

Il racconto – affidato all’io narrante Bronia – ha inizio nell’ottobre del 1939 durante il viaggio che porterà la ballerina polacca e la sua famiglia prima a New York e poi in Australia per una nuova avventura artistica. Durante la traversata dell’Atlantico, prendono vita i ricordi di Bronia in un arco temporale che va da 1894 al 1939.

“Il respiro della danza” di Eva Stachniak è suddiviso in sei parti, prendendo spunto dai diari della ragazza. Con uno stile avvincente e sapiente capacità dialettica, la microstoria del fratelli Nizinskij, fatta di successi ma anche di dolori, tradimenti e soprattutto di follia, si intreccia con  la macrostoria dell’epoca: balletti, coreografie, feste, musiche, grandi celebrazioni e misere gelosie. La scrittrice, con una dovizia di particolari, ci fa conoscere i più importanti eventi politici e sociali del periodo di primo Novecento, accompagnando il lettore attraverso le vicende della famiglia protagonista in un viaggio straordinario per la storia russa, che con la Rivoluzione Bolscevica ha cambiato i tratti della Russia zarista.

Il lato oscuro della danza

La mascrostoria ufficiale si intreccia così con la vicenda personale nel mondo del balletto. L’ambiente della danza è molto competitivo, rischioso, stressante ed è importante avere appoggio e protezione. Per Vaclav diventa fondamentale l’amicizia particolare con l’impresario teatrale russo Sergej Djagilev.

«Il golden boy di Djagilev. Oppure il suo schiavo? Uno di questi giorni finirà tutto molto in fretta. Tutto ciò che sale deve anche scendere. E il prezzo da pagare sarà altissimo.»

Ben presto Vaclav incomincia ad ottenere importanti riconoscimenti e successi e di riflesso la sorella, ma in un secondo momento i ruoli si invertono. Il “Genio della danza” scivolerà nella schizofrenia e Bronia svilupperà il suo talento come ballerina e come coreografa. Nei ringraziamenti finali la scrittrice afferma di aver letto i diari di Bronislava e «la sua voce mi ha subito catturata». La sua voce  ha catturato anche i lettori e il romanzo risulta  avvincente e affascinante anche per l’ammirazione che Eva Stachniak nutre nei confronti di Bronia, una figura finora trascurata nella storia del balletto russo, che la scrittrice è riuscita a far emergere con tutta la sua intelligenza, caparbietà, passione, umanità.

Condividi
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.