Il ricatto della tecnologia. Umanità o robotizzazione?

Share
Tecnologia. Umanità o robotizzazione?

In questi tempi più che mai è possibile rendersi conto di quanto le nuove generazioni o generazioni Z, siano completamente assorbite dalla tecnologia e da una realtà virtuale che può compromettere il libero arbitrio. La nostra società è costantemente sottoposta a un pressing pubblicitario per l’acquisto di nuove tecnologie, come un tablet o uno smartphone. Genitori e parenti fanno a gara per assicurarsi che i loro figli siano soddisfatti dell’articolo di ultima generazione, ma conoscono realmente gli aspetti negativi di questa strumentalizzazione?

Bambini “sedati” da videogiochi, adolescenti “schiavizzati” dal proprio iPhone. La mancata o superficiale attenzione arreca conseguenze alquanto preoccupanti. I bambini, infatti, assimilano le nuove tecnologie in modo immediato con una capacità quasi innata. Passando le loro piccole dita sul touch, come fosse la cosa più naturale del mondo, fanno illudere di essere parte di una generazione più intelligente delle precedenti, ma la realtà è che le partite di calcetto, le giornate al parco, i giochi nei cortili diventano solo scene da guardare in tv. Lo sviluppo delle capacità sociali del bambino è drasticamente ridotto a situazioni di isolamento, di depressione, di ansia e di deficit di attenzione.

Gli adolescenti, invece, dormono con il proprio cellulare, curano le amicizie sui social, si svegliano nel cuore della notte per chattare, condividono post, aggiornano gli stati. Nelle loro relazioni virtuali si sentono al sicuro, vivono con inerzia una modalità apatica che talvolta li rende aggressivi, dipendenti, ritardati, nomofobici – la paura di essere disconnessi -, vittime o carnefici del cyberbullismo. Situazioni che ormai sono parte integrante della vita quotidiana.

«Gli uomini sono diventati gli strumenti dei loro stessi strumenti» – Henry B.Thoureau

La tecnologia e l’incapacità di relazionarsi con le altre persone

Gli stessi genitori si adeguano positivamente a questo cambiamento epocale accettando il conseguente senso di alienazione, ma un atteggiamento tanto fiducioso nei riguardi dei propri figli potrebbe sfociare in una deresponsabilizzazione e fomentare la mancanza di comunicazione tra le mura domestiche.

Il rischio è che i genitori non riescano a tutelare i propri figli, essendo loro stessi prigionieri di un sistema paralizzante, perché apparentemente senza possibilità di fuga o salvezza. Eppure si è consapevoli che la vita reale non è quella mostrata sui social. Il lato “positivo” di questa tecnologia è che i sentimenti possono essere celati dietro lo schermo di un cellulare o di un computer, ma la diretta conseguenza è che si perde anche il bello della vita e dei rapporti umani. Si affievoliscono fino a scomparire i legami con gli amici, si dimentica la forza di uno sguardo tra gli innamorati, sfuggono le emozioni nelle conversazioni dal vivo, infine i piccoli dettagli che ci rendono umani diventano ricordi della robotizzazione.

I bambini e gli adolescenti fanno parte in modo istantaneo di una rivoluzione sociale che non scelgono, ma dalla quale possono essere tutelati. Sebbene lo scopo primario e rilevante della tecnologia sia rivoluzionare la società e consentire un costante progresso, non bisogna dimenticare che ogni sviluppo porta con sé anche degli aspetti negativi. Bisognerebbe, quindi, insistere su un uso responsabile della tecnologia, perché il problema non è tanto il mezzo, quanto l’uso che ne facciamo.

«Ho paura del giorno in cui la tecnologia supererà la nostra umanità. il mondo avrà solo una generazione di idioti» – attribuita ad Albert Einstein

 

Related Posts
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.