“Il signore delle mosche” di William Golding sull’uomo e la legge

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"Il signore delle mosche" di William Golding

“Il signore delle mosche“, romanzo d’esordio di William Golding, esce in Inghilterra nel 1954 grazie all’appoggio di T. S. Eliot. È destinato ad ottenere un grande successo qualche anno dopo, nel 1959, quando viene pubblicato negli Stati Uniti ed inserito nella letteratura da bestseller di grandissimo consumo, soprattutto per il pubblico giovanile.

“Il signore delle mosche” di William Golding

La trama racconta la storia di un gruppo di bambini e ragazzi che, in seguito ad un disastro aereo, si ritrovano su un’isola deserta. Si ignorano i motivi del disastro e il contesto storico-geografico non è precisato. Sappiamo solo che tutti i ragazzi sono di nazionalità britannica e si ipotizza un probabile conflitto bellico. Nel capitolo iniziale ci viene descritto il luogo, una sorta di paradiso terrestre dalla vegetazione rigogliosa:

«una frangia di palme sorgeva sulla spiaggia: dritte o inclinate o per traverso, le palme spiccavano contro luce, con le loro piume verdi alte nell’aria… Laggiù, forse a un miglio di distanza, una scogliera di corallo biancheggiava di spuma, e al di là c’era il mare aperto, blu scuro

In questo scenario apparentemente sereno e ameno s’incontrano ragazzi impauriti e disorientati.

«”può darsi che dobbiamo star qui fin che siamo tutti morti” pronuncia Piggy, il ragazzino grassotello, rivolgendosi al ragazzo biondo di nome Ralph che risponde dobbiamo trovare gli altri. Dobbiamo fare qualche cosa.”»

Poco alla volta sbucano dalla foresta altri bambini e ragazzi e così conosciamo i gemelli Sam e Eric e l’antagonista di Ralph, Jack Merridew. Il gruppo incomincia ad organizzare una piccola comunità sociale fondata sulla libertà naturale. Vengono svolte le elezioni e viene eletto come capo il riflessivo Ralph, che con una conchiglia trovata sulla spiaggia riesce a radunare gli altri ragazzi presenti sull’ isola.

Sono organizzate assemblee e definiti i compiti per ciascuno di essi. Il gruppo cerca in questo modo di stabilire una convivenza democratica e pacifica, nonostante i dissapori tra due giovani che si distinguono fra tutti gli altri, cioè Ralph e Jack. Il giovane Ralph stabilisce subito un compito primario, cioè tenere acceso un fuoco, il cui fumo possa fare da segnale per un eventuale salvataggio.

Ha inizio l’avventura e i ragazzi cominciano ad  esplorare il luogo alla ricerca di cibo. Ben presto si manifestano le paure del buio e di non essere salvati, sorgono le prime tensioni e i primi scontri che porteranno a dividere i ragazzi e a formare due gruppi ben distinti: i buoni e i cattivi. I buoni sono rappresentati da Ralph, Piggy e Simon, mentre i cattivi sono rappresentati da Jack e Roger.

Il sovvertimento della legge

«Ci fu improvvisamente un lampo e un’esplosione, poi una spirale di luce nel cielo, poi di nuovo il buio e le stelle. C’era una macchiolina sopra l’isola, una figura che cascava giù velocemente, appesa a un paracadute…»

Nei capitoli V e VI si racconta dell’arrivo di una “bestia” venuta dal cielo che alimenta la paura tra i bambini e che fa esplodere la tensione tra Ralph e Jack. La necessità di sconfiggere il mostro proposta dal forte e aggressivo Jack prevale sulla debole e sottile speranza di Ralph di tenere acceso il fuoco. Si tratta di un episodio di fondamentale importanza nella trama generale perché Golding coglie l’occasione per riflettere su ciò che differenzia la civiltà dalle barbarie. Nel cap. V alcuni ragazzi sostengono la necessità di organizzare assemblee, ma Ralph lamenta il fatto che le decisioni prese non vengono poi eseguite.

«Ma che cosa siamo? Degli esseri umani? O degli umani? O dei selvaggi?»

La legge garantisce ordine e condivisione, rispetto e libertà, e quando questi principi fondanti della società vengono meno in determinate condizioni di isolamento, terrore e privazioni esplode il “furor” dell’uomo:

«-  Le leggi! – Gridò Ralph – tu non rispetti le leggi!”

– A chi gliene importa?

Ralph chiamò a raccolta tutte le sue facoltà.

– Ma le leggi sono l’unica cosa che abbiamo!

– Chi se ne frega delle leggi! Noi siamo forti…siamo i cacciatori! Se c’è una bestia, le daremo la caccia! La circonderemo e pim! pum! Giù botte!..»

La riflessione di William Golding sull’uomo e la società

Nella metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, lo scrittore William Golding, attraverso la storia raccontata nel romanzo “Il signore delle mosche”, ci offre un’interpretazione simbolica della concezione dell’uomo e dei suoi tentativi di costituire una società che inesorabilmente degrada verso lo stato ferino. In questo modo emergono istinto e irrazionalità, capacità di distruggere qualsiasi forma di collaborazione o solidarietà.

L’astuto e violento Jack rappresenta il “potere politico autoritario e dittatoriale” che con la forza e l’oppressione riesce a soggiogare la collettività, alimentando paure e debolezze per ottenerne approvazione e consensi. Appare l’unico in grado di portare in salvo i ragazzi dispersi sull’ isola, contrariamente al riflessivo e “democratico” Ralph, che insieme a Piggy rappresenta la parte “civilizzata” della società umana. Questo pessimismo naturale caratterizza tutto il romanzo tramite una lucida analisi della psicologia umana ed una profonda riflessione sui principi antropologici della violenza e della brama di potere che non risparmia nessuno, neanche i bambini. La natura umana può essere civile o brutale, sincera o mascherata, mai puramente buona o cattiva. Lo stesso Golding scriverà che

«l’uomo produce il male come le api producono il miele

Il finale ci disorienta, ci lascia basiti di fronte al male imperante. La conchiglia, simbolo di ordine, viene distrutta, il fuoco è ormai spento e l’isola è in preda alle fiamme. Gli unici personaggi “buoni” sono destinati  ad essere sconfitti. Rimane solo Ralph che

«per la prima volta da quando era sull’ isola si abbandonò al pianto, a un grande spasimo di dolore che lo scuoteva tutto. Il suo pianto risuonava sotto il fumo nero, davanti all’ incendio che distruggeva l’isola……Ralph piangeva per la fine dell’innocenza, la durezza del cuore umano, e la caduta nel vuoto del vero amico, l’amico saggio chiamato Piggy.»

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