Immediate family di Sarah Mann. L’istintiva nudità dà scandalo

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Immediate family di Sarah Mann, Candy cigarette
Candy cigarette

Sono passati quasi 30 anni dalla pubblicazione di “Immediate family” di Sally Mann. La fotografa americana classe ’51 ha raggruppato 65 fotografie in bianco e nero che hanno per soggetto principalmente i tre bambini dell’artista, Emmett, Jessie e Virginia, fotografati davanti allo sfondo creato dalle campagne alle pendici delle Blue Ridge Mountains nella Virginia sud-occidentale, dove la donna e i figli hanno trascorso l’infanzia. Nonostante sia uscito nel ’92, l’ondata di critiche, positive e negative, che ne hanno accompagnato il debutto lo rendono ancora uno degli shooting più controversi della storia della fotografia.

«Queste sono fotografie dei miei bambini che trascorrono qui le loro vite. Molte di queste foto sono intime, alcune sono di finzione e altre di fantasia, ma molte di queste sono cose ordinarie che ogni madre ha visto
– un letto bagnato, un naso sanguinante, sigarette di zucchero. Si travestono, fanno il broncio e si mettono in posa, si dipingono il corpo e si tuffano come lontre nel fiume.»

“Immediate family” di Sarah Mann. Le critiche

A scatenare la polemica sono stati due grandi temi che ancora ai nostri giorni non cessano di essere estremamente divisivi per l’opinione pubblica: la nudità nell’arte e il confine che la separa dalla banale pornografia, e il ruolo estremamente delicato dei bambini. Dunque, la fazione di chi vedeva negli scatti la celebrazione quasi idilliaca della libertà dell’infanzia si contrapponeva a quella di chi vi vedeva immagini crude e persino pornografiche, accusando Mann di aver sfruttato i suoi figli.

Sarah Mann era all’epoca alla sua terza fatica editoriale, appena preceduta da “At twelve: Portraits of Young Women”: ritratti di ragazze appena adolescenti che avevano generato la stessa ambivalenza nei critici, per merito della capacità dell’artista di portare con sé la vulnerabilità e allo stesso tempo la forza dei soggetti che aveva ritratto. In “Immediate Family”, Sarah Mann non è da meno nel destreggiarsi tra l’alternare attimi di familiarità e dolcezza e momenti di tristezza e solitudine, suscitando nell’osservatore sia gioia che sconforto.

Alcuni degli scatti più belli del reportage

Un ottimo esempio è sicuramente “Damaged Child – Bambina ferita”. Un bellissimo scatto del 1984 raffigurante la sorellina minore, Virginia, che con un occhio socchiuso e la guancia graffiata guarda in direzione dell’obiettivo. La foto riesce a trasmettere un’incredibile tenerezza, ed è impossibile guardandola non sentirsi riportare indietro con la memoria, quando ginocchia sbucciate e graffi erano per noi cosa di tutti i giorni. Allo stesso tempo, però restiamo colpiti dalla richiesta di aiuto implicita nei suoi grandi occhi.

Qualche anno dopo, Virginia posa assieme alla sorella Jessie per “The New Mothers – Le nuove mamme”. Uno scatto del 1989 che raffigura le due bambine nell’atto di impersonare due donne fatte e finite, che portano i loro bambini – in realtà due bambole – a spasso. Tra i diversi elementi della foto, ben visibili sono i giochi di luce del sole, che illumina il volto e il busto di Jessie sovraesponendola rispetto agli altri soggetti e stagliando le ombre sull’erba del prato. Indiscusso fattore di polemica è, invece, la sigaretta – in realtà finta – nella mano della bambina, che sembra guardare verso la fotocamera spavaldamente, quasi con aria di sfida, probabilmente abbagliata dai raggi del sole. Al suo fianco la piccola Virginia sfoggia un paio di occhiali da sole a forma di cuore: un elemento buffo che fa sorridere con leggerezza.

La peculiarità di questo libro è data precisamente dalla ragione per cui è stato censurato e fortemente polemizzato: aver attribuito a dei bambini sentimenti che tendiamo a considerare per loro inusuali, mostrandoli in pose che trasudano vulnerabilità e purezza che un occhio adulto difficilmente prende in considerazione senza malizia.

Galleria fotografica

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