Klara e il sole di Kazuo Ishiguro. Il lato oscuro del potenziamento

Share
"Klara e il sole" di Kazuo Ishiguro

“Klara e il sole” di Kazuo Ishiguro è il nuovo romanzo del Premio Nobel. La sua scrittura puntuale ed essenziale torna per emozionare con una storia ambientata in un prossimo futuro, che ha al centro una profonda riflessione sull’essere umano e sul suo avvenire. Le note surreali e oniriche dell’originale prosa di Ishiguro si uniscono alla realtà delle vicende umane e creano un romanzo toccante e delicato. Ci si può, quindi, fidare dei tentativi – ben riusciti – di creare un’opera che «riproduce il modo in cui impariamo ad amare».

“Klara e il sole” di Kazuo Ishiguro. Critiche o stile?

A primo impatto potrebbe sembrare che la storia di “Klara e il sole” sia poco approfondita. Che avrebbe potuto dire molto di più, sia per la caratterizzazione di alcuni personaggi sia per la conclusione di alcune vicende. Tuttavia, proprio la delicatezza della scrittura di Ishiguro potrebbe indurre in questo facile errore di giudizio: è proprio per quest’ultima che la narrazione subisce un sostanziale alleggerimento.

La prosa lieve e sobria dello scrittore giapponese preferisce sorvolare sull’ambientazione -di cui il lettore potrebbe ipotizzare soltanto la collocazione temporale in un futuro prossimo- ed impiegare brevi e concisi aggettivi per inquadrare l’animo e le caratteristiche di un personaggio. Ne emerge uno spiccato contrasto tra l’essenzialità di alcuni dettagli e passaggi narrativi e l’audace potenza delle tematiche al centro del romanzo.

“Klara e il sole” di Kazuo Ishiguro. Una riflessione robotica ma umana sull’inquinamento e la solitudine

Uno dei concetti più ricorrenti in “Klara e il sole” è quello del “potenziamento”. All’interno del romanzo con questo termine si vuole indicare tanto gli effetti di un’industrializzazione sempre più serrata sul mondo circostante, quanto quelli di un accrescimento delle facoltà su adolescenti e bambini. Lo sguardo attento del Premio Nobel analizza ogni minima piega del percorso di potenziamento, che anche nei nostri giorni è uno dei temi più scottanti, e lo declina in più versioni. Nel mondo del romanzo, che in questi passaggi potrebbe tingersi di tinte distopiche, l’inquinamento e la solitudine sono due tra le conseguenze più evidenti del potenziamento.

Al fine di contrastare l’isolamento che ha portato gli adolescenti ad essersi disabituati a frequentarsi e ad interagire gli uni con gli altri, ognuno viene affiancato da un AA, un Amica Artificiale che ricopre tutti i ruoli di interazione e comunicazione necessari. Come accade per Klara e Josie, la prima un robot sofisticato con capacità notevoli, l’altra una ragazza vittima del potenziamento come molti altri. Nonostante si conoscano i difficili circuiti di pensiero e elaborazione della risposta di Klara -narratore interno-, i personaggi che assumono il ruolo di membri della sua famiglia ne vengono spesso tenuti all’oscuro. Le continue nuove lezioni sugli esseri umani e le intuizioni sui loro comportamenti saranno strumenti preziosi per Klara per riflettere sulla differenza tra robot e umani.

«la gente sentiva il bisogno di predisporre un aspetto di sé da mostrare ai passanti – come avrebbe fatto nella vetrina di un negozio – e che non era il caso di prendere troppo sul serio quel lato esibito, una volta passato il momento.»  

L’intelligenza analitica di Klara scompone la realtà 

Si può sostituire un essere umano con un automa? Qual è il confine tra realtà e finzione? Gli automi possono riprodurre il cuore umano? Sono questi gli interrogativi che muovono l’intero romanzo. Riflettendo su ognuno di questi, Klara perfezionerà in modo sempre più puntuale la sua riproduzione di un essere umano, scoprendo infine la differenza più sostanziale tra tutte. Annullando ogni distanza tra sé e Josie, saprà riconoscere che ognuno è unico a modo proprio e per questo insostituibile.

Il romanzo di Ishiguro si muove con agilità tra riflessioni e cambiamenti, in un ritmo per nulla lento ma che, anzi, rende la lettura scorrevole e appassionante. In particolare emerge una delicata sensibilità per il mondo che ci circonda e per l’intimità dell’animo altrui. Nel personaggio di Klara si riassumono questi duplici punti di vista: è attenta a sé stessa, ma al contempo possiede una prospettiva molto analitica che suddivide in riquadri perfetti e isolati ogni aspetto altrui. Nonostante la solitudine che avanza prepotente, i cuori umani possono essere ancora salvati. Nella sua strenua ricerca del sole e della luce per combattere l’oscurità dell’inquinamento e della solitudine, si sintetizzano gli insegnamenti che l’AA ha acquisito sugli esseri umani: il sole è paradigma di gentilezza, amore e, dunque, di salvezza e speranza.

Related Posts
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.