‘L’autobus’ di Frida Kahlo e l’incidente che le cambiò la vita

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L’autobus di Frida Kahlo e l'incidente

«La sua pittura è una bomba avvolta in un nastro di seta» –  André Breton

Nello stesso anno in cui Picasso dipinge “Le Demoiselles d’Avignon”, in qualità di manifesto della nuova arte cubista, nasce nel 1907 Frida Kahlo a Coyoacàn, Città del Messico. La giovane, successivamente, deciderà di cambiare la sua data di nascita al 1910, anno della rivoluzione messicana. A sei anni si ammala di poliomielite causandole danni gravissimi alla sua gamba destra.

Nel 1922 presso la Scuola Nazionale Preparatoria conosce Diego Rivera, pittore muralista, chiamato insieme ad altri artisti del calibro di Breton ad istruire il popolo messicano dopo la sanguinosa rivoluzione conclusa nel 1920. Fu così che il governo decise di promuovere la pittura murale come nuovo inizio, ricompattando il tessuto ormai lacerato della cultura popolare messicana.

‘L’autobus’ di Frida Kahlo. L’incidente

Nel 1925 a Città del Messico, in una giornata qualunque, Frida insieme al fidanzato Alejandro sale su un pullman vecchio ed affollato. La ragazza riesce a sedersi grazie ad un uomo che le cede il suo posto. L’uomo stringe tra le mani un sacchetto contenente una polvere dorata che dice di voler donare alla Vergine di Guadalupe – si può rintracciare il sacchetto nel dipinto “L’autobus” di Frida Kahlo -. Lei, attratta da questo contenuto, su incitazione dell’uomo, si lascia dorare la fronte con la polvere che l’uomo definisce come protettiva e salvifica. Purtroppo, esattamente in quell’istante, l’autobus si scontra con un altro automezzo e per la giovane, d’improvviso, è il nulla mortale.

Frida descrive l’accaduto nel suo stato confusionale in una delle sue numerose lettere, da cui ricaviamo una biografia dettagliata ed emozionale. In molti pensano che per la ragazza non ci sia salvezza. Frida Kahlo aveva 20 anni e quell’incidente segnerà profondamente il suo percorso di vita. È proprio in seguito allo spiacevole episodio che prende vita il suo percorso artistico: costretta ad una lunga degenza e lenta ripresa, inizia a dipingere fino al 1954, anno della sua morte. La pittura fu l’unico atto salvifico per la sua anima sconvolta e tormentata.

Dipinge “L’autobus” nel 1929, dai colori lucenti e dallo sfondo squadrato e prospettico. Compaiono una lunga schiera di persone sedute, un bambino che si affaccia al finestrino per osservare l’esterno, un uomo col cappello che tiene in mano il sacchetto e per ultimo lei, Frida, che si rappresenta come ultimo passeggero. Apparentemente un’opera che non rimanda a nessuno strazio di vita, anzi potrebbe soltanto rappresentare i diversi strati culturali della popolazione. In realtà il gesto pittorico sarà l’unico a placare la mente traumatizzata  dal violento incidente.

L’anno 1925 segna anche l’inizio dell’amore con Diego Rivera e l’adesione alla fede politica comunista.

Frida e Diego. Un amore sofferto

«Due incidenti ho avuto nella vita e uno sei tu…» – “Diego ed io”, Brunori Sas

Così recita l’inizio di “Diego ed io”, una canzone del cantautore italiano Brunori Sas, effettuando un resoconto della vita drammatica di una donna forte, quale Frida è.

Il testo riporta ad una delle numerose lettere che Frida scrive al marito Diego Rivera in occasione dell’ulteriore tradimento dell’uomo. Entrambi sregolati nella vita ma decisi a legalizzare la loro unione nel 1929, accettarono nel corso degli anni i rispettivi tradimenti, che facilmente si presentavano come gustose delizie da assaporare. Entrambe sono personalità di spicco nel panorama artistico messicano ed americano, per cui non c’è molto da stupirsi a riguardo: i loro tradimenti divennero di pubblico dominio. Ma quando Diego tradì la moglie con la sorella di Frida, Cristina, questo costò la separazione della coppia. Anche se in realtà, non si lasciarono mai veramente, come se fossero legati da un filo comune che comportò il nuovo matrimonio nel 1940.

Sono trascorsi molti anni, le sue sofferenze fisiche la costringono ad indossare un busto d’acciaio e, pochi anni dopo, sarà costretta su una sedia a rotelle. Nello stesso anno in cui muore Matisse, il 13 luglio del 1954, si spegne Frida Kahlo, contribuendo da quel momento in poi ad un ulteriore significato della parola “arte”.

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