La Tecnica di Martha Graham. Muscoli vibranti di energia e vita

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Danza moderna. Tecnica Graham Martha

Martha Graham è considerata la più grande danzatrice statunitense del XX secolo, madre della danza moderna . Danzatrice, coreografa americana e pioniera del suo campo artistico, codificò la prima tecnica della “nuova danza” a cui diede il suo nome, Tecnica Graham, dando inizio ad una vera e propria evoluzione ballettistica sia a livello tecnico che a livello sociale e personale.

La sua tecnica venne codificata attraverso un processo personale influenzato dalla sua vita privata. Suo padre era un medico psichiatra specializzato nei disturbi nervosi del corpo. Martha attraverso l’influenza della professione del padre studiò i vari impulsi del corpo umano e si concentrò in particolare sui movimenti generati da tali input. Fu in questo modo che scoprì nuove movenze coinvolgendo specifiche parti del corpo che prima venivano omesse, come il bacino, la respirazione e soprattutto la zona pelvica, simbolicamente origine della vita. Unendo tutti questi elementi Martha Graham riuscì a realizzare una danza fortemente espressiva.

«Le nostre braccia hanno origine dalla schiena perché un tempo erano ali.» – Martha Graham

La Tecnica Graham e gli esercizi sull’alternanza contraction end release

Per contraction – contrazione – si intende il punto del corpo in cui si genera e si concentra l’energia. La contraction è resa possibile grazie ai muscoli pelvici e addominali durante l’espirazione. In questo momento della respirazione infatti i muscoli addominali spingono contemporaneamente verso la spina dorsale – “in dentro” – e in alto verso il diaframma, mentre i muscoli dorsali spingono verso terra. In questo modo la colonna vertebrale si allunga creando una sorta di curva a C.

Release – “rilascio” – si riferisce alla diffusione dell’energia generata precedentemente dalla contraction, che attraversa tutto il corpo fino ad arrivare alle estremità. Il release avviene invece durante l’inspirazione. Sempre attraverso una spinta che parte dal bacino, la schiena si estende e il corpo torna in posizione eretta raggiungendo il punto di massima estensione verso l’alto. I movimenti generati dalla contraction possono essere utilizzati dal danzatore per spostare il proprio corpo nello spazio o cambiare direzione e traiettoria.

«La contrazione non è una posizione bensì un movimento in qualcosa, la contrazione si muove.» – Martha Graham

Il pathos del movimento nella Tecnica Graham. Spirale e cadute, mani e braccia

La tecnica Graham accoglie anche altri movimenti della danza moderna. La spirale viene intesa come la rotazione della colonna vertebrale attorno al suo asse verticale. Il movimento questa volta inizia dall’anca e contemporaneamente la scapola opposta si “allontana” da essa. Avviene in questo modo una rotazione a 45°della colonna vertebrale.

Un elemento di particolare interesse sono le cadute (fall), che può avere diverse codifiche nel ballo. In questo caso il danzatore durante la caduta, che può avvenire sia in modo statico che dinamico, esercita una spinta verso l’alto per contrastare la forza di gravità che lo spinge verso il basso. Anche in questo caso vengono utilizzate le contrazioni in modo da gestire e modificare i tempi e le direzioni della caduta.

L’utilizzo delle mani è un punto singolare della tecnica Graham, molto spesso tenute a “coppa” – le dita unite e verso il palmo -. Non sono solo un dettaglio aggiuntivo, bensì sono attive e significative a livello coreografico. Le braccia invece si muovono di conseguenza agli impulsi generati da schiena e spalle esattamente come se fossero ali.

Espressività e stile nella danza di Martha Graham

I danzatori della Tecnica Graham sono espressivi e drammatici. Martha a differenza della tecnica accademica classica a cui si era abituati prima, vuole evidenziare il peso, la forza di gravità e lo sforzo dei danzatori e lo fa anche attraverso il floorwork, lavoro al pavimento.

«È come se il corpo si muovesse all’ interno di una massa pesante.» – Martha Graham

È come camminare in una piscina piena di acqua. Grazie ai nuovi elementi codificati nelle coreografie di danza moderna vengono raccontati per la prima volta temi di vita, sociali, politici, economici, temi sulle donne mai portati in scena prima. 

Martha Graham definiva la danza come «Il linguaggio nascosto dell’anima», fu innovatrice e pioniera di quest’arte. Dei tanti riconoscimenti ricevuti, si ricorda nel 1935 la documentazione del suo lavoro da parte della fotografa americana Barbara Morgan. Con i suoi scatti riuscì a catturare la trasformazione del corpo della Graham definendo la sua danza rituale e illustrativa, capace di rendere i sentimenti in un’espressione fisica. Racchiuse tutte le documentazioni delle più famose opere della coreografa in una meravigliosa raccolta fotografica intitolata “Sixteen Dancers in Photographs”.

Di grande importanza fu la premiazione che la vide protagonista nel 1976. Martha Graham è stata la prima danzatrice a ricevere “La medaglia della libertà”, prestigiosa onorificenza statunitense consegnatasi dal Presidente Gerald Ford – la moglie di quest’ ultimo prima del matrimonio aveva fatto parte della compagnia di danza della Graham -.

Martha Graham School of Contemporary Dance

Nel 1926 aprì la Martha Graham School of Contemporary Dance. Tra le sue coreografie più significative troviamo “Immigrant” e “Revolt”, ma fu con l’opera “Heretic”(1929) che raggiunse l’apice dell’originalità della sua concezione della danza. Gli anni ’30 furono quindi determinati da una forte creatività e originalità che diedero vita a importanti capolavori come “Lamentation”, “Chronicle”, “Deep Song”, “Primitive Mysteries” e “ Frenetic Rhythms”. Vennero inoltre accettati nella sua compagnia, fino a quel momento tutta al femminile, Merce Cunningham e Erick Hawkins, anch’essi danzatori e coreografi esponenti della danza moderna.

Negli anni ’40 creò le opere “El Penitente” e “Letter to the world”. Nel 1944 nasce invece “Appalachian Spring” definito uno dei suoi pezzi più famosi, nato dalla collaborazione con Isamu Noguchi, scultore, architetto, designer e scenografo statunitense di origini giapponesi. Agli anni ’70 risale la sua ultima esibizione. All’età di 76 anni Martha Graham danzò per l’ultima volta. La scelta di abbandonare la scena la portò negli anni a seguire ad un notevole periodo depressivo. Mori successivamente il 1 aprile 1991 a New York.

La Martha Graham Dance Company è considerata la più antica compagnia di danza al mondo che ancora oggi produce spettacoli. La scuola è focalizzata sull’insegnamento della Tecnica Graham, che viene insegnata e diffusa ancora oggi in tutto il mondo.

Biografia in pillole

  • Nata l’ 11 maggio 1894 a Pittsburgh (Pennsylvania).
  • 1911 – Dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale di Ruth St. Denis decise di voler rendere la danza il suo futuro.
  • 1913 – Iniziò a studiare danza e teatro.
  • 1916 – Entrò nella “Denishawn school” a Los Angeles, prima scuola di danza moderna sorta negli Stati Uniti di America fondata appunto da Ruth St.Denis e Ted Shawn, dove danzò in alcune importanti coreografie.
  • Successivamente abbandonò la California e tornò a New York dove insegnò alla “Eastman school of Rochester”. Pochi anni dopo debuttò sempre a New York con coreografie di propria creazione su composizioni di Alexander Scriabin (compositore e pianista russo), Claude Debussy (compositore e pianista francese), Maurice Ravel (compositore, pianista e direttore d’ orchestra francese) e Louis Horst (compositore e pianista statunitense).
  • 1926 – Fondò il “Martha Graham Center of Contemporary Dance” che inizialmente era un piccolo studio di danza a Brodway. Successivamente il centro fu trasferito in un edificio a due piani a New York e divenne la base operativa della Martha Graham School of Contemporary Dance e della “Martha Graham Company”.

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