“La danzatrice stanca” di Montale per Carla Fracci

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"La danzatrice stanca" di Montale per Carla Fracci

Torna a fiorir la rosa 
che pur dianzi languia…  
Dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa. 
E quando mai può dirsi per stagioni 
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe? 
Ma si parla della rifioritura 
d’una convalescente, di una guancia 
meno pallente ove non sia muffito 
l’aggettivo, del più vivido accendersi 
dell’occhio, anzi del guardo. 
È questo il solo fiore che rimane 
con qualche metro d’un tuo dulcamara. 
A te bastano i piedi sulla bilancia 
per misurare i pochi milligrammi 
che i già defunti turni stagionali 
non seppero sottrarti. Poi potrai 
rimettere le ali non più nubecola 
celeste ma terrestre e non è detto 
che il cielo se ne accorga basta che uno 
stupisca che il tuo fiore si rincarna 
si meraviglia. Non è di tutti i giorni 
in questi nivei défilés di morte. 

– “La danzatrice stanca” di Eugenio Montale scritta per Carla Fracci

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