La “Donna” di René Magritte in un mondo surreale ed enigmatico

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Donna di René Magritte

Domandare, interrogarsi, chiedere, sorprendere, stupire, immaginare. Questi sono solo alcuni termini che introducono la “Donna” di René Magritte. Iscrittosi all’Accademia delle Belle Arti di Bruxelles nel 1916, Magritte e i suoi studi in quell’epoca furono prevalentemente orientati verso le ricerche futuristiche. Da qui l’elaborazione di varie creazioni, tra cui questa opera.

Il profilo emerge da uno sfondo poco chiaro e alquanto confuso. Una serie di figure geometriche, linee a zig zag mostrano la comparsa di una figura femminile delineata in maniera contorta, giunta in una posizione scomoda e visibilmente precariaUn susseguirsi di colori si alternano tra il verde, il rosso, il bianco, il nero e l’arancio mettendo in evidenza il soggetto contrapposto ai colori scuri dello sfondo. Si notano un braccio piegato e l’altro disteso, una gamba procedere e l’altra accavallata sul punto di rilassarsi. L’intenzione è esprimere uno stato di abbandono corporeo e portare lo spettatore in uno stato di titubanza tra sogno e realtà.

La filosofia dietro la Donna di René Magritte

«Si possono creare nuovi rapporti tra le parole e gli oggetti, e precisare alcune caratteristiche del linguaggio e degli oggetti generalmente ignorate nella vita quotidiana» – René Magritte

L’artista solitamente riproduce oggetti e differenti figure piuttosto comuni e banali, di quotidiana riproducibilità, immergendole in uno status insolito, sorprendente e inimmaginabile. In questo modo vuole rovesciare le regole abitudinarie e sconvolgerne la reazione di chi le osserva. La “Donna” di René Magritte inverte il senso dello sguardo, rovescia le regole perché sarebbe stato altrimenti difficile immaginare una figura femminile riposta in un ambiente così astratto e artificiale. Al contrario si sarebbe immaginata stesa su un prato, tra gli alberi e i fiori, oppure vicino al mare.

L’idea del pittore si sviluppa in una realtà nuova e differente, capace di allontanarsi dall’abitudine del già visto e saputo. Conduce lo sguardo dello spettatore in una nuova direzione per cogliere ciò che si nasconde al di là dell’osservato. Si rimane così stupiti di fronte al contrasto nell’opera rappresentata, rivelando nuovamente il potere dell’arte. 

La consapevolezza di una realtà ignota

La visione del quadro porta ad un’osservazione della realtà diversa da quella che siamo solitamente abituati a cogliere. Perché il corpo di una donna è stato esposto in uno spazio così ristretto e angusto? Perché è stato accostato a dei colori così forti e accesi al punto di mimetizzarsi in una quantità innumerevole di angoli, spigoli e linee? 

«Il linguaggio dell’autenticità dà alle parole significati che non hanno mai avuto prima»

La pittura di René Magritte è precisa e meticolosa, quasi fotografica. Dà origine ad un modo di vedere la vita in maniera surreale ed enigmatica, non negando la realtà, ma trasfigurandola con deformazioni irreali e accostamenti inconsueti. Lo scopo è fantasticare per poi arrivare a ragionare, riflettere di fronte ad un mondo sconosciuto che potrebbe rivelarci una serie di dati ignoti. Dietro l’apparente insensata rappresentazione delle cose tranquille, l’artista desidera evidenziare un mondo fatto di paure, ansie, tensioni, inquietudini e misteri che vivono nella nostra mente tra desideri, aspirazioni e ricordi. 

«Ed è così che vediamo il mondo: lo vediamo come al di fuori di noi anche se è solo d’una rappresentazione mentale di esso che facciamo esperienza dentro di noi» – René Magritte

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