La Maddalena penitente di Donatello nella crudezza del legno

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La Maddalena penitente di Donatello. Scultura in legno

La “Maddalena penitente” di Donatello (1454-55) si trova nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze. È una scultura di legno di pioppo che inscena una donna vecchia, decrepita e con un volto doloroso. Venne realizzata per il Battistero fiorentino e ci rimase fino all’inondazione del 1966. Donatello riprese l’usanza della scultura in legno, molto in voga durante il periodo medievale e poi abbondata durante quello rinascimentale che favorì l’uso del marmo, più idoneo per volumi e corpi morbidi. La motivazione è da rintracciare nell’umanità che la donna esprime, sottolineata dalla tecnica e dal legno usato.

La “Maddalena penitente” di Donatello. Analisi e significato

La discepola di Gesù è stata rappresentata su una roccia. È in piedi scalza, con una veste, forse una pelle, allacciata in vita che le copre il corpo fino alle ginocchia. Le sue mani sono unite in segno di preghiera e le braccia magre sono vicine al busto. I capelli lunghi e in disordine incorniciano il suo volto di dolore. Cadono lungo le spalle e parte del semplice vestito. Non solo il corpo, ma anche il volto è minuto, quasi scheletrico, evidenzia il dolore della donna che immediatamente si può captare.

L’uso del legno occorre per dare maggior risalto al dolore di Maddalena. L’intaglio rende viva la pelle raggrinzita del corpo e del volto, la bocca leggermente aperta testimonia il suo stato di salute e la mancanza di denti. I tessuti della pelle sono sottili, privi di elasticità, ormai decadenti. Lo stato di salute precario e il dolore vissuto vengono sottolineati anche dalla sua postura. Non è rappresentata dritta, ma ricurva, sembra che stia per mancare da un momento all’altro. Le mani non sono completamente unite, si sfiorano. È il momento precedente o successivo alla preghiera e si può immaginare quanto l’animo della donna fosse tormentato e stanco.

Cosa rappresenta la “Maddalena penitente” di Donatello? Mortificazione della carne e ascesi

Il tema della Maddalena è stato più volte affrontato precedentemente alla realizzazione di Donatello. Era uno dei temi più cari alla tradizione della pittura toscana del ‘300. Alcuni critici sostengono persino che lo scultore prese spunto dall’opera del Brunelleschi realizzata per la chiesa di Santo Spirito e andata poi distrutta durante un incendio alla fine del XV secolo.

La sua Maddalena è colta nel momento della preghiera, in una fase pellegrina della sua vita. Vagava nomade per le foreste nel sud della Francia in cerca di penitenza e redenzione. Anni trascorsi nella preghiera e nell’allontanamento dal mondo alla ricerca della salvezza spirituale.

Quello che rende quest’opera un unicum, un’opera senza alcun precedente, una vera novità riguarda il suo aspetto. Poche volte la donna era stata raffigurata con questa crudezza. L’aver rappresentata così vecchia e quasi decrepità è una novità da rintracciare nelle volontà dello scultore. Non è neanche una semplice rappresentazione della donna da vecchia a meravigliare. La vera novità non è soltanto nella scelta anagrafica, ma soprattutto nel mostrare il lato umano, una forte crudezza che sottolinea la sua storia, ma dimostra la sua rispettosa partecipazione sentimentale.

La “Maddalena penitente” di Donatello è la continuazione ideale del “San Giovanni Battista” del 1438, realizzato per la chiesa dei Frari a Venezia, dove già aveva toccato le corde del realismo e della religione. Qui il processo di incarnazione arriva al limite trasformandosi in una vera e propria “scarnificazione”. Il corpo è completamente privo di carne, non vi è nessuna struttura corporea, vi sono solo ossa, rughe profonde e dolore che tengono in piedi il corpo della donna.

La scelta del legno e l’intaglio realistico

Donatello nelle sue numerose opere mette in luce la sua conoscenza del classicismo e dell’antica Roma. Il classicismo era lo stile che accompagnava le sue intenzioni, quelle di descrivere storie, virtù di santi e di uomini. In questo caso, lo scultore sembra maggiormente attratto dalla volontà e possibilità di rappresentare la morte, il dolore e il passato che scava l’anima. Non si sa quale sia stato il motivo che spinse lo scultore a questo cambio. Lascia lo stile che fu così caro per una ricerca diversa, inscenare una donna distrutta e vecchia, colta nel momento della preghiera.

Nell’ultimo periodo della sua carriera, dove si fa rientrare questa scultura, Donatello decise di adoperare maggiormente uno stile realistico. L’uso del legno, diversamente dal marmo, avrebbe aiutato a raggiungere tale fine. Il legno di pioppo dona alla donna una rigidità che concorre al messaggio finale. L’intaglio occorre per sottolineare la secchezza del viso e delle membra, rimarcando la sua forte sofferenza. Il legno di pioppo che venne adoperato è un particolare legno molto duro, che non consente di realizzare volumi, masse corporee imponenti e morbidezza delle carni.

La scelta dunque non è solo del materiale in sè, ma soprattutto del tipo di legno usato dallo scultore per inscenare questo particolare momento. La “Maddalena penitente” di Donatello vive un grande dolore sia nel fisico che nell’animo, coltiva la speranza con quelle mani che stanno per congiungersi nella preghiera.

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