"La magia di un abbraccio" di Pablo Neruda. Falsa attribuzione - il Chaos

“La magia di un abbraccio” di Pablo Neruda. Falsa attribuzione

"La magia di un abbraccio" di Pablo Neruda. Falsa attribuzione

Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?
Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere
e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona?
Un abbraccio è esprimere la propria esistenza
a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada,
nella gioia e nel dolore.
Esistono molti tipi di abbracci,
ma i più veri ed i più profondi
sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.
A volte un abbraccio,
quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno,
fissa quell’istante magico nell’eterno.
Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso,
fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa
o si ha paura di sapere.
Ma il più delle volte un abbraccio
è staccare un pezzettino di sé
per donarlo all’altro
affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.

– “La magia di un abbraccio” di Pablo Neruda. Falsa attribuzione

La poesia è stata erroneamente attribuita a Pablo Neruda. Il componimento sembra essere molto più semplice nella scelta della parola poetica – ma non solo – rispetto alla scrittura solita di Neruda.

Illustrazione di Charlie Mackesy

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E se il nostro destino si fosse nascosto dietro una stella? Basterebbe farle il solletico… la stella, intenta a ridere, potrebbe per sbaglio lasciar cadere un pezzo di cielo e mostrarci uno scorcio del nostro futuro.

Commenti (4)

  • Lietissimi di questa conferma!
    La ringraziamo per aver condiviso con noi la sua appassionata ricerca!
    Piano piano, qualche goccia nel mare, farà la differenza nella disinformazione.
    Cordiali saluti e a presto!

  • Gentile Signora Auricchio,
    dopo molte ricerche ho acquistato lo sorso anno il libro “Cuadernos de Temuco”, Edición y prologo de Víctor Farías, perché desideravo realizzare un audiovideo con alcune poesie del liceale Neruda ( https://youtu.be/77p0adkt_CA ), componimenti profondi, che nulla hanno a che vedere con il testo qui da Lei pubblicato e falsamente attribuito al Poeta. I queste poesie, la “preistoria lirica” di Neruda, già appaiono le premesse alla sua maturità. Io vivo a Valdivia, in Chile, non molto distante da Temuco… E anch’io sono in contatto con la Fundación di Santiago, ed ho avuto le medesime risposte: questo poema, come purtroppo altri, NON è da attribuirsi a Pablo Neruda. Purtroppo molte false attribuzioni sono in circolazione, spesso da me segnalate, ma ottenendo come risposta : “Che importa chi è l’autore, se la poesia è bella…”.
    Grazie per la Sua precisazione/segnalazione e come diceva Oscar Wilde : “Il problema di internet è che non c´è maii certezza della fonte…” 😉
    I più cordiali saluti.
    Luigi Maria Corsanico

  • Salve signor Bertolotti,
    la ringraziamo per il suo commento. L’erronea attribuzione della poesia a Neruda ci è stata segnalata dalla Fundaciòn Pablo Neruda, la fondazione ufficiale che si occupa proprio di tutelare la reale paternità delle sue poesie poichè in rete c’è un proliferare di false attribuzioni. La stessa Fondazione e un’altra studiosa italiana del poeta ci hanno dato le motivazioni riportate da noi in calce alla poesia. C’è però da dire che diventa sempre più difficile definire le corrette paternità degli autori rispetto al passato, quindi, qualora lei avesse fisicamente una copia dei quaderni del liceale Neruda da offrire come fonte certa (magari mandandoci una foto), noi saremmo molto lieti di rimediare all’eventuale errore e di informare anche la Fundacion Pablo Neruda per aiutarli a confermare questa paternità e a districarsi meglio nel mare magnum delle false attribuzioni.
    Qualora ne volesse parlare meglio, ci scriva senza remore una email a info@ilchaos.com.
    Grazie per la sua attenzione e partecipazione per una corretta informazione
    Cordiali saluti

  • Falso è non attribuire questa poesia a Pablo Neruda, la scrittuta si è semplice ma vi siete chiesti in qualce raccolta fosse contenuta ? no infatti…
    i quaderni del licelae Neruda li scrisse quando aveva 16 anni

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