La questione curda. Curdi vittime di una guerra insensata

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Questione curda. Turchi contro curdi in Siria

Questione curda. Il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato l’offensiva nel nord-est della Siria. Le forze armate turche sono state impegnate nella cosiddetta “Primavera di pace”, conflitto spietato contro i curdi, percepiti come terroristi. In un primo momento i militari statunitensi hanno offerto supporto ai curdi contro l’Isis, ma dopo aver sconfitto lo stato islamico, l’equilibrio delle forze è cambiato. Trump ha fatto ritirare le truppe che vi erano stanziate, lasciando il territorio siriano alla mercè delle forze turche.

Sono quindi iniziati i bombardamenti aerei sulle città lungo il confine, colpendo proprio quelle liberate dall’Isis. Il Presidente Erdogan intende creare una “zona cuscinetto” al confine nord della Siria, in quel lembo di terra dove vive da sempre il popolo curdo. Per questo ha deciso di liberarlo per far posto a due milioni di profughi siriani, rimpatriandoli con la forza.

I profughi siriani, arma inconsapevole

I profughi sono fuggiti dalla guerra in Siria contro Assad, arrivando in Turchia con la speranza di sbarcare con mezzi di fortuna in Europa, ma sono stati fermati e addirittura usati da Erdogan per ricattare l’Unione Europea. Se l’UE intervenisse nel conflitto, il leader turco libererebbe i migranti. Così, nonostante numerose prese di posizione da parte dei Capi di Stato Europei contro la guerra, non è stato fatto niente di concreto per aiutare il popolo curdo, lasciandolo al suo destino. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo aver minacciato di distruggere la già precaria economia turca, inizialmente non è intervenuto.

Erdogan e Putin. Una tregua ad ore

Nel frattempo sul fronte siriano il conflitto prosegue. Ad aver preso una posizione ferma al riguardo è stato il Presidente russo Vladimir Putin. Cercando di mediare con Erdogan, ha inviato un contingente russo a difesa del confine siriano. Anche l’esercito delle Forze Democratiche Siriane (SDF) è confluito verso le città attaccate lungo il confine.

Intanto è stata stipulata una tregua di 120 ore voluta dagli statunitensi con i turchi al fine di agevolare il ritiro dei curdi dalle città di confine, ormai occupate dai militari turchi. I curdi sono tornati indietro lasciando la safe zone, zona di sicurezza che percorre il confine tra Turchia e Siria a est del fiume Eufrate.

Al termine della tregua, Erdogan si è recato a Sochi, in Russia, per un colloquio con il Presidente Putin. Il leader russo ha richiesto un’estensione della tregua di altre 150 ore, che è stata accettata dal Presidente turco per lasciare il tempo necessario alle milizie curde di lasciare il territorio di circa 400 km del nord della Siria.

Le ultime notizie sulla questione curda

In data odierna la questione curda vede il riaccendersi degli scontri a poche ore dallo scadere della tregua tra i militari delle forze lealiste di Bashar al-Assad e il contingente turco in Siria settentrionale. Altri scontri sono segnalati tra siriani e turchi.

È ormai scaduta la tregua stipulata dal leader turco Erdogan e dal Presidente russo Putin. La Russia garantisce l’abbandono dell’area di frontiera da parte dei curdi, lo stesso ritiro che invece gli statunitensi non sono stati in grado di garantire. Una volta scaduto il termine della tregua, militari turchi e russi inizieranno a pattugliare insieme la safe zone, un’area di circa 10km lungo il confine tra Turchia e Siria.

È dello scorso sabato la notizia della morte del califfo dello stato islamico Abu Bakr al Baghdadi, che, circondato dal raid aereo nordamericano, si è fatto saltare in aria uccidendo anche tre dei suoi figli. Gli statunitensi assicurano che è stato ucciso anche il numero due dell’Isis Abu Hassan al-Muhajir, braccio destro del calffo.

Nel corso della guerra sono state bombardate alcune prigioni, dove i curdi avevano rinchiuso i combattenti dell’Isis, ma assicurano che i fuggitivi sono stati catturati. Si spera che questo conflitto volga presto al termine senza ulteriori spargimenti di sangue, specialmente per il popolo curdo.

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