La Sfera di Arnaldo Pomodoro. Il significato metafora del mondo

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La Sfera Grande di Arnoldo Pomodoro
Sfera Grande © Luca Spinelli Cesena

” La Sfera” di Arnaldo Pomodoro gli conferisce la fama e si esplica in una serie di sculture disseminata in ogni parte del mondo. Si tratta di particolari sfere di bronzo – il materiale che predilige per le sue opere – che si scompongono, si “rompono” e si aprono davanti allo spettatore. Invitano alla ricerca e alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta del contenuto.

“La Sfera” di Arnaldo Pomodoro. Una polpa piena di intricate composizioni

La Sfera n.I è stata la prima, creata per la Chiesa del Vaticano nel 1960. Più tardi ne seguirono altre sparse per il mondo: la sede delle Nazioni Unite a New York, il Trinity College di Dublino, the Seminary Theological Cristiana a Indianapolis, Stati Uniti d’America, The Teheran Museum of Contemporary Art, Columbus Museum of Art a Columbus e l’Università di Tel Aviv in Israele.

«La sfera è un oggetto meraviglioso, del mondo della magia, del mondo dei maghi, e che si tratti di cristallo bronzo o pieni d’acqua… riflette ciò che ci circonda, creando tali contrasti che a volte si trasforma, diventando invisibile, lasciando solo il suo interiore, tormentato e corroso, pieno di denti […] Quello che mi spinge a fare le sfere è rompere questi elementi perfetti. Esse sono delle forme magiche con un interno misterioso e vivo, mostruoso e puro; perciò creo un conflitto con la lucentezza: un’unità composta di incompletezza. Nella mia scultura, la forma del mondo contiene in sé la forma della ‘città ideale’ come concepito dagli artisti del Rinascimento italiano. Questo, a sua volta, contiene le mie speranze e i miei sogni e quelli di innumerevoli altri cittadini del mondo.» – Arnaldo Pomodoro

La serie su “La Sfera” di Arnaldo Pomodoro esprime la dualità della realtà. Levigata e lucida all’esterno, nasconde al suo interno altri meccanismi, altre parti: una seconda sfera più piccola o un sistema cuneiforme di ingranaggi e di linguaggi. È questo a renderla metafora del mondo. La ricerca di Pomodoro è incentrata sul concetto di interno ed esterno, ben esemplificato dal rompersi e dal disvelarsi della sfera. La complessità crea la semplicità, o meglio, si cela e protegge sotto un’apparente linearità di pensiero e forma, è così che la regolare e perfetta superficie di una sfera svela una profondità magmatica e densa.

«La superficie lucida rispecchia ciò che c’è intorno, restituendo una percezione dello spazio diversa da quella reale, e crea mistero. Rompere questa forma perfetta mi permette di scoprirne le fermentazioni […] Ed è ciò che vediamo dentro a parlare, a creare emozione […] Nel mio lavoro vedo le crepe, le pareti erose, il potenziale distruttivo che emerge dal nostro tempo di disillusione.»

Pomodoro ha il potere di rendere visibile il reale attraverso forme nuove. Utilizza configurazioni che superano l’ovvietà di ciò che appare, di ciò che è già conosciuto, pone in evidenza ciò che viene nascosto.
Ritiene il mondo in cui vive l’essere umano potenzialmente distruttivo; la minaccia dello sconosciuto, di ciò che è ignoto, si cela sotto un’apparenza perfetta. Ma l’uomo ha degli strumenti a cui attingere per il disvelamento della verità. Il pensiero introspettivo si infiltra nelle fratture della superficie e, scoprendo un’inimmaginabile fragilità della materia, fà venire alla luce il lato oscuro, l’interiorità dell’animo e del mondo.

La serie delle Sfere

“La Sfera n. 1”, collocata nel Cortile della Pigna presso i Musei Vaticani, assume un significato simbolico caricato dal luogo di collocazione. È stata realizzata con l’aspetto di una sfera dentro la sfera, che ruota lentamente mossa dal vento. È emblema della Chiesa, in quanto il Vaticano conserva sotto una superficie apparentemente perfetta dei complessi equilibri che durano da secoli e che sono messi in moto dal Mistero della Fede.

“La Sfera Grande”, si trova a Roma davanti l’ingresso della Farnesina, sede del Ministero degli Esteri. È molto simile a quella collocata a Pesaro in una posizione privilegiata della città, nel Piazzale della Libertà a due passi dal centro e affacciata sul mare. La grande piscina a sfioro che la circonda ne esalta la sfericità e la leggerezza estetica in un gioco di riflessi.

“La Sfera di San Leo” è molto diversa dalle altre. Dopo tanti interventi su questa scultura, l’artista ha voluto far ritorno con la memoria nei luoghi d’infanzia. Pensando alla rocca medievale di San Leo, ha ricoperto la superficie della sfera con frecce, denti, tiranti, ricordo di un antico ordigno bellico. Non c’è più il contrasto tra la superficie splendente e liscia e l’interno divorato da impronte e segni. Sembra che l’erosione abbia raggiunto anche l’esterno, con una presenza minacciosa ma dinamica.

«All’interno c’è un’altra sfera più piccola, pulita e intatta, che tenta di emergere, comunicando all’insieme un’idea di nascita e di rinnovamento che sembra contraddire la catastrofe.» – Jacqueline Risset

“La Sfera” di Arnaldo Pomodoro è una delle sue serie più apprezzate e, seppur lontane dalle originali forme statuarie di un tempo, intriga per la capacità di svelare le multiformi manifestazioni della realtà.

La scultura contemporanea di Arnaldo Pomodoro

Durante il XX secolo la scultura ha subito una progressiva crisi d’identità: ha subito tanti e tali cambiamenti che, analogamente alle avanguardie in pittura, se ne è perfino messa in discussione la definizione stessa. La scultura non è più per forza la statuaria (rappresentazione della forma umana o animale) oppure opera tridimensionale. Oggi l’unica definizione che si potrebbe adattare al termine è quella che identifica la scultura con gli elementi irrinunciabili che la caratterizzano, ovvero lo spazio, la materia e la volontà di trasformazione di quello spazio e di quella materia da parte dell’artista.

Le prime opere di Arnaldo Pomodoro si caratterizzano per le modeste dimensioni e sono costituite da piccoli bassorilievi composti da una fitta rete di segni, quasi un tracciato. Nelle opere successive la scultura di Pomodoro si indirizza verso la ricerca della tridimensionalità e monumentalità capace di esprimere il mondo interiore dell’artista.

«L’artista dunque, come un demiurgo, ha la facoltà di “generare” il reale e di farlo in forme nuove, in forme che vanno oltre l’ovvietà dell’apparente e del conosciuto per raggiungere nuovi accenti di poesia e di vita […] la scultura è la realizzazione di un “proprio” spazio dentro lo spazio maggiore dove si vive o ci si muove.»

La Sfera di Arnaldo Pomodoro
La sfera al Trinity College Dublin © Jasonm
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